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di Pier Francesco Grizi
Kit: Condor
Scala: 1/72

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UN PO' DI STORIA
Il 27 agosto 1939 prese il volo per la prima volta un nuovo tipo
di aereo, propulso da un motore che avrebbe cambiato l'avvenire
dell'aeronautica. Quest'aereo era l'Heinkel He178 V1. |
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| La corsa al motore a getto era cominciata nel marzo 1936, in Germania,
quando Ernst Heinkel assunse il Dr. Hans Pabst Von Oahin e il suo
assistente Max Hahn. Nel settembre 1937 fu costruito l'He S1 (Heinkel
Strahltriebwerk N. 1), il primo motore a jet dimostrativo, che fu
provato al banco e dimostrò di avere una spinta di 250 Kg. Un mese
dopo anche in Inghilterra Frank Whittle riuscì a sperimentare al
banco un suo motore, denominato "U". In Germania intanto
Von Ohain lavorava ad un propulsore più potente, l'He S 3b, e su
di un aereo disegnato apposta per poter utilizzare questo motore. |
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| L'He178
V1 fu concepito quindi essenzialmente come banco prova per il motore
He S3b ed era realizzato parte in legno (ali e parte della fusoliera)
e in metallo (scocca, fusoliera e carrelli). Nella versione V1,
la prima a volare, i carrelli erano fissi e i loro alloggiamenti
coperti da appositi portelli. La versione V2 (che non volò mai,
perché nel frattempo Heinhel stava sviluppando l'He 280) era un
miglioramento, con carrelli retrattili come si evince dalle foto,
peraltro o estremamente ritoccate, come uso dell'epoca, o di bassa
qualità.
Le prime prove di rullaggio cominciarono il 24 agosto 1939 e
finalmente il 27 agosto l'aereo si alzò in volo da Marienehe ai
comandi del Flugkapitan Erich Warsitz, rimanendo in volo
per circa 6 minuti e toccando una velocità di quasi 600 km/h.
L'aereo compi una dozzina di voli prima di venire inviato al
Museo dell'Aeronautica di Berlino, dove venne distrutto da un
bombardamento alleato nel 1943.
Gli alti comandi tedeschi, nella persona di Ernst Udet, allora
capo dell'RLM, rimasero comunque abbastanza freddi di fronte a
questa novità e, forse, non presero abbastanza in considerazione
questo storico volo che aveva implicazioni importantissime e che
porterà, alla fine del 1944, alla messa in linea, proprio da parte
tedesca, del primo caccia operativo a propulsione a getto, il Me 262
A.
Nel maggio 1941 anche gli inglesi riuscirono a far volare un loro
prototipo con motore jet, il Gloster E28/39, mentre
gli americani fecero volare il P-59 Airacomet solo nell'ottobre
1942! Dal canto loro anche gli italiani provarono a sviluppare
una propulsione a getto, realizzando il Caproni-Campini CC2, che
però non era un turbogetto vero e proprio ma utilizzava un "motoreattore
ad elica intubata", spinto da un motore tradizionale con
un indirizzatore di flusso. Pesante e decisamente lontano dalle
prestazioni dei veri jet, fu abbandonato dopo poco, ma rimane
comunque un interessante prova.
Conosciamo invece tutti le applicazioni tedesche della
propulsione a getto durante la Seconda Guerra Mondiale, a partire
dal già citato Me 262, all'Arado 234b, all'He162, passando per il
prototipo He280 per arrivare a tutta la congerie di prototipi più o
meno realizzati o solo sognati sulla carta che vanno sotto il nome
convenzionale di Luftwaffe 46.
Tutti questi aerei devono qualcosa al piccolo He178 che volò solo
una settimana prima che il mondo precipitasse nel più grave conflitto
che la storia dell'uomo ricordi. |
La Condor è una marca ceca, distribuita
dalla MPM, che di preferenza realizza soggetti abbastanza esotici,
come il Me 163 A o i missili di vario genere utilizzati dalla
Germania nel secondo conflitto mondiale.
Un'unica stampata in short-run di plastica bella dura, una lastrina
di fotoincisioni, con parti del cockpit e del carrello, un tettuccio
trasparente e un acetato per il cruscotto. Tutto qui.
