-Parte storica
Il battaglione Barbarigo della Decima Mas fu il secondo reparto
combattente dopo il battaglione paracadutisti Nembo ad operare
al fronte di Anzio contro le forze anglo-americane rappresentando
così le FFAA della Repubblica Sociale Italiana.
Il suo invio al fronte è frutto di un “attrito
istituzionale” verificatosi all’interno delle
sfere politiche della RSI e culminato con l’arresto
del capitano della Decima Mas,principe Junio Valerio Borghese,all’inizio
del 1944.
Parte della FFAA repubblichine(ambienti della Marina da cui
la Decima dipendeva formalmente,il generale Ricci capo della
GNR e parti intransigenti del PFR) osteggiavano l’operato
che si svolgeva tra le mura della caserma di S.Bartolomeo
a La Spezia e in data 9 gennaio 1944 furono inviati il C.V
Bedeschi e il C.F Tortora coll’incarico si assumere
il comando della fanteria di marina per poterla così
impiegare nella lotta antipartigiana(cui i principi morali
base della Decima si opponevano fortemente).
I due furono arrestati e consegnati alla GNR di Firenze.
Le reazioni ovviamente non mancarano:Borghese che al momento
dell’arresto non era presente(si trovava a Verona) fu
chiamato subito a Gargnano da Mussolini ma ivi arrivato fu
arrestato e trasportato a Brescia dalla GNR su ordine di Ricci(ordine
firmato da Mussolini).
Avuto notizia dell’accaduto i battaglioni della Decima
“NP” e “Maestrale”(poi “Barbarigo)
espressero subito la volontà di marciare su Brescia
per liberare il loro comandante.
Si prospettava una grossa crisi istituzionale che poteva portare
ad un rovesciamento dei poteri della RSI con il beneplacito
dei tedeschi che nutrivano maggior rispetto per la Decima
che per il gabinetto di governo. La situazione rientrò
poco dopo con la liberazione di Borghese(intervenne a suo
favore anche Farinacci anche se l’intervento decisivo
su quello di Grossi).
Ovviamente qualcuno doveva pagare per l’accaduto e si
decise di inviare il battaglione reo dell’arresto dei
due membri della MNR al fronte di Nettuno;venne inviato il
“Maestrale”.
Il battaglione,che cambiò nome in Barbarigo,fu inviato
al fronte il 3 marzo ’44 e dopo un breve ma duro scontro
coi tedeschi che volevano smembrare il reparto fu impiegato
unitariamente con tutte le sue 4 compagnie sulla parte alta
del canale Mussolini.
A turno poi le compagnie furono inviate a Sezze per essere
addestrate nell’uso di panzefaust e MG42.
Ho ritenuto doverosa questa breve premessa storica per cercare
di incentrare la scenetta che ho realizzato.
-La scenetta
La piccola scenetta che ho voluto rappresentare mostra una
camionetta sahariana del Barbarigo(Spa.42 Viberti)nei pressi
del fronte che si accinge a portare i rifornimenti alla prima
linea ma si perde tra il fango dell’agro pontino(insieme
alle armate tedesche ed alleate il fango fu il terzo belligerante
che partecipò alle operazioni svoltesi su questo fronte
dal gennaio ’44 alla liberazione di Roma avvenuta il
4 giugno dello stesso anno).
Sembra infatti che il Barbarigo si fosse dotato di alcune
camionette recuperate nei pressi di Roma in un deposito di
mezzi del disciolto RE.
-La camionetta
Il kit della camionetta sahariana Spa-Viberti mod.42 è
quello in resina in scala 1/35 della CrielModel di Roma;un
ottimo kit che non presenta bolle o altri difetti sui pezzi
e che si monta con estrema facilità.
Ho apportato alcune modifiche al kit di base in quanto dalle
fonti si cita che le camionette in dotazione al battaglione
erano del modello metropolitano,quindi dotate di pneumatici
“Artiglio” e con cassette superiori posti sui
due lati in pezzo unico invece che delle file di taniche che
erano poste solo sul livello inferiore.
Ho quindi sostituito i pneumatici del kit con quelli “Artiglio”
della Historica Production e le cassette superiori sempre
con pezzi della casa produttrice di Padova.
Ho poi eliminato il cannone da 47 posto nell’abitacolo
del mezzo per realizzare un modello di camionetta comando.
Oltre a questi cambiamenti mi sono limitato ad autocostruire
i due maniglioni della ruota di scorta posta anteriormente
e i “manici” della Breda 37 con del filo di rame.
Sono quindi passato alla fase di colorazione del mezzo;non
essendoci foto del mezzo in questione ho incominciato una
serie di piccole ricerche contattando alcuni modellisti esperti
di mezzi italiani e RSI che mi hanno consigliato di applicare
una mimetica a tre toni tipica del periodo subito antecedente
l’armistizio.
