| Nato come caccia puro per sostituire l’Hurricane,
passando attraverso il Tornado che non ebbe però seguito,
trovò infine la sua giusta collocazione come aereo da
attacco al suolo e cacciabombardiere, giocando una parte determinante
durante e dopo lo sbarco in Normandia e fino alla fine della
guerra.
Il modello scelto è il Typhoon dell’Academy,
che ha il pregio di essere facile da costruire, ha una bellissima
pannellatura negativa e un buon dettaglio esterno mentre le
sue forme non sono proprio azzeccatissime. Il muso è
un troppo curvo, la fusoliera non è abbastanza “robusta”,
è un po’magra. Sono comunque dettagli che, chiudendo
un occhio, possono passare in secondo piano, oscurati dal
bel lavoro di dettaglio esterno.
Cominciando dal cockpit ho usato parte di quello del modello,
implementato da elementi della lastra in fotoincisione Eduard
dedicata al Typhoon Academy. Ho usato solo alcuni dettagli
anche perché, una volta chiuso tutto, non si vede più
granchè. Quindi dalle fotoincisioni ho usato alcune
scatole e il sedile e le cinture di sicurezza. Ho dipinto
il tutto a mano con Interior Green 78 della Humbrol, gli strumenti
in nero, particolari in rosso, giallo e bianco e drybrush
con il 78 schiarito, tutti Humbrol e un lavaggio con inchiostro
di china seppia.
Una volta chiusa e incollata la fusoliera il montaggio prosegue
senza intoppi e quindi si arriva facilmente alla conclusione,
stuccando qua e la e carteggiando un po’. Routine normale.
Per ottenere un modello cosidetto “late” ho usato
in canopy della Squadron in vacuform, l’elica a quattro
pale e gli stabilizzatori di coda tipo Tempest, a corda più
larga, della Airwaves, che mi hanno fatto tribolare un poco
perché non seguono l’andamento dei timoni del
kit e, soprattutto, sono... più larghi!
Alla fine tutto è pronto per la colorazione.
Ho usato acrilici Gunze Sangyo, H 306 per il medium sea gray,
H337 per l’ocean gray e H309 per il dark green.
Prima ho dato il 306, schiarendo il colore con il bianco e
poi scurendolo con grigio scuro, per evidenziare i pannelli
e le linee di scorrimento dell’aria uniformando il tutto,
alla fine, con un velo di colore puro molto diluito. Poi sono
passato al sopra, spruzzando prima il 337, con lo stesso procedimento
di prima. Una volta asciutto ho usato la tecnica di mascheratura
con l’Uhu Tack, facendo tanti “salamini”
(vedi aricolo sullo Spit http://www.amv-lilliput.org/modelli/aerei/grizi/Spitfire%20Mk%20Vb%202.html)
che seguono la mimetizzazione e che permettono di avere una
linea appena sfumata, quasi netta, con un bel effetto in scala.
Mascherato per bene tutto ho dato il verde H309, anche questo
schiarito con una punta di bianco e di giallo, colore che,
unito al verde, permette un effetto di schiarimento notevole.
Ho lavorato molto i colori in generale, creando macchie e
linee appena percettibili, ma che danno vita la modello.
I missili alari sono dipinti a mano con Bronze Green Humbrol
e nero nelle testate, quest’ultimo mischiato ad un po’
di sabbia fine fine per dare l’effetto rugoso, amplificato
con un poco di drybrush.
Una mano di Future e poi le decals. Ho ripassato le linee
delle pannelature con colori a olio, grigio per la parte superiore
e grigio più chiaro per il sotto, diluiti con white
spirit. Per capillarità penetrano nelle linee e poi
si rimuove l’eccesso con una pezzuola di cotone appena
bagnata nel white spirit.
Ho ripassato un’ultima mano di Future e poi ho eseguito
un po’ di sporcature con l’H95 Smoke gray per
i fumi. Poi ho dato un’ultima mano di opaco Microscale
e ho fatto macchie varie con un po’ di dry brush in
Dark Earth, Orange brown e Dark Gray della Humbrol su vari
dettagli, come ruote, ali, scarichi ecc. Le scrostature sono
fatte in metallic gray e silver.
I cavetti di connessione che penzolano dal retro dei razzi
sono pezzetti di sprue filato con una gocciolina finale in
nero denso.
Il Typhoon è finito coi i colori del No. 193 Squadron,
appena dopo la fine della guerra, giugno 1945, da qualche
parte in Germania.
Terminato!. Ciao a tutti
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