Sul retro della scatola sono presenti alcune illustrazioni per
dare un'idea della colorazione |
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| Avendo appena realizzato
lo Spitfire Mk Vb della Tamiya, direi che qui siamo su un altro
pianeta modellistico.
Preparate stucco, cianoacrilica, lime, frese e tanta carta
vetrata!
In primis già tra interno ed esterno c'è una discrepanza
formale. Nei disegni esterni viene consigliato di colorare tutto il
modello in metallo naturale di varie tonalità, nelle istruzioni
interne lo schema diventa parte in RLM 02 parte in metallo! Vedremo
poi quale è la scelta e perché (almeno secondo il mio parere…)
Poi c'è troppa plastica! Ho dovuto toglierne un bel po' dalla
presa d'aria anteriore, troppo spessa in sezione, dal cockpit, che
non sarebbe mai entrato se non avessi assottigliato le pareti ed
eliminato quelle davanti e dietro allo stesso, e poi anche
dall'ugello posteriore, anche questo troppo chiuso. Poi tutti i
pezzi vanni ripuliti e affinati, eventualmente stuccati dove è
presente qualche ritiro e provati a secco.
Uff… e tutto questo per un modello così piccolo che sta su una
basetta per figurini! (10.7 cm di lunghezza per 10 cm di apertura
alare). |
| Il Cockpit Sulla base di quello della scatola
ho aggiunto scatole laterali, una ruota di trim, cavetti, cinture
di sicurezza, poggiatesta presi da fotoincisioni avanzate, cambiato
la barra di comando (troppo spessa), usato i pedali originali
e dipinto tutto in RLM 66 (Ho preferito fare l'abitacolo scuro
come da retro scatola, ma poteva anche essere in RLM 02), scurito
con china e schiarito con dry-brush. Naturalmente la base era
troppo lunga e non entrava nella fusoliera, per cui l'ho dovuta
tagliare una volta già pitturata…
A questo punto ho incollato il tutto alle fusoliere, non senza
aver incollato il "tappo" anteriore, che ho dovuto stuccare
abbondantemente in modo che avesse il giusto adattamento! Ho tolto
dalle semifusoliere le "spine" di riscontro perché riscontravano
ben poco, anzi…
Poi ho chiuso la fusoliera e via di stucco. Lascio a voi immaginare
tutto il resto… soprattutto che fine hanno fatto le pannellature,
già molto, troppo fini. |
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| Ali e Fusoliera
E' il momento di montare le ali, il carrello e qualche particolare.
Le ali sono composte da tre parti, un estradosso e due intradossi.
Messe al loro posto sono più alte della fusoliera di quasi un
millimetro nella parte posteriore (sigh…). Lime e stucco e carta
abrasiva, sia sopra che sotto. Il carrello invece con le sue fotoincisioni
è un gioiellino di finezza e rimane proprio bene.
Bene, tagliamo un pezzettino della coda con il seghetto per inserire
il compensatore in fotoincisione, mettiamo il ruotino di coda
e soprattutto termoformiamo il tettuccio, spesso un dito, per
raffigurarlo aperto.
Insomma non si finisce più! Che bello!
Qualche ultima stuccatura e limata qua e là e il modello è pronto
per la colorazione. |
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| La colorazione
Momento per me importantissimo sia perché la resa del modello
è data soprattutto da una buona colorazione sia perché nella vita
faccio il grafico!
Dunque, dicevo all'inizio che le possibillità sono due: o tutto
metallico o in 02 e metallo.
Nel scegliere la colorazione ho tenuto conto di diversi fattori:
l'aereo era praticamente un banco prova volante costruito dalla
Heinkel per la Heinkel, non aveva quindi fini di produzione o
militari.
Era oltretutto fatto di materiali compositi: legno e metallo
(vedi sopra) e, a giudicare dalle foto, il metallo che si vede
non era certamente polito o particolarmente brillante, che so,
tipo aereo americano anni '50!
L'aereo nelle foto e in un filmato d'epoca sembra nettamente
diviso in due tonalità: una opaca e più scura ed una più metallica,
comunque non brillantissima. Non confondiamo poi le foto del V1
(quello in volo) con quelle del V2 (con i carrelli retrattili
e decisamente più pulito).
