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F6F/5
HELLCAT
di
Francesco Marchesani
Kit:
Hasegawa
Scala:
1/48
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Questo
modello insieme a pochi altri mi ha sempre affascinato come simbolo
di potenza ed eleganza, la livrea forse non è quella delle più
accattivanti ma volevo sperimentare qualche tecnica senza stare,
tuttavia, a diventare matto per poterla realizzare. Il soggetto è
un classico della produzione Hasegawa, quasi niente stucco,
difficoltà di montaggio ridotte a zero, plastica liscia e facile da
poter lavorare. In poche parole il modello che fa per me, montare e
colorare per il puro piacere di farlo, senza pensare al mm in più o
in meno, all’ esattezza o meno di quel particolare, pozzetto
carrello spoglio, ecc.
Il
lavoro è iniziato come sempre da un primo lavaggio con acqua e
sapone liquido. Staccati e carteggiati i vari pezzi del cruscotto
e degli interni che già si presentano molto bene, ho iniziato
la fase del montaggio e colorazione.
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COLORI DEGLI INTERNI:
Cruscotto:
nero lucido Vallejo 170, drybrush di grigio Vallejo 869, bianco
a pennello fine per gli indicatori vari. Interni
carlinga: ad aerografo interior green Lifecolor, lavaggi ad olio
di bruno van dick e pennello asciutto di vari toni di verde Vallejo.
Interni carrello:
zinc cromate UA 134 ad aerografo Lifecolor , lavaggio di bruno
van dick ad olio e drybrush di Vallejo 858 , in alcune zone ho
simulato eventuali ammaccature con gun metal della Citadel.
Terminata la fase
della colorazione ho iniziato a montare il tutto che come ho detto
scorre piacevolmente senza troppi intoppi, la piccola fessura
che è rimasta nella giunzione tra le ali e la fusoliera l’ ho
chiusa con un filo di sprue dello spessore giusto e incollato
con della trielina stesa con un pennello fino. Per la fase di
stuccatura ho usato il Mr. Surfacer della Gunze del 500 e poi
1.000 in più mani, asciugato ho iniziato a carteggiare con carta
abrasiva bagnata del 1.200 e poi della 1.500. Per lavare eventuali
residui di stucco, sporco vario, unto delle mani ho usato dell’
alcool in abbondanza con una pezzuola in microfibra e con un’
altra asciugavo man
mano. Stavolta
finalmente il "gattone" è pronto per la livrea finale
e decido di aerografarlo con i
Lifecolor . Opto per il colore della Lifecolor, con una
percentuale del 50% di alcool, e a questo punto che al termine
di questa fase mi ritrovo con una sorpresa non proprio piacevole.
La finitura era
a buccia d’ arancia praticamente su tutto l’ aereo, ma il problema
è stato risolto grazie all’ aiuto degli amici aeroplanari dell’
Associazione. Il
colore, poiché è stato diluito esclusivamente con alcool e dato
ad una pressione un po’ alta 2 bar, prima di giungere a coprire
il modello non faceva in tempo a stendersi
che era già asciutto. La soluzione è stata quella di usare
della carta abrasiva del 1500 passata su un pezzo di vetro per
eliminare la maggior parte della grana, successivamente bagnata
bene e poi passata
sul modello. Finalmente ho ottenuto quella superficie liscia ed
uniforme giusta, a mano libera in una seconda fase poi sempre
con lo stesso colore di base con l’ aggiunta di un po’ di bianco
e Lifecolor UA 109 stavolta con una diluizione più alta ma solo
con diluente specifico per i colori sopracitati dato solo nell’
interno dei pannelli e non uniformemente in ogni zona, per simulare l’ effetto di
decolorazione dovuto agli effetti della salsedine e degli agenti
atmosferici in genere. A
completa asciugatura ho dato una mano generosa di trasparente
lucido della microscale per passare alla fase decal. Un po’ spesse
ma grazie a più passate di microsol e microset
il problema è stato risolto.
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A
questo punto gli interni delle pennellature sono state ripassate
con gli inchiostri nero e seppia diluiti in acqua e qualche goccia
di fiele di bue, con un pennino ho distribuito il tutto e gli
eccessi puliti con cotton fioc leggermente inumidito. Dove le
pennellature erano coperte dalle decal le ho tagliate con la punta
di un cutter affilato. Per l’ invecchiamento delle decal stesse
ho usato questa tecnica, bagnando un cotton fioc nella mistura
di inchiostri precedentemente preparata e dato nel senso dall’
alto verso il basso per la fusoliera e sopra e sotto le ali
dal bordo di entrata al bordo di uscita delle ali. Per
simulare i fumi di scarico dei tubi di scappamento, i fumi delle
mitragliatrici, le trafilazioni dell’ olio ho usato il bitume
di giudea dato con un pennello fine. Infine una mano
di trasparente opaco stavolta della gunze mi è servito per coprire
il tutto, poi sempre con un pennello fine e usando l’ acciaio
della Citadel ho simulato le scrostature nelle zone di più frequente
passaggio e usura. Un po’ di gessetti nero, grigio e marrone scuro
ho evidenziato effetti di vario sporco, un’ ultima mano di trasparente
opaco ha coperto il tutto. Naturalmente come ogni modello ha la
sua storia e questo ha un particolare aneddoto da raccontare:
è stato ultimato quando era già iscritto e a mostra iniziata in
quel di Arzignano dagli amici dei "4 Gatti".
Complessivamente questo modello mi ha soddisfatto e soprattutto
grazie a Mario, Max, Stefano ho realizzato stavolta qualcosa di
guardabile.
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