Aermacchi MB 339A
SVBIA Lecce con mimetica adottata gradualmente dal 1982
di Mauro Ferri
Kit: Frems
Scala: 1/48


Questo è il mio secondo aereo moderno dopo tanti
soggetti ad elica: il vantaggio nell’esecuzione (cosa a cui devo
ancora fare l’abitudine) è che ti puoi vedere, sia su riviste
o libri, che sulla rete, un sacco di foto dell’esemplare “di
ciccia” e quindi avere riferimenti precisi che più di così
‘un si pole…
Le stampate della scatola (ali e fusoliera) sono state sottoposte ad
un trattamento “riduttivo” per ammorbidire le pannellature
in quanto, se riprodotte in scala 1/1, ci si potrebbe infilare la mano
e forse un braccio…
Botta di carta abrasiva bagnata a partire dalla 500 per arrivare alla
1500 con tanto olio di gomito. Ho letto da qualche parte che il kit
si monta quasi da solo; io personalmente, che non ho le manine magiche
di tanti colleghi, ho fatto fatica sia per chiudere la fusoliera sia
per installare le ali ma tant’è…
In ogni caso dopo un po’ di “moccoli” tutto è
andato al posto.
Il modello è da scatola se si eccettua l’uso
delle cinghie per i due seggiolini e di specchietti retrovisori fotoincisi.
Per la mimetica ho usato Gunze acrilici leggermente schiariti dati sul
modello ben sgrassato con i prodotti che si trovano al supermercato.
I due toni di grigio ed il verde (Fs canonici) sono stati diluiti al
50% con alcol etilico rosa ( un litro costa come mezza pipettata di
thinner blasonato) nemmeno lasciato sbiancare al sole perché
solo il colore bianco né può (forse) risentire…
L’importante è fare molte leggere passate senza avere furia
di finire.
L’arancione è una storia a parte: già la mascheratura
è notevolmante incasinata e poi non volevo creare antiestetici
gradini di colore che avrebbero rovinato tutto.
Sono partito da una base arancione scura, creata mescolando giallo e
rosso: tre passate e ogni volta con aggiunta di giallo a schiarire;
ho poi effettuato una leggerissima velata di fire orange Humbrol e per
finire altre tre passate di arancione acrilico più chiaro: il
lavoro è stato una menata galattica ma la leggera scoloritura
del colore originale è stata rispettata senza aver creato “muraglie
di colore”.
Per la posa delle decals ho creato una base lucida
con una vernice finale brillante che viene usata da chi dipinge a olio,
stesa ad aerografo: devo dire che anche le ostiche decals della Sky
Models hanno aderito perfettamente (aiutate in ogni caso dai soliti
liquidi della Microscale).
Per la finitura ho steso due mani leggere di Satin della Microscale
diluito con acqua distillata.
Le pannellature sono state ripassate con chine colorate: non ho usato
un solo tono ma lo stesso colore del fondo su cui passa il pannello,
quindi grigio per il sotto, grigio scuro e verde scuro per il sopra…
Non è difficile come sembra: basta usare un colore di base che
può venire scurito a piacimento con china scura.
L’invecchiamento è stato leggero: solo qualche piedata
dalla parte dove i piloti montano nell’abitacolo…
Il modello mi garba così tanto che non ma la sono sentita di
affidarlo a mani estranee per portarlo a giro alle mostre che ci sono
state in questo periodo: la gelosia è un altro difetto di molti
di noi modellisti e sarò solo io che, quando mi parrà
e se mi parrà, lo porterò a qualche concorso…

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