COLORE: Alfa Romeo Azzurro Nuvola base 1

                 Alfa Romeo Azzurro Nuvola base 2

MODELLO: Alfa Romeo 156

KIT: Solido

SCALA: 1/43

COLORE: Porsche Original Orange perlat

 

MODELLO: Porsche 996 GT3

KIT: B Burago

SCALA: 1/43

di Pierluigi Berzieri

 

preparazione:

Gli azzurri Alfa sono stati provati su un modello di Alfa Romeo 156 in scala 1/43 della Solido, mentre l’arancione Porsche su una Porche 996 GT3 B Burago sempre in scala 1/43 entrambi preventivamente smontati e sverniciati con bagno in diluente nitro. E’ stato successivamente applicato un buon fondo, nella fattispecie Max Meyer Maxifull monocomponente, per garantire la migliore presa del colore. E’ opportuno ricordare che l’importanza di applicare una buona base è altresì determinante per un’eventuale mascheratura successiva: un fondo che non garantisce una presa ottimale del colore rischia di provocare l’asportazione del colore stesso in fase di rimozione della mascheratura. Si vuole inoltre sottolineare che non si ritiene necessario l’utilizzo di un fondo bicomponente in quanto la sua maggiore resistenza non è richiesta nell’impiego modellistico e, pertanto, un fondo monocomponente risulta più che adatto alle nostre esigenze, evitandoci oltretutto gli sprechi inevitabili dovuti all’indurimento del prodotto catalizzato e rimasto inutilizzato. Per quanto riguarda l’applicazione del fondo si inizia con alcune passate leggere fino a che tutte le parti del modello siano coperte. Si stuccano a questo punto eventuali imperfezioni e si continua con altre passate sempre più diluite. Una volta asciutto il modello verrà carteggiato ed infine lavato con spazzolino e detersivo in polvere abrasivo per ottenere la superficie più levigata possibile.

 

 

colorazione:

A questo punto si procede con la colorazione. Quando si utilizza un colore per la prima volta bisogna innanzi tutto “entrare in confidenza” e conoscerlo in tutte le sue caratteristiche. Prima fra tutte la diluizione che, in prima battuta, deve essere quella minima che consente uno spruzzo regolare in relazione al tipo di aerografo, alla misura ed all’apertura dell’ugello che stiamo utilizzando. L’apertura dell’ugello, nel caso di verniciatura di un automodello, dovrà generalmente permettere uno spruzzo ampio in modo da poter concludere l’operazione più in fretta possibile ed ottenere un’applicazione omogenea e senza colature. Nelle passate successive la diluizione potrà via via aumentare, anche se con i colori provati, una diluizione appena superiore alla minima ammissibile ha provocato subito problemi di aggregazione in goccioline e colature. Ciò si è verificato in particolar modo con il colore azzurro nuvola base 1 mentre, con il base 2 e l’arancione, la diluizione ha presentato minori problemi. La caratteristica che si evidenzia successivamente è quella della copertura. Se un colore garantisce una buona copertura sarà possibile verniciare il modello con un numero inferiore di passate e ci aiuterà notevolmente nella colorazione delle parti spigolose dalle quali la vernice tende sempre a fuggire. Anche in questa fase l’azzurro nuvola base 1 ha creato qualche problema e ha richiesto l’applicazione di diverse mani per ottenere una copertura soddisfacente, mentre gli spigoli restavano sempre più chiari. Discorso a parte va fatto per il base 2 poiché questo è comunque un colore da applicare sopra il base 1 e quindi per natura non deve essere coprente ma lasciare trasparire il colore sottostante conferendogli la perlatura. In questa ottica il colore ha funzionato benissimo e una passata è stata sufficiente ad ottenere un risultato eccellente. Il colore ottenuto è infatti sensibilmente diverso dal base 1, anche come tonalità, ma se viene applicato senza il base 1 ha una copertura quasi nulla. Il risultato ottenuto con la combinazione dei colori (e cioè con il sistema di utilizzo corretto) è sorprendente. L’applicazione dell’arancione dimostra una buona copertura, e richiede solo due o tre passate. Il comportamento è ottimo anche negli spigoli, che vengono ben coperti fin dalle prime passate. Una volta che la verniciatura è terminata si deve attendere che il colore secchi. Un tempo di asciugatura ridotto è importante per evitare che la sporcizia si depositi sul modello, per poter stendere mani successive più velocemente e, se l’asciugatura è quasi istantanea, ci può anche aiutare ad evitare fenomeni di colature, di accumuli o scoperture di spigoli. I colori provati non si sono rivelati dei campioni in questo: l’azzurro nuvola base 1 è il più rapido, ma questo anche per la sua caratteristica di essere opaco (o meglio satinato). Il base 2, che offre una finitura più lucida, richiede almeno 24 ore per essere maneggiato senza problemi così come il Porsche original orange, colore perlato dalla finitura semi-lucida. Un’altra caratteristica che si evidenzia in queste fasi è la resistenza alla mascheratura. Quando si tolgono i nastri adesivi di protezione la vernice deve rimanere sul modello e non sul nastro! L’Alfa Romeo 156 ha fatto da cavia ed è stata suddivisa longitudinalmente per ottenere una metà colorata con il base 1 e l’altra con il base 2. Si è utilizzato del nastro per mascherare della Tamiya e la vernice ha tenuto bene. In più lo scalino tra le due tinte è risultato davvero trascurabile in virtù del sottile strato sufficiente ad ottenere una resa ottima dell’azzurro nuvola base 2. A questo punto si potrebbe presentare la necessità di applicare delle decals sulle carrozzerie colorate. La prova è stata effettuata su di un altro pezzo utilizzato prima di applicare la vernice sui modelli in quanto questi sono stati rifiniti senza decals. Il risultato, appena accettabile con l’utilizzo di liquido applicativo normale, non è stato soddisfacente con l’utilizzo di un liquido applicativo forte

