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Messerschmitt Me 109 E-3
di Francesco Marchesani
Kit: Tamiya
Scala: 1/48

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L’idea
di costruire il mio primo Bf 109 guardabile era da un po’ che mi
frullava per la testa, mi sono deciso quando sullo scaffale
riservato agli aerei, solo di 109 ne ho contati 17.
In ordine temporale il
soggetto di questo articolo è l’ultimo in quanto regalatomi da
Ivan “Pluffer”, così la sera del 10 dicembre, preso da furore
mistico, apro la scatola e comincio l’aereo.
Della
storia del caccia tedesco, non ne parlerò, mi soffermerò sulla
parte tecnica e coloristica. Non ho pretese di esser un master, ma
quel poco che riesco a fare di accettabile lo metto volentieri a
disposizione di chiunque abbia intenzione di leggere. |
MONTAGGIO
E COLORAZIONE INTERNI VARI E TETTUCCIO.
Aperta
la scatola mi sono trovato di fronte la solita qualità Tamiya,
provati a secco i vari insiemi ho
dedotto che per il montaggio non occorreva stucco. Per me,
che la considero una delle fasi più noiose, è stato già un bel
cominciare.
La
scelta del soggetto e la collocazione temporale è stata
condizionata dalla disponibilità delle decal, così andando a naso,
studiando un po’ ciò di cui ero in possesso, ho deciso di
riprodurre il soggetto appartenente al JG 77 basato in Norvegia
nell’inverno del 1940.
Oltre
che essere il mio primo Me 109 è stato anche il battesimo del mio
Olimpos…. Così ho voluto cimentarmi in un soggetto che avesse
avuto le macchiette sui fianchi, infatti sarebbe stato troppo
semplice fare solo lo schema in splinter.
Come
di consueto ho iniziato dall’abitacolo e grazie a Mario
“Tigris” che mi ha prestato l’Aero Detail sul Me 109 ho
effettuato alcune migliorie.
Si
comincia stendendo ad aerografo una mano di rlm 02 all’interno dei
vani e gambe del carrello, radiatori, tutti i pezzi che andranno a
far parte dell’abitacolo, gli interni dei frames del tettucio
(naturalmente dopo aver mascherato bene con nastro Tamiya), e la
parte interna dei flap e alette Handley Page. Attesa l’asciugatura
ho dato del trasparente lucido per favorire la successiva fase della
posa delle decal, lavaggio ed invecchiamento.
Ero
partito con l’idea di farlo “pulito” ma poi il mio animo di
cararmataro e il fatto che non mi sembra logico ‘’fare
nuovo’’ un aereo che aveva già al suo attivo un bel po’ di
missioni.
Un
lavaggio di bruno Van Dick ad olio generalizzato sulle parti
precedentemente aerografate ha preparato la strada per il drybrush.
Sono partito dal RLM 02 (Lifecolor UA 071) schiarito man mano con
del grigio (Lifecolor UA 021). Ho utilizzato il grigio come
schiarente perché rispetto al bianco è un po’ più morbido. Poi
qualche leggera scrostatuta ha concluso questa fase.
Ho
autocostruito le cinture con nastro da carrozziere tagliato fine e
filo di rame sagomato sulle punte triangolari delle limette per
riprodurre le fibbie. Le cinture sono state dipinte con il 856
Vallejo ocra marrone, le fibbie con il 816 sempre Vallejo.
Successivamente
sulle gambe del carrello sempre con filo di rame ho simulato il
condotto dei freni, dipinto con del nero. |
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MONTAGGIO
E COLORAZIONE ALI E
FUSOLIERA.
Il
modello Tamiya offre i flap e gli slat separati dalle semiali, di
conseguenza li ho aerografati a parte presumendo che in fabbrica
venissero verniciati in posizione chiusa. Ho incollato le
semifusoliere con la colla liquida Tamiya; come ho detto in
precedenza non è stato necessario l’utilizzo di stucco, mi sono
limitato ad eliminare le linee di giunzione con carta abrasiva
bagnata (600 – 1000 – 1200), e a reincidere le pannellature
cancellate durante questa fase. Anche il montaggio di ali e timoni
non mi ha dato problemi, ho solo riscontrato una piccola fessura
all’altezza del pannello nr. 2, che ho provveduto a colmare
utilizzando dello sprue filato di dimensioni appropriate, incollato
con la trielina seguito da un’accurata carteggiatura. Prima di
iniziare la fase di verniciatura della mimetica ho pulito tutte le
superfici del modello con un fazzoletto antistatico imbevuto
d’alcool.
