. . .Tutto ciò che avreste voluto sapere sul weathering . . .

 

di Francesco Del Greco

 

 

… E che non hanno mai voluto dirvi…

I segreti legati alle tecniche di pittura ed invecchiamento sono, nel modellismo, quelli più gelosamente custoditi: molti individui non si sbottonano mai più di tanto nell'illustrarli, quando, addirittura, non rifiutino di farlo, invocando una congerie di motivi idioti. Alcune persone sembrano aver scambiato la ricerca dei possibili modi di dipingere un modello in quella della mitica pietra filosofale: se tutti fossero in grado di trasformare la plastica in oro, l'oro stesso non varrebbe più nulla ed i modellisti della peggior specie si vedrebbero spodestati dalla loro posizione di presunta supremazia. Ritengo che una delle cose migliori del modellismo, e di qualsiasi altra attività svolta per puro interesse e passione, sia il (sano) confronto con gli altri appassionati e lo scambio di idee. Il modellismo è attività artistica: in quanto tale più che l'esperienza e l'abilità conta la creatività e l'estro e, soprattutto, il desiderio di trasformare la fredda plastica in una rappresentazione (non riproduzione, si badi bene) in scala di mezzi, personaggi o situazioni in grado di comunicare le emozioni dell'autore ed i sentimenti con cui questi ha inteso dar vita alla sua opera. La mia intenzione è quella di dare un contributo a seppellire definitivamente tali atteggiamenti da santone: per farlo ho deciso di rivelare tutta la mia conoscenza in fatto di weathering; gli unici limiti sono quelli della chiarezza espositiva che spero non venga mai a mancare durante la trattazione.

L'analisi si articola in tre fasi che sono quelle in cui, solitamente, organizzo il lavoro di pittura sui miei modelli.

 

Preshading

Il preshading è una tecnica pittorica di recente affermazione nella branca aeronautica del modellismo. L'idea è quella di conferire al modello maggior volume enfatizzandone i dettagli superficiali e quindi le forme attraverso la variazione dei toni dei singoli colori. Tale ricchezza tonale può essere ottenuta in diversi modi: qui illustro quello più frequentemente usato e più facilmente eseguibile, lasciando a voi di scoprire quante interessanti variazioni sul tema siano possibili con un po' di inventiva.

Una volta pronto per la pittura, il modello viene dipinto con un colore molto chiaro: suggerisco il bianco 130 Humbrol per le ottime doti coprenti e per il magnifico aspetto setoso che assume se spruzzato in diverse mani leggere, a pressione medio-alta (1,5 bar) e diluito al 50% circa. Come detto, la mano di fondo deve conferire al modello un tono molto chiaro e non necessariamente uniforme: quindi, non accanitevi. Fatto questo, tutte le linee dei pannelli vengono evidenziate con un tono molto scuro: questo deve essere scelto accuratamente in base ai colori con i quali si intende dipingere il modello ed all'aspetto più o meno "vissuto" che ad esso si intende conferire. La mimetica in "74, 75, 76" del mio "109" fornisce un buon esempio: i pannelli delle superfici latero-inferiori, molto chiare, sono stati ripassati con un color seppia, mentre quelli delle superfici superiori, più scure, col nero. Il tipo di colore che impiego in questa operazione è il comune inchiostro per aerografo, reperibile in qualsiasi negozio di belle arti, che ha il pregio di possedere una notevole finezza del pigmento e dei brevissimi tempi di asciugatura. Diluisco sempre molto il colore con una miscela al 50% di acqua distillata (quella per le batterie) e di alcool a 95° per uso alimentare (quello per fare il limoncello); quest'ultimo ha lo scopo di accelerare l'essiccazione dell'inchiostro, oltre a possedere la capacità, nebulizzato nella stanza, di rendere momentaneamente tollerabili anche gli errori peggiori… In questa fase è necessario avere un, seppur minimo, controllo dell'aerografo (chi non ne possiede uno, può sempre arrangiarsi con i pennelli); è, comunque, possibile utilizzare delle mascherature per delimitare la zona d'intervento, ovvero per enfatizzare alcuni pannelli definendo il loro perimetro (ad esempio le superfici mobili). Terminata tale operazione, preferisco stendere un leggerissimo velo di Humbrol 130 per smorzare un po' il contrasto e per correggere gli, inevitabili, errori. A questo punto si iniziano ad applicare i "colori di guerra", iniziando, come sempre, da quelli più chiari; l'unica differenza dalle prassi consolidate è che i colori non vanno sovrapposti (al fine di non annullare le variazioni cromatiche ottenute nella fase precedente), bensì accostati, mascherando le zone dipinte in precedenza.