Tirando quindi le somme ho pensato che un aereo con queste caratteristiche
potesse effettivamente essere colorato con due colori diversi,
RLM 02 e metallo naturale, perché:
- le parti in legno in un aereo sperimentale potrebbero essere
state semplicemente coperte da un primer (RLM 02), perché dunque
dipingerle in colore alluminio?
- l' RLM 02 era il colore normalmente usato come base e le parti
realmente metalliche potrebbero essere riamaste come erano:
- le differenze cromatiche nelle foto in bianco e nero sono
molto forti
- l'esigenza era di avere un aereo che volasse, non che fosse
bello da vedere.
Alla fine ho dunque deciso di colorarlo come ho detto sopra.
Ma come? Il metallo è una brutta bestia, modellisticamente parlando
e in questo caso avevo delle superfici piccole e incasinate, con
parti rotonde o ellittiche, da mascherare bene e le mascherature
in metallo pongono sempre dei problemi.
Ho agito così.
Per primo ho spruzzato il colore RLM 02 (Gunze H 70) diluito
con alcool. Apro una breve parentesi a proposito della diluizione.
Solitamente uso il diluente della Tamiya, di qualità decisamente
superiore, per ottenere un liquido fluido e realizzare le piccole
macchie o particolari effetti. Mi sono accorto però che la finitura
della superficie una volta asciutta, se pur ottima, rimane un
pochino "soft" cioè elastica e "morbida" dovuta
forse alla composizione del thinner mentre con l'alcool, che evapora
subito, il colore è più "duro" e la finitura mi pare
più resistente. Era quello che volevo, viste le successive manipolazioni.
Ho poi scurito con grigio e diluito ulteriormente lo 02 e l'ho
passato sulle pannellature per dare un po' di rilievo alla struttura.
Ho poi costruito con compasso e pellicola frisket delle maschere
tonde per i pozzetti dei carrelli e l'attaccatura delle ali, le
ho fissate con il nastro Tamiya, tagliato in varie forme e usato
per mascherare tutto il resto. Lavoro complicato e lungo, vista
la complessità della superficie dell'aereo (che pur piccolo…).
A questo punto ho spruzzato come base l'Humbrol 56 aluminium,
diluito con white spirit, che mi ha dato proprio la tonalità che
volevo, poi ho dato un leggerissimo velo di Testor Metallizer
Alluminium, che poi ho spolverato per avere delle tonalità più
accese qua e la, in trasparenza con il 59.
Una volta asciutto ho dato del dry-brush appena accennato sulle
parti metalliche con Humbrol 11 Silver per accendere alcune luci
sul metallo. Volevo dare l'impressione di un metallo "lavorato"
Tolte le mascherature con cautela ho passato della china color
seppia lungo le incisioni dei pannelli (o di quel che ne rimaneva)
e poi ho aerografato dell'Ecoline grigio scuro sulle linee di
struttura e su certi pannelli metallici, aiutandomi con un Post-it
come mascherina volante. L'Ecoline è abbastanza trasparente e
varia la tonalità del metallo.
Per finire ho spruzzato sul tutto una mano leggera di Micro Satin
della Microscale, diluito con acqua, questo per togliere l'apparenza
troppo brillante del tutto. Ho messo le ruote e il tettucico i
cui frames sono fatti con il solito metodo delle striscioline
di decals pitturate.
La base è stata pitturata in acrilico e lucidata con Gloss Testor
a pennello e il cemento della base è un semplice cartoncino spesso
di carta "marcata) colorato con vari Humbrol.
Ho poi aggiunto due figurini della Preiser: due civili, immaginando
il dottor Heinkel e un meccanico che controllano per l'ultima
volta l'aereo prima del fatidico volo. Questi ultimi sono colorati
interamente con Humbrol a pennello.
Bene. Il tutto è stato fotografato con la mia Nikon 990 usando
una luce riflessa dall'alto da un pannello bianco e schiarendo
le ombre con un altro pannello bianco posto di fianco, trasversalmente
al modello.
Ciao e buon modellismo!
Pier Francesco Grizi |
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