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L’idea di fare questo Spitfire mi è venuta facendo
un Hurricane , il primo di una futura lunga serie.
Avevo infatti aquistato un Hurricane MkII Hasegawa codice
AP150 la cui Boxart riportava un’accattivante riproduzione
di un velivolo in forze al famoso 71st sqn Eagle Squadron
della RAF. Sarebbe stato tutto perfetto se le decalcomanie
non avessero rappresentato i codici di quello che in realtà
era uno Spitfire MkII , l’XR-D con s/n P7308 portato
in volo dal primo asso americano della seconda guerra mondiale
, Bill Dunn.
Il foglio decals errato mi ha costretto a procurarmi nuove
decal per l’Hurricane (ho preso l’ottimo foglio
della Sky Model) e a conservare le decal della scatola per
un futuro Spit.
Se si vuole realizzare l’MkII ci sono poche alternative:
il kit Revell in 1/32 (MkI/MkII ma la plastica è quella
di un MkI) o il kit Tamiya (Mk I) in 1/72 e 1/48. La scelta
naturalmente è caduta sul kit Tamiya che è anche
un ottimo kit.
Per l’occasione ho acquistato anche le fotoincisioni
Eduard della serie Zoom dedicate agli interni..
Montaggio
Ho cominciato con il cockpit. Dopo aver montato la paratia
, il seggiolino e il “pavimento” ho montato i
pedali fotoincisi e il pannello strumenti del kit , migliore
della controparte fotoincisa. Ho dato una mano di Interior
Green (Humbrol 78) e ho dipinto il cruscotto in nero.
Le pareti laterali, stampate all’interno delle semi-fusoliere,
sono state trattate con un lavaggio di nero molto diluito
ed un drybrush di verde pallido (1716 Model Master) mentre
per il pannello strumenti è bastato un drybrush di
grigio (Humbrol 128) per evidenziare le parti in rilievo.
All’interno di ogni strumento del pannello ho colato
una goccia di Future per simulare i vetrini.
Il montaggio del cokpit si è concluso con l’installazione
delle cinture in fotoincisione , del poggiatesta e della cloche.
L’unione delle semifusoliere è avvenuta senza
problemi, è stata sufficiente una leggera carteggiatura
per cancellare la linea di giunzione.
Successivamente ho installato il cokpit e ho incollato l’ala.
Il carter sotto al motore , (pezzo A15) , essendo leggermente
più largo della fusoliera lascia un piccolo scalino.
Non ho ritenuto necessario correggere l’errore erché
la differente colorazione tra il carter e il resto della fusoliera
nasconde egregiamente il difetto.
Il portello di accesso al cockpit è stato lasciato
in posizione chiusa, diversamente dal tettuccio che ho riprodotto
in posizione aperta.
Colorazione
Osservando alcuni profili, il velivolo che volevo riprodurre
risultava essere dipinto con la mimetica “Type B”
(Dark Earth e Dark Green con superfici inferiori e fascia
in Sky) ma non ne ero molto sicuro. I dubbi erano relativi
al fatto che una semiala inferiore avrebbe potuto essere nera
e non ero certo se erano presenti disegni sul muso in quanto
alcuni profili riportano un aquilotto con i guantoni da pugile
, altri un aquilotto stilizzato con le lettere E.S. (Eagle
Squadron).
Ho cominciato quindi a dipingere il modello rifacendomi al
profilo a mia disposizione attendendo di trovare informazioni
più dettagliate.
I colori utilizzati sono i seguenti: Dark Earth (Tamiya XF52),
Dark Green (Tamiya XF58) e Sky (Taiya XF21).
A verniciatura avvenuta ho trovayo un notiziario CMPR che
parlava del velivolo da me riprodotto. L’autore diceva
che dopo il 15 agosto 1941, seguendo le nuove disposizioni
in materia di schemi mimetici, il Dark Earth fu sostituito
dal Mixed Grey (in realtà si sarebbe dovuto utilizzare
l’Ocean Grey, ma in quel periodo tale colore scarseggiava)
e lo Sky dal Medium Sea Grey. Dopo questa illuminante scoperta
ho provato un misto di sconforto e di soddifazione, da un
lato si profilava la noiosa riverniciatura del modello e dall’altro
ero felice di aver trovato delle informazioni precise.
Quindi, com’era avvenuo più di 60 anni fa sul
velivolo reale ho sostituito i due colori incriminati utilizzando
il Tamiya XF66 per il Mixed Grey (in realtà l’XF66
è l’Ocean Grey ma ho pensato che il Mixed Grey
fosse molto simile) e l’Humbrol 126 per il Medium Sea
Grey.
Prima di effettuare la modifica ho ripreso il preshading che
era stato quasi completamente coperto dalla prima verniciatura.
L’elica e l’ogiva sono state dipinte in Sky e
le pale in nero.
Ho dipinto gli scarichi in nero seguito da un drybrush di
color ruggine (Humbrol 113).
Pannellature e invecchiamento
Dopo aver steso una mano di Future ho evidenziato le pannellature
con una mistura di gessetto nero in polvere , acqua e detersivo
per piatti applicata con un pennello. Una volta asciutta ho
tolto l’eccesso e le sbavature con un panno in microfibra
(quelli che si usano per pulire gli occhiali).
Per realizzare le sporcature, i fumi di scarico e i residui
delle mitragliatrici ho usato dei pigmenti e dei gessetti
in polvere.
Decals
I codici di fusoliera e il serial, come ho gia accennato,
provengono dal kit Hasegawa dell’Hurricane, mentre gli
stencil, i camminamentile coccarde e i fin flash provengono
dal kit Tamiya. Sono state applicate con l’ausilio dei
liquidi ammorbidenti Microsol e Microset e sono state sigillate
con un mano di trasparente opaco a conclusione del lavoro
Conclusioni
Questo Spit è il mio primo kit Tamiya e credo proprio
che non sarà l’ultimo, anzi ne sono certo perché
ho un Mosquito che mi aspetta! Mi sono divertito parecchio
a costruirlo ed altrettanto divertente è stata la ricerca
di informazioni fatta da ore e ore di confronti delle informazioni
e profili trovate su riviste, libri e siti internet.
I miei ringraziamenti vanno agli amici di Lilliput , in particolare
a Pier Francesco Grizi e ad Ettore Giordano per le dritte
su versioni e colorazioni e a Giovanni Buzzi e Giulio Gobbi
per le altrettanto prezione informazioni.
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