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Mare Nostrum (peschereccio)

by Enrico Costa

scale: 1/35

Kit: Artesania Latina


COSTRUZIONE E COLORAZIONE
Il modello che ho costruito è un peschereccio definito "del Mediterraneo" in quanto rivela caratteristiche proprie di quasi tutti i pescherecci del Mar Mediterraneo. E. un battello che stazza 10 tonnellate, misura 15 metri di lunghezza, 3,5 metri di larghezza spinto da un motore gasolio di 40 cv.
Proposto dalla "Artesania Latina", una ditta di modelli spagnola, ha una scala 1:35 per una lunghezza di 410 mm.
Il modello non presenta particolari difficoltà nella costruzione a parte la ridotta scala che impegna non poco nella fase di assemblaggio dei pezzi.
Dopo l.incollaggio delle ordinate e della parte superiore, già preordinata, si applica il fasciame nel modo consueto. Il lavoro è facilitato perché non è un modello a legno vivo, quindi va pitturata sia la parte morta (la parte dello scafo al di sopra della linea di galleggiamento), sia la parte viva (la parte dello scafo al di sotto della linea di galleggiamento).
L’assemblaggio di tutte le altri parti (cabina, coperta, albero, ecc.) è abbastanza scorrevole senza grandi impegni. Anche la costruzione di tutte le parti di pesca non è difficile, basta solo un minimo di accortezza con i pezzi
abbastanza piccoli.
Come colori ho usato, per lo scafo, uno smalto semi opaco satinato della "Idea smalti" n. 010 mat., e per le parti in celeste un colore acrilico opaco. Una minima parte di colori ad olio per l.invecchiamento. Questi sono stati gli unici colori che usato. Nella personalizzazione del modello chi la fatta da padrona è stata la "rolla" o "mordente" usata dai falegnami per l. imbruni tura dei mobili e per esaltare le venature del legno.
(La rolla viene venduta in bustine ed è una polverina molto fine di varie tonalità di colore, scuro,chiaro, rossiccio ecc., e va usata con molta parsimonia perché a contatto con l.acqua rende molto. Si raggiunge il colore desiderato dopo alcune passate di pennello, ma se si carica troppo, il colore risulterà subito scuro).
La mia idea su questo modello è stata quella di rappresentarlo durante la guerra intorno al 1941. Con caratteristiche di usura molto accentuata senza la possibilità, da parte dell.equipaggio, di poter regolarmente fare il lifting alla barca, causa la mancanza di vernici o qualsiasi altro prodotto similare.
Ne è venuto fuori un modello senz.altro abbastanza sporco con evidenti tracce di grasso e gasolio nella tolda e parti limitrofe. Il legno non presenta più quella parte di lucido causa i ripetuti lavaggi con acqua salata. Se poi si tratta di un peschereccio lo sporco via via si propaga per tutto lo scafo.
Dopo varie passate di pennello con la rolla molto blanda, ho iniziato, con molta attenzione ad usare il pennello non troppo bagnato con rolla in polvere a piccolissime dosi pennellando alla maniera del pennello asciutto fino ad arrivare allo sporco voluto. Il lavoro comunque non è finito perché abbisogna di continui ritocchi esaltando, per esempio, le parti più soggette allo sporco in specie quelle di grasso e gasolio. Il tutto deve risultare armonico pronunciando di più lo sporco in basso e scemandolo verso l.alto (vedi cabina ). Non bisogna cadere in grossolanerie, ma ragionare seguendo la logica.
Pensare di essere su un peschereccio di quel genere, in quale contesto sta operando, e la merce con cui lavora.
Nella realtà i pescherecci presentano delle rigature sullo scafo che si procurano toccando il molo di cemento nel momento dell.attracco. Tali righe tendono a scurirsi per via del mare sporco del porto, dello scarto dei pesci che viene gettato a mare (quella colatura rossastro-scura che esce dagli sfiatatoi ne indica anche il sangue lavato dal ponte). Per simulare questo ho praticato delle piccolissime incisioni, simulando lo sfregamento, con un tagliabalsa molto affilato e appuntito. Poi con colori ad olio "terra d.ombra e terra di Siena bruciata" diluiti con white spirit per il 90% ho iniziato una base di invecchiamento e sporco. Per le colature ancora terra Siena bruciata con stessa diluizione di white spirit. Quindi con la rolla ho cominciato a dare una prima pennellata, quindi una seconda. In certi punti non ho pennellato, ma picchiettato con la punta del pennello. Ho enfatizzato le colature. Visto il risultato ho praticato altre incisioni, altre pennellate, altre incisioni e altre pennellate fino al raggiungimento del lavoro che volevo fare. Ho aggiunto, finito di asciugare, col pennello asciutto, un.ombra di "flat earth xf-52" della Tamiya per rendere più armonica la colorazione con la parte superiore.