Se ora state pensando ad interminabili sessioni di mascheratura con carta e nastro adesivo, non perdetevi d'animo perché esiste una soluzione molto più rapida, semplice e divertente: nei negozi di giocattoli si trova Play-Doh, una pasta modellabile adatta ai bambini e molto utile ai modellisti di tutte le età. Grazie alla moderata adesività ed all'assenza di residui untuosi, tale ennesima variante dell'immortale Pongo consente, letteralmente, di modellare le mascherature sul modello dando loro qualsiasi disegno ed adattandole ad ogni forma. È possibile che dei residui di pasta rimangano attaccati al modello: basterà attendere l'essiccazione del colore per rimuoverli facilmente con un bastoncino di cotone leggermente bagnato d'acqua.

Il colore deve essere steso in un velo sottilissimo che lasci trasparire il lavoro di pittura sottostante omogeneizzando, progressivamente, i contrasti cromatici più evidenti, ma, sempre, senza annullarli. Per realizzare ciò è necessario, lo sottolineo ancora perché il segreto è tutto qui, diluire molto il colore e, soprattutto, lavorare senza fretta, in quanto una mano di colore si può sempre aggiungere ma mai togliere.

È bene evidenziare che i successivi trattamenti con le vernici trasparenti lucida ed opaca tendono ad appiattire un po' i toni e che, di conseguenza, è opportuno interrompere il lavoro di verniciatura in una fase in cui le variazioni tonali dei singoli colori appaiano ancora, pacchianamente, evidenti.

A questo punto il modello viene lucidato per bene al fine di preparare il fondo migliore per l'applicazione delle decals, terminata la quale si provvede a stendere una ulteriore mano di lucido, meglio se acrilico, per omogeneizzare i diversi gradi di lucentezza.

 

Washing

Il "lavaggio" con i colori ad olio consente di evidenziare in modo netto le linee dei singoli pannelli e di conferire al modello una ulteriore patina di "vissuto". La procedura è semplicissima e consiste nello sciogliere un po' di colore nel suo diluente (essenza di petrolio) aggiungendo una goccia dello specifico medium ceroso per ogni tre di diluente; il medium è necessario per mantenere il colore compatto anche quando viene diluito parecchio e per accelerare la sua essiccazione, che, comunque, richiede alcune ore. La miscela ottenuta va applicata nelle incisioni con un pennello sottile; l'eccesso si elimina asportandolo con un fazzoletto di carta (o con la più pratica carta igienica, purché di buona qualità…), eventualmente inumidito con pochissimo diluente. Anche in questo caso la scelta del colore giusto è importante e dipende largamente da quali sensazioni si intende evocare; personalmente, mi sento solo di sconsigliare l'utilizzo del nero assoluto, troppo scuro e troppo ovvio.

 

Chalking

Il chalking (il termine me lo sono inventato or ora ma calza benissimo e credo che avrà successo!) consiste nell'utilizzare la polvere di pastello integrando le variazioni cromatiche ottenute con il preshading e creando ulteriori effetti. In verità, le possibilità offerte dai gessetti per artisti (anche questi acquistabili nei negozi di belle arti in una impressionante gamma di colori) sono illimitate e sicuramente alla portata di chiunque, in virtù dei magnifici risultati che è possibile ottenere sin dal primo tentativo, ragion per cui qui mi limito a dare solo qualche suggerimento, lasciando che sia poi la vostra creatività a fare il resto. La polvere si ottiene "grattugiando" il pastello su una carta abrasiva di grana 600 od 800; la polvere è molto sottile, quindi tenetela ad una certa distanza per evitare di inalarla. Con un vecchio pennello prelevate un po' di polvere e, dopo averla depositata sulla zona selezionata, stendetela con lo stesso pennello; quindi, soffiate via l'eccesso e, nel caso, ripetete l'operazione. Le aree interessate da questo trattamento possono essere sia linee di pannellatura in cui l'effetto creato dal preshading non risulti sufficientemente evidente che parti convesse (come le varie bugne o l'ogiva dell'elica sul mio "109") di cui si vogliano esaltare le forme, ovvero gli interstizi in cui si desideri creare una sorta di "ombra artificiale". I pastelli possono, poi, essere impiegati per realizzare effetti quali i residui oleosi dei fumi di scarico, le tracce di cordite attorno ai fori di espulsione dei bossoli, la polvere su ruote e gambe del carrello, le tracce di ossidazione sui tubi di scarico e molto altro ancora; i pastelli vengono fissati sul modello dalla mano finale di vernice trasparente opaca.

L'accoppiata preshading-chalking può anche essere impiegata per dipingere gli abitacoli od i pozzetti dei carrelli, realizzando effetti molto interessanti in zone in cui, data la limitatezza degli spazi, è necessario creare ombre che, altrimenti, non sarebbero visibili.

In conclusione, si può vedere come le soluzioni più entusiasmanti siano quelle che si ottengono mediante l'impiego combinato di tecniche diverse che, armonizzate tra loro, conferiscono ai nostri modelli un aspetto che definirei "complicato" più che "vissuto". Per il resto tutto dipende da un po' di esperienza e dal naturale estro artistico di ciascuno di noi: come disse un grande del cinema "nulla è scritto", nulla tranne il destino dei "santoni del modellismo".

 

 

. . .dalla teoria . . . . . alla pratica !

Alcuni bellissimi esempi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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