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Messerschmitt Bf 109 G10 as - 4ª Sq.,II°Gr.C.
- Ten.Mario Giorio
di Ettore Giordano
Kit: Fujimi
Scala: 1/48

……Continuando la sua arrampicata Heckenkamp
inquadrò un secondo messerschmitt nel suo mirino e dopo uno grosso
scoppio questi iniziò a fumare in malo modo. Nelle cuffie dei piloti
italiani eccheggiò un grido disperato. Tutti riconobbero la voce
del Ten. Mario Giorio, il cui “13 Nero” fuori controllo,poi
fu visto dai tenenti Taylor ed Olson fracassarsi ed esplodere a sud di
Villafranca.
| Queste righe tradotte dal libro
“Air War Italy 1944-1945” riportano, purtroppo, l’abbattimento
di Giorio il 2 aprile 1945 da parte di un P47 pilotato dal lt. Heckenkamp
ed avendo poi guardato poche pagine prima il disegno del velivolo
decisi di costruirlo sempre per lo stesso motivo scritto nel mio
articolo riguardo il K4 di Munninger.
A onor di gloria è da dire però che Mario Giorio quello
stesso giorno fu protagonista brillantemente dell’abbattimento
di un B25 Mitchell. Il kit è come per il precedente K4 di
un Fujimi 1/48 che ho completato con l’aggiunta di fotoincisioni
Eduard e True Detail.
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Guardando sempre il libro ho notato la presenza
delle piccole bugne sulle ali che denotano l’uso dei pneumatici
stretti e questa volta ho cercato di dare più attenzione
ai dettagli dell’abitacolo, magari con troppa pignoleria:
vedi p.es. il cavo d’antenna raccordato con il pomello di
sgancio dell’Erla, il cavo di ritenzione della stessa ed i
vari manettini idraulici interni. Questi sono stati realizzati con
filo elettrico sottilissimo e stagno da saldatura da 0.5 mm; per
la colorazione mi sono attenuto alle foto |
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osservate: marrone e rosso con un tocco di lucido finale
che ha risaltato la loro presenza. Gli interni sono stati aerografati
in RLM 66( gunze H301), dry brushing con grigio humbrol 106, Silver
della model master ed utilizzo della matita argento karisma; il rigonfiamento
sulla placca posteriore del cockpit è stato autocostruito con
un pezzo di resina. Il tubo della benzina è un cavo elettrico
telefonico privato dell’anima ma con un pezzettino di stagno
dentro, piccoli spezzoni di questa guaina ( circa 1mm) mi sono serviti
per l’impianto dell’ossigeno e sulla scatola della leva
del trottle( realizzata con stagno schiacciato e sagomato e un pezzo
tubolare). |
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Gli interni hanno richiesto circa 25 ore di
lavoro ed ho deciso, al momento della colorazione, di non effettuare
il wathering: è una scelta prettamente personale dettata
dal fatto che non amo molto gli aerei super sporchi, anche perché
siamo sicuri che lo fossero cosi’ tanto?? Io personalmente
preferisco il Dry brushing ed i gessetti.
Continuando con la parte esterna devo dire che ho trovato molte
difficoltà con i flabelli fotoincisi; ho proprio una guerra
aperta con quelli eduard e che dura da molti Me 109; ma è
possibile che non corrispondano mai alla sede dove vanno incollati??Risultato?
Ho optato per una soluzione mista foto-plastica(come la chiamo io).
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E veniamo alla colorazione esterna:classica
a due toni di grigio 74/75 e superfici latero-inferiori in 76; in
più delle macchie di 75 in fusoliera. Sulla deriva un quadrato
di 74 oscura la svastica, mentre sulle ali e carlinga erano presenti
le croci( lateralmente croce bianca su 74); ma quello che più
colpisce di questo aereo sono quei bei tricolori laterali e in deriva
accompagnati dal13 nero.
E’ ovvio che prima del camouflage ho dato un primer grigio
chiaro a smalto per evidenziare le stuccature non riuscite bene
e come supporto agli acrilici( utilizzati 2 stucchi milliput fine
e tamiya diluito con colla barattolino verde, stessa marca). |
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| Due belle mani di lucido model master mi hanno facilitato il compito
per la stesura delle decals e per l’evidenziazione ad olio dei
pannelli( nero superiormente e marrone inferiormente); mi sono soffermato
un attimo sugli snodi alari, cerniere e trap varie aumentando la dose
di colore ad olio(piu’ denso) per poi, dopo una asciugatura
leggermente prolungata, tirare(nel senso contrario alla direzione
di marcia) ed evidenziare le piccole perdite. |
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Finito col noioso lavoro delle
decals , dua mani di opaco model master hanno completato l’opera;
devo dire in tutta sincerità che rispetto ad altri modelli
questa volta l’opaco non è venuto tanto bene ed il
“13 nero” è risultato piuttosto satinato che
altro; poco male visto che in giro ho visto tanti modelli meno opachi
del solito e poi avevo tanta paura di esagerare e rendere tutto
bianco( bruttissimo problema quando si usa molto opaco).Dopo questa
fase col pennello secco ho sporcato le zone di camminamento con
silver,nero e pastello grigio piombo che poi ho utilizzato nelle
pennellature, inferiormente ho usato un terra chiaro……….l’onnipresente
matita Carisma argento ha evidenziato gli spigoli delle MG, dell’elica
e dell’abitacolo. |
E veniamo alla cappottina: per
la bindatura ho utilizzato il pezzo della scatola ma autocostruendo
idue sostegni laterali alti; in corrispondenza dell’antenna
ho simulato un cavetto elettrico che attraverso la blindatura si
raccorda poi alla leva di sblocco.Questo perché poi mediante
un disco in plexiglas si collegava(nell’aereo reale) all’apparato
radio. |
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Finita la cappottina ho incollato le antenne: goniometrica, Morane,IFF
e poi alla fine tirato lo sprue a caldo tra deriva e cappottina;
gli isolatori realizzati con microgocce di vinavil sono stati dipinti
in bianco.
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Ecco è tutto; ho tralasciato di descrivere
il montaggio dei carrelli e dei vari vani carrelli ma vorrei pero’
elencare tutti i colori utilizzati(quasi tutti gunze).
RLM 02 : H70
RLM 76 : H57
RLM75 : H69
RLM74 : H68
Weiss : H1
RLM66 : H301
Leather : H37
Dry brushing : Humbrol 106(grigio chiaro)
Silver:Model master
Colori ad olio: nero e bruno Van Dyke
Ettore
Giordano
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