Le parti di legno soggette ad usura giornaliera oltre che lo sporco, subiscono anche un trattamento di usura con sbeccature, tagli, buchi dovuto al continuo passaggio, attrezzi riposti anche con violenza, ecc..
Per simulare tale usura pratico dei piccoli tagli, incisioni più profonde con una piccola punta di ferro e tagliabalsa, piccoli colpi di raspa da falegname, gli angoli sono quasi tutti smussati, si tolgono anche dei piccoli pezzi di legno senza esagerare, anche perché dopo una o due pennellate di rolla, l.incisione o la grattata o la piccola rottura si armonizza e allo stesso tempo si enfatizza dando un aspetto realistico. Nei punti di maggior usura applico la tecnica della rolla pura non diluita. Torno a ripetere tutte queste operazioni vanno fatte con "granu salis" altrimenti rischiamo di cadere in un guazzabuglio di sporco, di grossolane limature e basta! Dobbiamo aver sempre presente che abbiamo a che fare con una scala da rispettare! Un buco di 1 mm in una scala 1/35, nella realtà equivale a un buco di 3,5 cm!
Le cime, i tiranti, le bigotte ecc., dopo la messa in opera vanno adeguatamente sporcate con una passata di rolla diluita, che oltretutto, bagnandole, tendono a ritirarsi.
L.argano è stato trattato prima con una sostanza che serve per brunire l.ottone (si compra nelle armerie ed è da usare con moltissima cautela essendo un acido: fuori dalla portata dei bambini, ritirarla subito dopo averla usata, usare guanti e mascherina. Tutte le precauzioni possibili!!!!), e dopo trattata con rolla liquida e in polvere ed infine enfatizzata con microscopici accenni di penna a punta fine color argento.
Anche la canna fumaria sopra il motore è stata trattata con lo stesso prodotto per brunire l.ottone, essendo appunto essa stessa di ottone. In cima, per simulare lo sporco della fuoriuscita del fumo ho girato la canna al contrario ed ho acceso sotto un accendino per qualche secondo.
Le scope, autocostruite, sono di legno. Le setole, dure e molto grosse, sono ricavate da una parte di setole di uno spazzolino da denti trattato in precedenza con una generosa dose di vinavil alla base delle setole stesse per impedire che queste si disperdano. Si taglia quindi la porzione voluta. Anch.esse sono state adeguatamente sporcate con rolla liquida e qualche accenno di rolla in polvere sulle setole.
L.ascia è interamente in legno anch.essa trattata con la rolla per quanto riguarda il manico. Per simulare il metallo ho usato nero opaco Tamiya, quindi sopra il nero ho passato la punta di una matita e sfregato con un dito. Per il filo della lama la solita penna a punta fine argento.
La piccola canna fumaria che esce dalla cabina è un tondino di legno di 4mm forato in cima da una serie di punte sempre più grosse fino a 3 mm tagliato in obliquo e incollato al contrario per simulare il gomito.
Il salvagente è stato fatto con "Cernit" la nuova pasta modellabile che diventa tipo la ceramica se messa ad indurire in forno.
CONSIDERAZIONI FINALI.
E. stata più laboriosa la colorazione completa dello scafo che non la costruzione. Non sono dovuto ricorrere spesso a rifacimenti di lavoro o di colorazione perché mi sono imposto un ritmo di lavoro molto calmo visionando continuamente il modello sia nei suoi particolari che nell.insieme. E. stato un continuo immedesimarsi nei panni di coloro che vivevano giorno e notte su un peschereccio, in un contesto storico molto particolare, senza la possibilità di poter usufruire di tutte le comodità dei nostri giorni. E. la prima volta che mi cimento ad un invecchiamento solo quasi esclusivamente con la rolla, e forse penso che sia la prima volta in senso assoluto. Mi ritengo soddisfatto di questa mia opera. Per un giudizio...bè, quello sta a voi emettere il verdetto....






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