Visita al Museo del Mare di Genovaby Enrico CostaFoto e logo pubblicate per gentile concessione del Direttore del
Museo
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| ITALIANO |
| La prima sensazione che si prova quando si entra
in questo bellissimo museo è quella di tornare indietro
ai tempi delle Repubbliche marinare, ed assaporare i fasti e
la potenza di Genova di quei tempi. Le luci fioche, molto ben calibrate per assaporare meglio quello che si sta vedendo e l’ambiente sapientemente allestito, fanno da perfetta cornice ai modelli di navi esposti, magnificamente costruiti da esperti modellisti capaci di rendere viva un’opera che quasi rasenta l’arte nella sua storicità e maestria navale. Quello che colpisce il visitatore è il silenzio che improvvisamente pervade gli ambienti del museo, quel silenzio che tanto era normale a quei tempi e che adesso noi, per certi versi, forse desideriamo. In questo contesto l’attenta disponibilità del personale unita a una garbata gentilezza, crea una miscela di interesse tale che soddisfa le curiosità dei visitatori. L’itinerario prevede la visita del piano terra “l’epoca del Remo” dove all’entrata troneggia il simbolo di Genova (croce rossa in campo bianco) con a fianco due grifoni dalla coda verso l’alto. Una serie di quadri illustrano Genova antica, il suo porto, scorci di vita di quell’epoca. “Buscar el levante por el ponente!” sembra gridare Cristoforo Colombo ai suoi marinai ammirando le tre caravelle poste al centro della seconda sala. Ai contorni di questa sala si notano ricchezza d’intenti nel vedere strumenti di navigazione dell’epoca, scritti originali di Colombo. Si prosegue con l’antico arsenale: corazze,elmi, spingarde, colubrine, palle di cannone, alabarde fanno bella mostra quasi fossero poste in una vera armeria di quei tempi. E, improvvisamente, in contrasto con quegli ambienti di scuro storico, una galea genovese lunga 40 metri e alta 9 s’impone in tutta la sua maestosità all’attenzione del visitatore in una cornice di luce diurna. L’osservazione da prua a poppa è completata con spaccati di interno: camera delle vele, deposito cordame e barili per la polvere da sparo. Locandine poste sui muri descrivono la costruzione, la colorazione, come si viveva entro la galea, personaggi che componevano l’equipaggio. Su di un piano rialzato la visione dei ventisei doppi banchi paralleli rende viva nell’immaginazione la presenza dei forzati incatenati ai remi. Il primo e secondo piano denominati “Età della Vela” sono caratterizzati da fantastici modelli in varie scale di velieri, galeoni e vascelli. Carte nautiche dell’epoca, mappamondi, piani di costruzioni navali, figure in scala reale, officine, un brigantino-goletta, anch’esso in scala reale che ti permette di rivivere i momenti magici della navigazione e poter ammirare la sala di comando, la camera del comandante, gli ambienti dei marinai. La drammatica vicenda di un naufragio con un mare virtuale tempestoso accompagnato dal suono di lampi e tuoni e mare che si infrange sulla prua. “Transatlantici” sono i protagonisti del terzo piano, dai primi a vapore fino ad arrivare ai giorni nostri, attraverso l’epopea degli emigranti e all’affondamento dell’Andrea Doria con modelli di elevata caratura e di dimensioni eccellenti per meglio mostrare nei dettagli la bellezza di questi monumenti del mare. Con l’Osservatorio posto all’ultimo piano dove si possono ammirare scorci della città (parole di Renzo Piano) più bella del mondo, si conclude il tour che non si vorrebbe finisse mai. Il consiglio che mi sento di dare a tutti è quello di andare a visitare il “Museo del Mare”, in un viaggio affascinante di storia, cultura e godimento modellistico! Un’esperienza unica che rimarrà impressa nei ricordi di ognuno di noi. Per l’occasione porgo ancora distinti saluti
al dottor Campodonico, direttore del museo, ringraziandolo
per la disponibilità e la sensibilità dimostrata
nei miei confronti, e a tutto il personale sempre disponibile,
affabile e gentile. |
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