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Sikorsky H-34 (HSS-1N) Seabat
“Italian Navy”

Sebastiano Tringali

Kit: Italeri

Scala: 1/72

 



Un po’ di storia
All’inizio degli anni 50 si costituisce a Catania, il Primo Gruppo Elicotteri della Marina Militare Italiana con il compito di valutare le possibilità di impiego operativo della nuova macchina sia sulle unità della flotta che dalle basi a terra. Il Primo Gruppo, ricevette nel 1959 i primi 3 elicotteri HSS-1 “Seabat” e, nel giro di qualche anno, altri 11 HSS-1N, con carrello modificato ed in versione ASW, dotati cioè di sonar ed abilitati al volo ognitempo.
Nell’autunno del 64, una tromba d’aria abbattutasi sull’aeroporto di Catania distrusse 6 dei 14 “Seabat” in forze al Primo Gruppo, i restanti elicotteri verranno poi impiegati nei ruoli più diversi alla lotta antisom, al soccorso in mare, all’addestramento.
Verso la fine degli anni 70, i Seabat superstiti, considerati ormai superati, saranno assegnati a compiti di addestramento degli equipaggi e in operazioni di appoggio e trasporto fino loro definitivo ritiro dal servizio nel 1978.
L’esemplare da me, riprodotto fu uno degli ultimi ad essere ritirato dal servizio, ed è rappresentato sul ponte della nave appoggio Bafile (ex HSS Saint Gorge), usato per appoggio e trasporto ai “marines” del Battaglione S.Marco nel corso di varie esercitazioni di sbarco sulle coste della Sardegna nell’estate del 71.


Il modello
Per realizzare il mio HSS-1N Seabat ho utilizzato la scatola della Italeri in 1/72.
Il modello, stampato il plastica blu, è realizzato con un buon livello di dettaglio, ha le pannellature incise e cattura bene le linee generali dell’elicottero. La scatola contiene i pezzi per realizzare sia l’HSS-1 che la versione con carrello modificato HSS-1N.
In aggiunta al kit, ho acquistato un bellissimo set di fotoincisione della Part (S72-023) che fornisce, oltre alle griglie, una innumerevole quantità di dettagli esterni.
Infine per poter realizzare la versione della Marina Italiana, ho utilizzato due fogli decals della Tauromodel (72-542 e 72-557).




Costruzione
Sono stato sempre affascinato dagli elicotteri imbarcati con la coda e le pale del rotore ripiegate, così, la tentazione è stata troppo forte e dopo aver rimediato un po’ di documentazione e di foto, che sul soggetto abbondano anche su internet, mi sono messo al lavoro.
Ho cominciato a tagliar via la coda, per chiudere i due tronconi, ho realizzato le due paratie con i relativi rinforzi strutturali e ho ricostruito la parte di fusoliera che usciva fuori con del plasticard sottile, ho sostituito le cerniere di ripiegamento con quelle in fotoincisione fornite nel set, infine ho aggiunto le maniglie per il ripiegamento della coda e vari tubicini e cavi eletrici.
Utilizzando gli ingranaggi di un orologio, ho ricostruito il giunto di accoppiamento del rotore di coda.


Gli interni hanno richiesto qualche intervento di miglioria come cinture, cruscotto, leve e pulsanti vari, ma poiché a modello completo erano poco visibili, mi sono limitato al minimo indispensabile.
Un altro lavoro impegnativo ha riguardato la sostituzione di tutte le griglie con quelle fotoincise, in particolar modo per quella frontale che ho dovuto tagliare in più parti per compensare la notevole curvatura del muso.
Un nota va fatta sul set di fotoincisioni della Part che oltre ad essere veramente ben fatto, non mi ha mai dato alcun problema nell’adattare i pezzi al modello.
Continuando sull’esterno della fusoliera, seguendo le foto a mia disposizione, ho aggiunto vari dettagli esterni autocostruiti come tubi, maniglie, leve ed altri provenienti dal set di fotoincisioni, come i tappi del carburante, le antenne della radio, il portellone di accesso al vano di carico ecc..
Ho ricostruito e dettagliato parte del verricello esterno con tubi di plastica e filo di rame, ho sostituito i tre condotti di scarico del muso, realizzandoli con tubi di rame.
Poiché le gambe del carrello originali apparivano troppo spesse, le ho sostituite, ricostruendole con tubi di rame di diverso diametro.



