| Concordo con il mio amico Max
nel sostenere che, in fondo, usare i dettagli in resina e quelli
in fotoincisione non alteri il concetto di modello costruito
da scatola. Si tratta, in definitiva, di aggiungere dei pezzi
in più, già bell'e fatti. Quello che spesso fa però
la differenza, sta nel fatto che questi pezzi devono
andare d'accordo oltre che fra di loro anche con quelli della scatola;
ma questo non è poi sempre così scontato. I kit di superdettaglio
hanno troppo spesso la sinistra caratteristica di essere
accattivanti, salvo poi complicarti la vita nel momento in cui devono
essere piazzati sul modello. Ti accorgi allora che la lima ed il
taglierino, lo stucco ed il plasticard, il calibro e la carta seppia
vengono adoperati abbondantemente per poter costituire un insieme
accettabile. Costruendo questo 190 mi sono convinto ancor
di più che quello che ho appena scritto possa avere un fondamento
di verità. Il lavoro più lungo è quello sul motore che ha
richiesto un ulteriore completamento con tutti i cablaggi e le condutture.
Sono inoltre stati rifatti i supporti a forcella dello Jumo e svuotata
la parte terminale dei condotti di scarico.
Un altro particolare da curare è il vano dei carrelli che
va debitamente tagliato lasciando così in evidenza la parte posteriore
del propulsore. Il resto è ordinaria amministrazione. Alla fine
resta comunque aperto un altro inquietante interrogativo:era poi
il caso di compromettere le linee così pulite e filanti di questo
bellissimo caccia? |