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Supermarine Spitfire Mk Vb trop
di
Pier Francesco Grizi
417°
Squadron RCAF - Tunisia 1942
Tamiya
1/72


| Eccolo qui il nostro
piccolo Spit, ripreso con una rara pellicola a colori, mentre vola
sui cieli della Tunisia insieme ai suoi compagni, nell’estate dell’ormai
lontano 1942 (60 anni fa…). AN•V faceva
parte del 417 Squadron della Royal Canadian Air Force e ci viene
riproposto nella scatola dello Spitfire Mk V in i/72 della Tamiya.
Ecco la rappresentazione fotografica stampata sul fianco della
scatola: |

| Carino no? Fatto
bene. Beh,
osservando però la foto dell’aereo vero ho pensato ad un paio
di cosette e cioè:
- L’aereo è lercio da far paura. E’ stinto, sporco, pieno di colature
sui fianchi della fusoliera e sembra perfino impolverato (dubito
che un aereo che va a circa 500 km/h possa essere realmente
impolverato…);
- La radice alare destra, sul bordo d’attacco, è molto scrostata quindi,
di conseguenza anche il resto non deve essere in ottimo stato;
- La vernice sembra "macchiata" e i bordi dei colori sono
abbastanza netti;
- La lettera N sembra essere stata riscritta, lo sfondo è di colore
diverso;
- Le mitragliatrici ma anche i cannoni sono tappati dal nastro rosso;
- Insomma, questo Spitfire ha decisamente l’aria usata e quindi lo voglio
fare così!
Oh, dunque saltiamo a piè pari
la fase della costruzione, l’ho fatto proprio "straight from
the box", che caspita è un Tamiya, si monta da solo, ho solo
aggiunto due cinture in fotoincisione.
Bene. La parte che più mi interessava
era la pittura. |
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Per prima cosa ho
dato una bella mano di Alluminio Testor che poi ho lucidato con
cotone, non senza aver prima sgrassato il modello con alcool. |
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Dopodiché ho passato una mano di Grigio scuro (nella
fattispecie acrilico RLM 66 Aeromaster), un po’ per proteggere l’alluminio
(delicato assai) un po’ per permettere ai colori successivi di tenere
meglio ed anche per ottenere un effetto di sovrapposizione di colori
quando, alla fine, lo raschierò per fare vedere il metallo sotto. |
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A questo punto ho dato una mano sotto di Azure Blue
(sempre Aeromaster) prima naturale e poi con il colore schiarito
con bianco e molto diluito, al centro dei pannelli. Ho scoperto
che con il diluente Tamiya (sempre lei…) gli acrilici Aeromaster
(o i Polly Scale, sono uguali) si diluiscono benissimo ed hanno
una finitura opaca liscia e bellissima. |
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Poi è arrivato il turno di una bella mano di MidStone
Aeromaster alle superfici superiori… |
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A questo punto ho
cominciato a mascherare il sopra per dare il Dark Earth.
Ho usato
l’Uhu Tac, facendo dei "salamini" che ho messo sull’aereo,
coprendo il resto con lo scotch (ehm, della Tamiya, ma giuro che
non sono sponsorizzato). |
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Ho quindi spruzzato
il Dark Earth., anche questo prima passato al naturale, poi ripassato
schiarito per evidenziare le pannellature. Vediamo |
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Dopo questo passaggio
ho diluito moltissimo il Dark Eart e l’ho ripassato su tutte le
pannellature, anche sul MidSone, in modo leggerissimo.
Per mascherare il cockpit ho
usato una cappottina inclusa nel kit per un’altra versione. Anche
nella parte inferiore il discorso è stato il medesimo: ho ripassato
i pannelli con l’AzureBlue leggermente scurito con il Grigio 66. |
Ora è arrivato il momento di dare una
mano di lucido (Polly Scale) e, ad asciugatura, di posizionare le decals.
A dir la verità nella foto d’epoca l’aereo sembra abbastanza sprovvisto
di stencils, soprattutto sulle ali (walkways) e quindi non le ho messe,