D’altronde l’unica foto che mostra una camionetta
a Roma è quella scatta subito dopo l’8 settembre
presso la porta di S.Paolo ove si nota la colorazione a tre
toni anche se di forma irregolare che si distingue leggermente
dalle normali “amebe” che venivano applicate sui
mezzi.
Ho quindi autocostruito dei piccoli stencil che mi permettessero
di realizzare ad aerografo la mimetica;ho utilizzato colori
acrilici Tamya diluiti con alcool al 50%.
Terminata la fase di colorazione ho passato una mano di cera
e successivamente ho applicato sul parafango anteriore destro
del mezzo lo stemma del battaglione Barbarico che normalmente
veniva apposto su tutti i mezzi di cui entrava in possesso
il battaglione decumano(la decal è dell’AWD).
Successivamente ho incominciato una serie di lavaggi a olio
con “Brwon Madder Alzarin” della Windsor &
Newton per cercare di invecchiare e sporcare il più
possibile la camionetta che operava in una teatro ricco di
fango com’era quella dell’Agro Pontino.
Per terminare ho dato una mano di opaco trasparente Humbrol
e ho ulteriormente invecchiato e sporcato il mezzo utilizzando
delle polveri/pigmenti marroni passate con un pennello piatto
-I figurini
I quattro marò provengono da differenti case produttrici:il
primo,quello posto di fronte alla camionetta con il binocolo
a tracolla è un figurino distribuito dal gruppo modellistico
Red Devils,il marò posto nella camionetta nell’atto
di fumare è della Criel Model mentre gli altri due
sono della Historica Production.
Tranne che al marò della Criel a cui ho sostituito
la testa con una Historica(non perché non mi piacesse
la fattura del pezzo ma semplicemente perché l’avevo
rovinato) tutti sono assemblati senza apportare varianti.
Per la colorazione delle uniformi ho utilizzato un grigioverde
della Lifecolor codice UA 077 acrilico;unica variante apportata
è la realizzazione dei scudetti da braccio che ho realizzato
mediante fogli di normale alluminio da cucina.
Ho poi lumeggiato e successivamente “lavato” i
soggetti con la solita mistura di acquaragia+10% di marrone
ad olio sempre Windsor&Newton(in pratica lo stesso procedimento
che ho usato per la camionetta cercando di “caricare”
meno il colore).
Dopodiché ho passato una mano di opaco trasparente
e anche in questo caso ho terminato il lavoro con le solite
terre/pigmenti di colore marrone.
-La basetta
La basetta è composta da una lastra di compensato 18x16
cm:su questa per riprodurre il fango del teatro di guerra
ho utilizzato una mistura costituita da terra da giardino
filtrata con un colino per ottenere una “grana”
fine,delle terre da colorificio spezzettate,vinavil e acqua.
Nel composto ho anche inserito qualche piccolo sassolino per
rendere più reale il terreno che certo non si presentava
come uno specchio piatto di solo fango.
Per dare profondità alla scena ho inserito in un angolo
un ostacolo controcarro della Model Victoria;nell’altro
angolo ho posto due pali con cartelli stradali indicanti l’ubicazione
di alcuni reparti operanti sul fronte di Anzio.
Sono stati autocostruiti con del plasticard e degli stuzzicadenti
a cui ho asportato le punte sulle estremità:le scritte
sono state realizzate con un pennino da 0,2 mm.
Il bidone e le taniche presenti all’interno della camionetta
provengono dall’apposito kit della Tamya,così
come i panzerfaust e l’mg42.
-Bibliografia
Nino Arena-“Forze armate della Repubblica sociale”,volumi
relativi al 1944 e 1945
Marino Perissinotto-“Duri a morire-storia del battaglione
Barbarigo”
Guido Rosignoli-“RSI uniformi,distintivi,equipaggiamento
ed armi 1943-45”
Fausto Sparacino-“Distintivi e medaglie della RSI”volumi
1 e 2
Pignato/Cappellano-“Gli autoveicoli da combattimento
dell’esercito italiano” volume 2
Daniele Lembo-“I fantasmi di Nettunia”
Guido Bonvicini-“Decima marinai!Decima comandante!”
Mario Tedeschi-“Si bella e perduta…”
Inoltre desidero ringraziare calorosamente chi durante questo
lungo periodo di gestazione della scenetta mi ha sempre consigliato
e fornito preziose notizie,Paolo Crippa e Carlo Cucut.
Ringrazio anche Bruno Chionetti che mi ha suggerito il metodo
per realizzare il fango,nonché tutti i membri del forum
di M+ che ad ogni mio post a tema hanno cercato di darmi una
mano.
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