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F4F-4 WILDCAT
di Mauro
Ferri
Scatola
di partenza: Tamiya 1/48
Accessori:
Aires e un mare di pazienza

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Cari i miei colleghi modellisti, se volete fare un
bel modello e vi invaghite delle splendide creazioni dei nostri
cugini che abitano nei paesi dell’est, fate
molta attenzione: i pezzi sono dei capolavori (a vederli),
ma se non siete dei collezionisti e vorreste magari montarli
assieme alle realizzazioni degli zii cogli occhi a mandorla, beh,
il discorso cambia…Sono recidivo e lo ammetto, se una qualsiasi
roba dell’Aires o CMK mi capita sottomano la compro a scatola
chiusa da quanto son belle ed accattivanti. Poi siccome sono anche
un modellista che cerca di montare i pezzi di plastica ed altro
che il mercato propone, lo scontro è inevitabile…Comprai il
Wildcat anni fa, appena uscito, poi vidi il kit in resina
dell’Aires che propone motore, abitacolo, ali piegate, vani armi
e molto probabilmente, con un piccolo sovrapprezzo, anche il
pilotino che t’aiuta a tingere gli interni e posizionare i pezzi
microscopici (sogno di tutti i modellisti): l’ho comprato ed ho
incominciato a provarlo sul kit.
Memore di altri esperimenti con le
resine Aires penso di aver fatto circa milletrecento prove a
secco. Comunque resta il fatto che il motore, leggermente fuori
scala, o meglio, probabilmente montato “da scatola” prima di
aver preso le misure (non fidatevi mai !!!), non permette il
montaggio del muso, costringendomi a fare tutto a vista;
l’abitacolo va carteggiato con molta attenzione per far
chiudere le semifusoliere ed i vani delle armi seguono la stessa
filosofia: quando la plastica del kit sarà diventata trasparente
come, d’altro canto gli accessori in resina, si potrà ottenere
un “fit” perlomeno accettabile. Tutti coloro che usano questo
genere di accessori sanno che per loro l’accesso immediato al
Paradiso è inequivocabilmente negato, stante una leggera
permanenza di un paio di mill’anni in Purgatorio, questo grazie
ai “moccoli” che anche un novizio seminarista non potrebbe
fare a meno di dire per far sì che il tutto trovi, perlomeno, un
accordo di massima…Se siete dei maghi (io proprio no) riuscirete
ad utilizzare i supporti in resina del castello motore; il
sottoscritto è dovuto ricorrere a barrette di rame (quelle che
vendono nei negozi di fermodellismo vanno benissimo perché non si
piegano come il filo elettrico ordinario ed hanno spessori
diversi: credo che i ns. colleghi treninari li usino per le linee
aeree nei loro plastici). |
| In ogni caso chi la dura la vince e, dopo tanti
tempi morti, dovuti al fatto che non si può andare in paranoia su
un modello di aereo neanche tanto bellino, dopo circa un anno sono
riuscito a finirlo. Il risultato è a portata di clic. Ho dovuto
ristamparmi anche il canopy scorrevole perché quello del kit è
veramente troppo spesso: con una cannuccia di penna Bic e un po’
di Attak in gel ho fissato perennemente il tettuccio
sull’estremità della stessa ; dopo averla messa per ritto in
una morsa, un pezzo di acetato di recupero e una banale candela
mangiafumo mi hanno permesso di avere il pezzo perfettamente in
scala che va poi ritagliato dalla rimanenza del foglio con
forbicine da unghie ben affilate. Le bande del timone sono state
dipinte perché le decals sono più fastidiose da posizionare che
non una spruzzata di colore. Il modello non mi ha stressato più
di tanto perché (forse sta qui il segreto), non pensavo di
finirlo ma di farlo volare dal terrazzo in un impeto liberatorio.
Nel frattempo mi sono dedicato ad altro perché, ripeto, costruire
un Wildcat a tempo (modellistico) pieno, per me sarebbe stata la
morte civile…Si è verificato quindi l’assurdo: ad un certo
momento mi sono trovato in mano il modello da colorare
che mi guardava con quell’aria da “topone” ed a
questo punto non ho più potuto far finta di nulla, anche perché
la mia gatta Mitsy si era intestardita a volerlo fare suo. A
proposito, un breve out of topic: se avete un gatto in casa avete
risolto il problema di mescolare i colori; basta chiuderli bene
dopo averci infilato una sferetta d’acciaio e darli al gatto che
li farà rotolare per tutta la casa divertendosi (lui) e facendo
risparmiare tempo (a noi)… |
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L’aereo è stato
rappresentato pulitino perché ho riprodotto un esemplare appena
uscito, o quasi, dalla fabbrica Grumman a Bethpage e peraltro ho
potuto evitare l’invecchiamento pesante a cui questi aerei erano
sottoposti quando operativi (in verità non avevo più voglia di
continuare con questo modello più di tanto: con un occhio passavo
le pannellature e con l’altro ammiravo le splendide linee
dell’F-104G che mi aspettava in un morbido abbraccio: nemmeno
fosse stato una bella figliola…) Valli a capire i modellisti!!!!
Comunque
l’insuccesso è dovuto, per quanto mi riguarda, al fatto che non
ho potuto realizzare ciò che volevo fare, dovendomi adeguare alla
superficialità in fatto di misure, degli stampisti dell’est:
sembra che il calibro sia uno strumento che usano molto di rado.
La fregatura risiede nell’innata dose artistica che mettono nei
loro lavori: per quanto mi riguarda d’ora in poi comprerò solo
aftmkt sicuro (nel senso già testato da colleghi modellisti): non
intendo beccarmi alcun virus facendo del modellismo insicuro…eh,
eh…Un piccolo invito che faccio, e che mi piacerebbe sviscerare
magari nel sito degli amici di Lilliput, a quelli che le resine le
montano, o tentano di farlo, è:
parliamone !!!…
Così magari la
prossima volta che vado in un negozio, so dove mettere le mani (o
evitare di mettere le mani)…
Un abbraccio a
tutti coloro che tagliano e incollano….
M.Ferri – Livorno |

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