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CORSAIR F4U-1A

di Mauro Ferri

VMF 224 - MAjuro, Isole MArshall - Settembre 1944

Tamiya 1/48

 

Questo modello, insieme al Mustang, anch’esso su queste pagine virtuali di Lilliput che ospita il sottoscritto, appartiene alla mia serie “banco di prova”: ogni tanto ho l’abitudine di montare modelli non troppo impegnativi a livello di modifiche, per concentrarmi su degli aspetti specifici in cui sperimentare tecniche per me nuove.

In questa costruzione l’abitacolo è stato leggermente migliorato affinando il sedile  ed aggiungendo parti mancanti sulle consolle laterali. Ho usato un cruscotto in fotoincisione e costruito le cinghie con del piombo ritagliato da capsule di vino (quello buono…) e fibbie fotoincise; anche il collimatore che è sempre la parte debole di tutti i kit è stato ricostruito: mi sono sempre domandato come mai le case costruttrici non lo realizzano meglio (di solito è un pezzetto trasparente, quasi informe ma purtroppo molto più visibile di altri particolari magari più dettagliati). Mi sono servito, per questa parte di lavoro, del Manuale di pilotaggio che illustra il cockpit con dovizia di particolari.

 

Anche il motore della scatola non mi ha soddisfatto così com’era perché un po’ troppo semplificato: la parte anteriore è stata perfezionata con pezzi di recupero in resina.

Ho dettagliato le gambe di forza dei carrelli con l’aggiunta delle molle di ritorno e dei vari tubi. Ho dovuto migliorare, documentazione alla mano, i vani delle semiali, in quanto sono rappresentate ripiegate.

Le chiusure laterali dei  sei flaps, inesistenti nel kit, sono state ricostruite con lamierino fine.

La colorazione è stata eseguita adoperando colori Gunze acrilici: i due toni di blu sono stati schiariti con grigio chiaro ed il bianco delle superfici inferiori è stato leggermente “ingrigito” per l’esatta resa in scala.

Per l’applicazione delle decals ho voluto sperimentare una tecnica diversa dalla mia solita che comprende l’utilizzo di prodotti specifici per il modellismo. Il mio caro collega Francesco Del Greco, valente modellista, mi aveva fatto balenare l’idea di usare il famoso “Future” della Johnson Wax: sembra che i modellisti anglosassoni non ne possano più fare a meno. Naturalmente le mie ricerche sono state vane perché il prodotto non è commercializzato sul mercato italiano.

Mi sono messo quindi, a cercare delle cere per pavimenti che fossero autolucidanti per poter dare appunto, una finitura lucida, ed a base acrilica per la compatibilità con le vernici usate.

Sono approdato ad un prodotto che si chiama Tot Giallo  della Brill: è in confezione da un litro e costa meno delle vecchie cinquemila lire.

Devo dire che sono stato parecchio incerto se farne uso o meno specie su tonalità così scure, ma la voglia di migliorare e di sperimentare cose nuove che escano dai soliti parametri modellistica, ha avuto il sopravvento.

 

ma la voglia di migliorare e di sperimentare cose nuove che escano dai soliti parametri modellistica, ha avuto il sopravvento.

Dopo aver fatto asciugare bene i Gunze ( diluiti con thinner della Tamiya fino a consistenza lattiginosa) ho steso una timida mano di Tot senza diluire alla  pressione di 2/2,5; non soddisfatto del risultato ne ho steso un’altra più consistente ed ho lasciato asciugare per due giorni. Mi sono trovato in mano un modello di un bel lucido che prometteva bene ed oltretutto profumava di buono (!!).

Alla stesa delle decals ho avuto un attimo di panico per l’alone biancastro che si creava a contatto dei due reagenti Microscale (specie il set, quello da dare prima), ma il tutto è scomparso in breve tempo.

Dopo avere “decalizzato” tutto ho lasciato asciugare per un giorno dopodiché ho fatto le pannellature usando tensioattivi e chine. Per finire ho ridato una mano leggera di Tot e poi il satinato della Microscale. Di solito una corretta finitura è, secondo la mia opinione, la scomparsa totale del film dei vari stencils e scritte (sfido chiunque a scontornarli): per il risultato le foto parlano chiaro; sono riuscito perfino a far sparire il film di supporto del numero in fusoliera che proviene da un foglio decals della Tamiya  non certo sottile come gli splendidi prodotti Aeromaster e simili. Per le sporcature ho usato polveri di pastelli artistici.

So che molti modellisti storceranno il naso sull’uso di materiali che non siano canonici: il mio invito è di provare e riprovare anche con materiali “umili” che possono portare a risultati uguali, se non addirittura superiori, a prodotti  molto più costosi e “griffati”.

In ogni caso sul modello che ho in cantiere ( il mitico 339 PAN ) ho intenzione di usare altri prodotti provenienti, questa volta, dal mondo della pittura ad olio: la parola d’ordine è “più lucido di così non si può!”.