ITALIANO | FRANCAIS | ENGLISH |

Spitfire Mk II

by Pierpaolo Liso

scale: 1/72 kit: Tamiya

 
ITALIANO
FRANCAIS
ENGLISH
 
 

 

ITALIANO

 

L’idea di fare questo Spitfire mi è venuta facendo un Hurricane , il primo di una futura lunga serie.
Avevo infatti aquistato un Hurricane MkII Hasegawa codice AP150 la cui Boxart riportava un’accattivante riproduzione di un velivolo in forze al famoso 71st sqn Eagle Squadron della RAF. Sarebbe stato tutto perfetto se le decalcomanie non avessero rappresentato i codici di quello che in realtà era uno Spitfire MkII , l’XR-D con s/n P7308 portato in volo dal primo asso americano della seconda guerra mondiale , Bill Dunn.
Il foglio decals errato mi ha costretto a procurarmi nuove decal per l’Hurricane (ho preso l’ottimo foglio della Sky Model) e a conservare le decal della scatola per un futuro Spit.
Se si vuole realizzare l’MkII ci sono poche alternative: il kit Revell in 1/32 (MkI/MkII ma la plastica è quella di un MkI) o il kit Tamiya (Mk I) in 1/72 e 1/48. La scelta naturalmente è caduta sul kit Tamiya che è anche un ottimo kit.
Per l’occasione ho acquistato anche le fotoincisioni Eduard della serie Zoom dedicate agli interni..

Montaggio
Ho cominciato con il cockpit. Dopo aver montato la paratia , il seggiolino e il “pavimento” ho montato i pedali fotoincisi e il pannello strumenti del kit , migliore della controparte fotoincisa. Ho dato una mano di Interior Green (Humbrol 78) e ho dipinto il cruscotto in nero.
Le pareti laterali, stampate all’interno delle semi-fusoliere, sono state trattate con un lavaggio di nero molto diluito ed un drybrush di verde pallido (1716 Model Master) mentre per il pannello strumenti è bastato un drybrush di grigio (Humbrol 128) per evidenziare le parti in rilievo. All’interno di ogni strumento del pannello ho colato una goccia di Future per simulare i vetrini.
Il montaggio del cokpit si è concluso con l’installazione delle cinture in fotoincisione , del poggiatesta e della cloche.
L’unione delle semifusoliere è avvenuta senza problemi, è stata sufficiente una leggera carteggiatura per cancellare la linea di giunzione.
Successivamente ho installato il cokpit e ho incollato l’ala. Il carter sotto al motore , (pezzo A15) , essendo leggermente più largo della fusoliera lascia un piccolo scalino. Non ho ritenuto necessario correggere l’errore erché la differente colorazione tra il carter e il resto della fusoliera nasconde egregiamente il difetto.
Il portello di accesso al cockpit è stato lasciato in posizione chiusa, diversamente dal tettuccio che ho riprodotto in posizione aperta.

Colorazione
Osservando alcuni profili, il velivolo che volevo riprodurre risultava essere dipinto con la mimetica “Type B” (Dark Earth e Dark Green con superfici inferiori e fascia in Sky) ma non ne ero molto sicuro. I dubbi erano relativi al fatto che una semiala inferiore avrebbe potuto essere nera e non ero certo se erano presenti disegni sul muso in quanto alcuni profili riportano un aquilotto con i guantoni da pugile , altri un aquilotto stilizzato con le lettere E.S. (Eagle Squadron).
Ho cominciato quindi a dipingere il modello rifacendomi al profilo a mia disposizione attendendo di trovare informazioni più dettagliate.
I colori utilizzati sono i seguenti: Dark Earth (Tamiya XF52), Dark Green (Tamiya XF58) e Sky (Taiya XF21).
A verniciatura avvenuta ho trovayo un notiziario CMPR che parlava del velivolo da me riprodotto. L’autore diceva che dopo il 15 agosto 1941, seguendo le nuove disposizioni in materia di schemi mimetici, il Dark Earth fu sostituito dal Mixed Grey (in realtà si sarebbe dovuto utilizzare l’Ocean Grey, ma in quel periodo tale colore scarseggiava) e lo Sky dal Medium Sea Grey. Dopo questa illuminante scoperta ho provato un misto di sconforto e di soddifazione, da un lato si profilava la noiosa riverniciatura del modello e dall’altro ero felice di aver trovato delle informazioni precise.
Quindi, com’era avvenuo più di 60 anni fa sul velivolo reale ho sostituito i due colori incriminati utilizzando il Tamiya XF66 per il Mixed Grey (in realtà l’XF66 è l’Ocean Grey ma ho pensato che il Mixed Grey fosse molto simile) e l’Humbrol 126 per il Medium Sea Grey.
Prima di effettuare la modifica ho ripreso il preshading che era stato quasi completamente coperto dalla prima verniciatura.
L’elica e l’ogiva sono state dipinte in Sky e le pale in nero.
Ho dipinto gli scarichi in nero seguito da un drybrush di color ruggine (Humbrol 113).

Pannellature e invecchiamento
Dopo aver steso una mano di Future ho evidenziato le pannellature con una mistura di gessetto nero in polvere , acqua e detersivo per piatti applicata con un pennello. Una volta asciutta ho tolto l’eccesso e le sbavature con un panno in microfibra (quelli che si usano per pulire gli occhiali).
Per realizzare le sporcature, i fumi di scarico e i residui delle mitragliatrici ho usato dei pigmenti e dei gessetti in polvere.

Decals
I codici di fusoliera e il serial, come ho gia accennato, provengono dal kit Hasegawa dell’Hurricane, mentre gli stencil, i camminamentile coccarde e i fin flash provengono dal kit Tamiya. Sono state applicate con l’ausilio dei liquidi ammorbidenti Microsol e Microset e sono state sigillate con un mano di trasparente opaco a conclusione del lavoro

Conclusioni
Questo Spit è il mio primo kit Tamiya e credo proprio che non sarà l’ultimo, anzi ne sono certo perché ho un Mosquito che mi aspetta! Mi sono divertito parecchio a costruirlo ed altrettanto divertente è stata la ricerca di informazioni fatta da ore e ore di confronti delle informazioni e profili trovate su riviste, libri e siti internet.
I miei ringraziamenti vanno agli amici di Lilliput , in particolare a Pier Francesco Grizi e ad Ettore Giordano per le dritte su versioni e colorazioni e a Giovanni Buzzi e Giulio Gobbi per le altrettanto prezione informazioni.



FRANCAIS



ENGLISH
 


BIBLIOGRAFIA - BIBLIOGRAPHIE

 





© 2000-2004 AMV-Lilliput
All material is Copyright and may only be reproduced for personal use.
Please contact the Web-Masters for permission to use any material on this site for any purpose other than private use.

WEB Style by Associazione Modellistica Valdostana Lilliput