Prima
mano di colore: RLM 65 (Lifecolor UA 061), schiarito con un 10% del
grigio citato nella prima parte dell’articolo, sulla parte
inferiore delle ali, timoni e fusoliera. Seconda mano: stesso
colore, ma schiarito con una percentuale di 30% di grigio e molto più
diluito, al centro dei pannelli per creare l’effetto
‘’usura’’. A questo punto ho mascherato le parti che non
devono ricevere altro colore. Terza mano:RLM 02 (Lifecolor),
schiarito con il solito grigio, e successivamenteun’altra mano di
02 schiarito e molto più diluito.Prima di fare la mascheratura per
riprodurre lo schema a splinter (3^ variante, tardo 1940), ho
lasciato asciugare la vernice una giornata per prudenza.
Quarta
mano: RLM 71 (Lifecolor UA 052) nelle stesse percentuali e modalità
dei colori precedenti.
Dopo
aver rimosso la mascheratura, con piacevolissima sorpresa da parte
mia ho constatato il tutto è riuscito “quasi” benissimo. Ho
fatto solo due piccoli scalini che però, grazie ai consigli di Pier
Francesco e Mario, ho brillantemente ‘’messo a posto’’ ecco
il metodo: strisce di carta abrasiva 2000 ulteriormente consumate su
un pezzo di vetro e inumidite, passate leggermente sulle parti lese.
Da una parte il colore aveva leggermente debordato così ho
rimascherato e ridato lo 02 (con più leggerezza onde evitare di
rifare lo stesso errore).
Quinta
mano: RML 71 molto diluito, a pressione molto bassa e con
l’aeropenna molto vicina al modello, ho realizzato la chiazzatura
sui lati della fusoliera. |
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DECAL
E FINITURA.
Una
mano generosa di trasparente lucido Microscale ha preparato la base
per le decal. Le decals della Tamiya sono un po’ spesse, ma
abbondando di ammorbidente Micro Sol si risolve la questione. Con
una lama di cutter nuova ho tagliato le decals in corispondenza
delle linee di pannellatura. Finita la posa, ho dato un’altra mano
di trasparente lucido a sigillare il tutto.
L’evidenziazione
delle pannellature è stata realizzata passando al loro interno una
miscela di acquerello nero e ocra della Faber serie Ecoline (3 parti
di ocra e una di nero) con un pennino e togliendo gli eccessi con un
cotton-fioc inumidito.
Pensavo
di aver praticamente finito il lavoro tuttavia mi sembrava ancora
poco vissuto così sono ricorso a delle terre per restauro della
Sinopia (ocra e nero), che ho passato su tutte le pannellature,
parte dei timoni e dei flap e sulle decals. Gli scarichi dei motori
e le armi sono state colorate di nero mediante un pennello fine e
sfumate con cotton fioc asciutto.
Una
mano di trasparente opaco sempre della Gunze ha sigillato il tutto.
Per
simulare il cavo di ritenzione del canopy ho usato due pezetti di
filo di rame sottilissimi attorcigliati e incollati con vinavil.
Le
ruote sono state colorate a pennello usando il nero pneumatico
(Gunze H77 ) e i cerchioni con il nero lucido Vallejo, seguito da un
drybrush Lifecolor UA 133.
L’antenna
è realizzata con dello sprue filato e dipinto di nero.
All’altezza
del 4° pannello ho simulato, con un pezzo di sprue dipinto di
bianco, l’isolatore in ceramica. Gli isolatori in ceramica
dell’antenna dipolo sono realizzati con del Vinavil e poi dipinti
di bianco.
L’elica
e l’ogiva sono stati aerografati con una mano di RLM 70 (Lifecolor
UA 051), e una seconda mano dello stesso colore leggermente
schiarito e molto diluito.
L’ogiva
così verniciata mi è sembrata troppo smorta quindi, a pennello, ho
verniciato la parte anteriore e quella poteriore con del rosso, non
discostandomi troppo dalla verità storica visto che dalle foto e
profili consulatati ho notato che molti aerei avevano questo tipo di
colorazione. Giunti fin qua, non mi è restato altro che montare
tutti i sottoinsiemi (canopy, carrello, ecc…), passare alla
sessione fotografica pro-sito e posizionare il 109 in vetrina’’
ripiano aeroplanaro’’ a far compagnia agli altri modelli.
Un
grazie di cuore agli amici del Team, in particolare a Capra e Grizi
, che con le loro dritte e consigli hanno collaborato fattivamente
alla realizzazione e ai forumisti che hanno contribuito a
stimolarmi…! |
BIBLIOGRAFIA
Aero
Detail sul Me 109 E
Messerschmitt
Bf 109 in action part One della Squadron Signal nr. 44.
Messerschmitt
Me 109 Delta Editrice.
I
big di modellsimo Me. 109 di Angelo Falconi Delta Editrice.
SAM Colors “The Me.109 E
on the Western Front-1940” di Peter Scott.
Riviste
e pubblicazioni varie Italiane. |

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