Un grosso impegno ha richiesto il meccanismo di ripiegamento delle pale del rotore principale, ogni pala era incernierata su un lato della radice e poteva essere ripiegata all’indietro asportando il perno che la rendeva solidale con il rotore.
Per realizzare queste cerniere ho utilizzato piccoli pezzi di tubo di rame incollati su una piastra di plasticard che ho poi fissato sia sul rotore che su ciascuna pala, l’effetto finale si è rivelato molto realistico ed il sistema riesce a ruotare come quello reale.
Ho poi fissato le estremità delle pale ripiegate sul loro supporto di sostegno, posto sulla coda dell’elicottero.
Per completare ho aggiunto le antenne inferiori della radio e del radar AN/APN-97 ed i relativi cavi.



Colorazione ed invecchiamento
La colorazione standard degli elicotteri della Marina Italiana dell’epoca , in uso tutt’oggi, prevede tutto il velivolo in Dark Sea Gray con il muso rosso-arancio ad alta visibilità e la coda rosso-arancio e gialla.
L’esemplare che intendevo riprodurre, essendo ormai alla fine della sua carriera operativa, appariva piuttosto usurato e scarsamente curato.
Ho dipinto quindi l’esterno utilizzando come colore base l’Extra Dark Sea Gray lH-333 della Gunze, dopo aver spruzzato una mano di lucido della Gunze, ho evidenziato tutte le pannellature, riempiendone i bordi con nero seppia ad olio ed eliminandone l’eccesso con on panno morbido, infine ho schiarito la superficie interna di ogni singolo pannello, spruzzando varie tonalità del colore base schiarito , lumeggiando successivamente tutto con una miscela di grigio azzurro ad olio per evidenziare i particolari in rilievo.
Per il colore del muso e della coda, ho utilizzato il Rosso brillante della Tamiya schiarito con un po’ di arancio sul quale ho poi spruzzato il Red Day Glo della Testor.

Ho applicato le bellissime decals Tauromodel, che con un goccio di Gunze Mr. Mark Softer attaccano a meraviglia (attenzione a non esagerare con l’ammorbidente, queste decal sono molto sottili ma tendono a rompersi), infine ho sigillato tutto con i trasparenti della Gunze mescolati fino ad ottenere una finitura satinata.



Diorama
Per rappresentare realisticamente il modello, ho costruito una piccola parte del ponte di nave Bafile, utilizzando fogli di plasticard per riprodurre le lamiere e un sottile foglio di legno compensato inciso per riprodurre il ponte in tavolato, ho poi aggiunto qualche altro piccolo particolare come bitte, ganci, occhielli e draglie per completare l’opera.


Referenze
Gli Elicotteri della Marina – Rivista marittima Roma 1981
H-34 Choctaw in action – Squadron signal n.146
Westland Wessex – 4Plus Publication

Links
The one of the best walkaround about the “Seabat” on the web:
http://www.b-domke.de/AviationImages/Seabat.html

The Randy Smith walkarounds on ARC:
http://www.aircraftresourcecenter.com/AWA1/401-500/walk425_H-34A_Smith/walk425.htm

http://www.s205409446.onlinehome.us/AWA1/401-500/walk457_VH-34_Smith/walk457a.htm

http://www.s205409446.onlinehome.us/AWA1/401-500/walk457_VH-34_Smith/walk457b.htm

http://www.s205409446.onlinehome.us/AWA1/401-500/walk410_H-34_Smith/walk410.htm

http://www.s205409446.onlinehome.us/AWA1/101-200/walk174_H-34/part3/walk174c.htm

 

 

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