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Lancia Armata - 1803

di Enrico Costa

Kit: Panart

Scala: 1/16

LE BASI

Dopo aver consultato con molta attenzione le istruzioni, ho cominciato a montare le ordinate seguendo lo schema per verificare l’esattezza del complesso. Si ritoccano con la lima gli incastri che dovessero essere troppo precisi. Quindi le ho incollate.Ho incollato anche i due elementi di prua per dare la forma esatta del fasciame.



Dopo che la colla ha fatto presa perfettamente ho cominciato a rastremare, ossia, sagomare gli elementi per far assumere una curvatura più armonica al fasciame. Ho preferito farlo dopo l’incollaggio. In questa maniera ho una visuale più completa per una perfetta rastrematura senza eccessive limature.
Sagomando anche i due elementi di prua ho provveduto a praticare un taglio aderente ai due elementi per l’introduzione dell’inizio del fasciame.



La posa del fasciame inizierà sempre dalla prua. Si incerano quindi le ordinate destinate a staccarsi a fine listellatura. Il ponte è provvisorio. Serve per mantenere le ordinate nella giusta posizione per l’incollaggio e per la posa del fasciame. Ecco il modello come si presenta alla fine di questa fase di lavorazione:



NOTE: Come in tutte le cose, anche nel modellismo ci sono momenti di lavoro molto noiosi e snervanti (vedi fasciame) che il modellista compensa con la grande passione che lo accompagna.
Sono quindi dell’idea che, quando arriva questo momento, alternare con lavori che si vorrebbero fare subito; più gratificanti, più facili.
Esempio: costruire i remi, fare un secchiello, approntare gli arpioni, l’ancora, ecc…… In questa maniera si rompe la monotonia, si va avanti col modello e si trova più gusto al divertimento.



IL FASCIAME

Vi sono listelli più o meno spessi secondo la posa o del modello. Per alcuni modelli basta un listello da 2 o anche da 3 mm. Il fasciame è completo. Altri modelli hanno tre strati di fasciame.



Esistono svariati modi per effettuare la posa dei listelli:

Lasciati immersi nell’acqua per una maggiore flessibilità, ma c’è il pericolo che si ritraggono quando si asciugano. In seguito verranno sagomati sopra la candela scaldando il legno. (non avvicinate troppo il listello alla fiamma!).
Col piegalistelli scaldato elettricamente. Praticando dei piccoli tagli interni per la piegatura.
Sono tutti sistemi validi. (non dimentichiamo che è il risultato quello che interessa. Il come si ottiene questo risultato è assolutamente soggettivo!)
Io uso questo sistema:
Immergo in acqua due listelli alla volta, uno per lato, (mai applicare il fasciame solo da una parte! Il modello potrebbero flettere e curvarsi per la naturale propensione del legno a ritirarsi quando asciuga.) Lascio asciugare colla e listello e proseguo fino al completamento dello scafo. Partendo sempre dall’alto, il primo listello sarà posizionato Seguendo le ordinate e deve risultare perfettamente parallelo alla linea della chiglia, oppure sistemato seguendo le istruzioni.



Dopo tre o anche quattro listelli chiamiamoli “facili”, ci si accorgerà di una certa difficoltà a posizionarne altri allo stesso modo. Ciò è dovuto alla curvatura discendente dello scafo. A questo punto esistono due vie da seguire: la rastrematura alle due estremità del listello dopo aver calcolato l’esatta lunghezza. Infatti, la corsa delle ordinate di poppa e di prua è più corta, al contrario di quella delle ordinate centrali. Secondo la mia esperienza è un lavoro immane con scarsi risultati sia come estetica sia come posizionamento.
Io uso questo sistema: dopo la posa dei tre listelli cosiddetti “facili”, vi si appoggia il quarto listello e, marchiato con due piccoli segni per il riferimento di partenza al centro, ci si lascia guidare dallo stesso senza forzature verso la prua e la poppa.
Segniamo quindi con una matita la linea d’intersezione con il listello fissato in precedenza. Tagliamo con il taglierino lungo la linea segnata, incolliamo ed applichiamo.



Proseguire così sempre verso il basso fino ad arrivare al punto estremo di poppa e di prua dove andremo a sistemare il listello seguente senza bisogno di eccessive sistemazioni.



Continuare così fino al completamento di tutto lo scafo. Ci sarà bisogno, specialmente verso la fine della barca, sotto la chiglia, di ritocchi,aggiustature,riempimenti, che ognuno di noi valuterà soggettivamente.



LA CALAFATURA

Si applica a quei modelli dove l’interno del fasciame rimane coperto. Lungo tutto il fasciame interno si incollano delle piccole garze imbevute di colla vinilica e acqua. In questa maniera, una volta essiccato il tutto, il modello non potrà più ritirarsi e non subirà le conseguenze degli agenti atmosferici.“LA CALAFATURA VA SEMPRE FATTA!”



Queste sono le nozioni per arrivare al completamente dello scafo. Da qui in avanti il modellista deve andare avanti da solo seguendo le istruzioni e i piani di lavoro affidandosi alla sua esperienza e alla voglia di creare qualcosa che sia il più possibile vicino alla realtà. Potrà capitare di sbagliare un pezzo, ma questo non deve essere un deterrente, ma uno stimolo. Rifarlo subito o impegnarsi in un secondo tempo non importa. Bisogna arrivare a dire: adesso sono soddisfatto! Insomma fare le cose secondo il proprio gusto e il proprio intendimento, nel miglior modo possibile. Col tempo quello che si costruisce in un modo, verrà fatto in un altro senz’altro migliore. E i modelli che si vogliono fare devono essere tanti per acquisire esperienza.
NOTE: In una nave o barca che vogliate costruire e che sia antica TUTTI GLI ANGOLI ACUTI DEVONO ESSERE SMUSSATI! A quei tempi viaggiare per mare con un continuo rollio e Beccheggio inciampare e cadere era molto frequente. Battere il capo in un angolo acuto era ed è molto pericoloso!Se dovete pitturare la nave, specie nella parte viva, non usate l’aerografo, ma il pennello. Ricordate che a quei tempi la pistola a spruzzo non esisteva!


Ed ora alcune foto della “LANCIA ARMATA” FINITA.




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