 

 

A volte capita di dover rivestire un modello con decals enormi e dallo sviluppo complesso con la necessità di fargli compiere vere e proprie acrobazie tra gli interstizi, fessure, angoli e spigoli per aderire perfettamente alla carrozzeria. Se le decals non sono poi di buona qualità (troppo spesse) risulta a questo punto indispensabile utilizzare un liquido applicativo poco diluito ma questo rischia di provocare il problema della rimozione della vernice sottostante o vicina alla decal. Le vernici provate non hanno dimostrato una grande resistenza all’ammorbidente, anche se ciò è abbastanza normale vista la composizione delle vernici stesse. Quanto più la vernice richiede un diluente “soft” (come quello adatto alle vernici in esame), tanto più sarà aggredibile dall’ammorbidente per decals. Arriva infine il momento di osservare il risultato ottenuto, innanzitutto la resa della vernice che in un certo modo rispecchia le considerazioni fin qui effettuate: ottima quella dell’azzurro nuvola base 2 e del Porsche Orange, mediocre quella dell’azzurro nuvola base 1. Buono anche l’effetto della perlatura, soprattutto sul base 2, e la grana della perlatura stessa, specialmente sul Porsche Orange, fine al punto giusto da vedersi ma non dal risultare fuori scala. Per quanto riguarda la fedeltà dei colori agli originali la verifica è stata ardua: non potendo circolare abitualmente con la 156 in tasca per sovrapporla alla vera quando mi imbatto in una, ho dovuto andare a memoria e utilizzare delle fotografie delle auto vere. Il risultato mi sembra comunque lusinghiero in quanto le tonalità paiono azzeccate.

 

 

 

finitura:

Per rifinire i modelli si è optato per una vernice trasparente catalizzata (anche in questo caso i prodotti della Max Meyer vanno benissimo). La preferenza riservata all’utilizzo di questo tipo di finitura deriva da svariati motivi: in primo luogo la resa finale, imparagonabile a qualsiasi altro tipo di trasparente anche se bisogna riconoscere che ciò è valido limitatamente agli automodelli civili da strada o da corsa “puliti”, laddove la lucentezza della finitura deve raggiungere il massimo livello. In secondo luogo la versatilità: non ho mai trovato un materiale od un tipo di vernice che rimanesse intaccato da un trasparente catalizzato da carrozzeria. Smalti, colori acrilici, sintetici, vinilici, inchiostri, legno naturale, metallo, ogni materiale anche non verniciato è adatto ad essere trattato  con tale tipo di finitura così come ogni tipo di vernice. Infine, quando il prodotto è ben secco, assume una robustezza ed una resistenza eccezionali. Talvolta, come ad esempio nel caso di un alettone di una formula 1, può svolgere un importante ruolo cementante conferendo all’insieme una robustezza notevole rispetto a quella ottenibile solo con l’utilizzo della colla che, in un caso del genere, non può essere utilizzata in quantità eccessiva. Siamo d’accordo, i nostri modelli non devono fare le corse, però ci capita di doverli maneggiare, spostare, trasportare e ciò spesso causa danni fastidiosi. Considerazioni analoghe possono farsi per la resistenza. Una volta catalizzato, il trasparente bicomponente non cambia più per tutta la vita del modello e potrà essere pulito con ogni tipo di prodotto, finanche il diluente nitro se applicato con cautela. Ciò risulta utile in fase di rifinitura quando magari è necessario rimuovere sbavature di colla o vernici applicate successivamente. Fra le altre cose può anche essere ricoperto con tutti i tipi di vernici (caso che si può verificare quando bisogna conferire una finitura opaca ad alcune parti del modello precedentemente lucidato, come le guarnizioni dei vetri nere opache). Per quanto riguarda gli svantaggi, questi si sintetizzano nella difficoltà di applicazione. E’ necessaria una certa pratica per applicare il bicomponente catalizzato senza causare accumuli, specie ai bordi delle superfici piane, colature, bucce d’arancio. Anche se il prodotto si asciuga rapidamente, resta tuttavia soggetto all’aggressione dei pelucchi, contro i quali è bene prendere tutte le cautele del caso. In caso di difetti, questi possono comunque essere carteggiati e, con una applicazione ulteriore, si può ottenere ugualmente un ottimo risultato. Sui modelli di scala piccola (1/43) bisogna poi prestare particolare attenzione a non stendere uno strato troppo spesso, in modo da risultare fuori scala e cancellare piccoli particolari o fessure. Questo non si verifica su modelli più grandi, dove l’effetto, grazie alla superficie più ampia, raggiunge livelli eccellenti. Altro svantaggio è quello dello spreco, infatti il prodotto catalizzato e rimasto inutilizzato in breve tempo diventa un pezzo di vetro. Vale comunque la pena di impratichirsi con questo prodotto perchè consente di ottenere risultati davvero notevoli e resta sempre superiore (soprattutto come effetto finale sugli automodelli civili) ai trasparenti monocomponente.

 

 

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