lasciando solo qualcosa in giro, sotto le ali e sulla coda. Dopo aver
sistemato le insegne ho passato su tutte le incisioni dei pannelli dell’inchiostro
di China Rotring Seppia, quello in boccettina classico. Secondo me è
quello che funziona meglio, lo passo sui dettagli con un pennello, in
modo che li copra bene, aspetto 10 minuti e poi con un fazzoletto di
carta appena bagnato (Appena! È importante) tolgo l’eccesso. Se tolgo
via troppo, ripasso in quella zona la china e via come prima. Ho provato
anche con il colore ad olio e il white spirit, ma con certe vernici
(tipo queste) mi è parso un po’ aggressivo, oppure con l'acrilico diluito
in acqua e sapone. Meglio dunque la china.
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Ecco il risultato
nella parte inferiore… |
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…ed in quella
superiore. |
Ed ora pronti per le sporcature varie.
Uso quasi sempre un colore
della Gunze, l’H95 Gray Smoke traslucido, moooolto diluito e dato con
l’aerografo chiuso e pressione medio bassa. Con questo faccio i fumi
degli scarichi; sottolineo alcuni pannelli, i fumi delle armi e sporcature
varie, sporcature che però eseguo anche con colori diversi, tipo il
seppia di cui prima ed anche con un’inchiostro Ecoline marrone scuro,
per variare la tonalità degli sporchi altrimenti monocromi.
Alcune colature sono fatte a
pennello con Humbrol di marroni vari mischiati ad occhio;
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Ecco la vista sotto… |
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…e quella sopra. |
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Come avrete notato a
questo punto ho già inserito alcuni particolari come l’elica ed
ho tolto la protezione dell’abitacolo perché tra poco passerò
una mano di opaco (MiscroscaleFlat).
Prima di far questo ho
ancora passato un velo di color sabbia (Rlm79 Gunze) diluitissimo
sulle decals per desaturarle un po’ (soprattutto le lettere
bianche sparavano), poi ho messo i carrelli… e
ho dato il trasparente opaco su tutto l’aereo, abitacolo compreso. |
Ho messo l’antenna dorsale, ho
colorato le luci con Humbrol verde e rosso vivace lucidi ed argento e ho
messo i trasparenti del canopy. Stranamente la Tamiya fornisce staccati il
parabrezza ed il tettuccio principale ma non il tettuccio dalla parte
posteriore. Ho segato queste due componenti e mi sono accorto che comunque
il costruttore ha già pensato di mettere una scanalatura nella parte
laterale del canopy in modo che questo si incastri bene una volta che si
decida di lasciarlo aperto, come ho fatto io!
Per fare i frame del canopy ho una mia
tecnica collaudata che non mollo mai, visto che lavoro solo in 1/72:
spruzzo su un pezzetto di decal trasparente della Tauromodel i colori
dell'aereo: prima l’Interior Green, poi il Mid Stone ed in un’area
confinante il Dark Earth, poi ci passo i vari trasparenti opachi in modo
che i colori subiscano lo stesso trattamento dell’aereo (in effetti lo
faccio durante la colorazione del medesimo, visto che uso i
colori…) e poi taglio sottilissime strisce della lunghezza e larghezza
desiderate con un cutter a lama nuovissima e le metto sul trasparente,
facendole aderire con un po’ di liquidoi Microscale Set e Sol per decal,
in modo che si "schiaccino" ben bene.
Ora prendo una basetta ovale che avevo
in casa, la pitturo di marrone scuro ad acrilico, gli passo sopra un po’
di trasparente lucido a smalto Testor (avevo quello), tutto a pennello,
poi cospargo la superficie di Vinavil e ci metto sopra un po’di
autentica sabbia marina del Kenya (!), due bidoni, una tanica ed una
cassetta della Hasegawa colorate ad Humbrol e sovrastate da uno straccio
realizzato con un pezzetto di carta di fazzolettino bagnata nel Vinavil
diluito, sagomato e colorato per ambientare un po’ le foto, realizzate
con una Nikon Coolpix 990.
Voilà — terminato!

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