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Lockheed F-104G Starfighter

 

 51° Aerobrigata – 21° Gruppo
Grosseto 1963

by Maurizio Coenda (Modellisti Statici Canavesani )

Scale: 1/48 ; Kit: Hasegawa


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Cenni storici

L’esperienza della Guerra di Corea mise in evidenza la necessità da parte dell’USAF di un nuovo intercettore capace di raggiungere alte velocità ed elevate capacità di salita per contrastare i MIG ed i bombardieri Russi. La Lockheed nel 1951 propose il progetto di un velivolo slanciato, piccolo e leggero con un motore molto potente.
L’F-104, nonostante fosse capace di velocità superiori a Mach 2 a quote prossime ai 30.000 metri, aveva alcune caratteristiche negative (autonomia, raggio di curvatura e carico pagante limitati e caratteristiche di volo poco “permissive”) che ne penalizzarono l’utilizzo nell’USAF.
L’F-104 fu utilizzato per un certo periodo sia dallo Strategic Air Command come intercettore di bombardieri che dal Tactical Air Command come cacciabombardiere, ma la produzione fu interrotta nel 1959 ed il velivolo completamente radiato nel 31/07/1975.
Tuttavia lo “Spillone” trovò presto acquirenti in Europa, in Asia ed in Canada.
Sebbene per l’ USAF siano stati costruiti “solamente" 296 esemplari, per gli Alleati USA ne furono costruiti altri 2282 ed utilizzato per molti anni basti pensare che l’ultimo impiego operativo della versione G (come ricognitore) è avvenuto nel 1991, durante la Guerra del Golfo.
L’ultimo modello impiegato è stato l’ F-104S, costruito su licenza dall’Alenia per l’utilizzo in Italia e Turchia. Nonostante l’età, il modello “S” ha dimostrato di essere economico, affidabile e popolare tra i piloti, estendendo la vita operativa dell’F-104 fino al 2004.

 

Il modello
Per rappresentare uno dei primi F-104G con la livrea “Nuclear Strike” in consegna all’Aeronautica Militare Italiana, ho utilizzato il kit della Hasegawa in scala 1/48, secondo il mio parere un dei migliori, con l’aggiunta di uno stupendo seggiolino Martin-Baker GQ7(F) in resina della ditta Aires e la sola aggiunta di qualche fotoincisione di recupero di vecchi kit

Montaggio e pittura

Il montaggio ha avuto inizio dall’abitacolo con il completamento del seggiolino in resina mediante l’aggiunta di fotoincisioni riproducenti le cinture, la maniglia d’espulsione e qualche cavetto qua e là utilizzando filo di rame di varie sezioni.
Dopo aver dato una mano generale con il primer Tamiya ho iniziato la colorazione di base seguita da lumeggiature e facendo vari lavaggi con colori ad olio, sino ad ottenere l’effetto desiderato, per dare più o meno profondità ai particolari.
L’intero abitacolo è stato realizzato interamente da scatola stendendo prima una mano di base con il classico Dark Gull Gray, standard per gli F-104, cod. 4755 della Model Master, ed inseguito opportunamente lumeggiato e invecchiato con lavaggi e scrostature.
Fase successiva è stata la colorazione dei vari pulsanti, pannelli strumenti… anch’essi con colori acrilici e smalti Model Master.
Una volta completato l’intero cockpit ho assemblato il modello facendo varie prove, notando, unica pecca del kit, il totale sovradimensionamento del radome, rispetto la fusoliera.
E’ stata necessaria una buona dose di pazienza  e attenzione nel carteggiare e seppiare il modello dato il tipo di colorazione scelta.
Il color metallo naturale richiede più attenzione rispetto ad una colorazione “moderna” tipo Low Visibility, infatti questa colorazione mette in risalto i difetti del modello, quindi, una volta ultimato l’assemblaggio ho passato su tutto il modello della carta seppia per eliminare i difetti di fabbricazione.
Ho iniziato la fase di verniciatura stendendo su tutto il modello una mano di colore Alluminio ad aerografo, della Model Master, secondo me molto validi perché dopo la pittura, attendendo almeno 24 ore, con un panno morbido si lucida riproducendo perfettamente il metallo vero.
In seguito ho riprodotto le varie tonalità dei pannelli, mascherando con nastro Tamiya, le zone desiderate e miscelando tra loro i colori metallici della stessa gamma del colore alluminio, quali metallo brunito e acciaio.
Bisogna fare particolare attenzione a non premere molto il nastro per evitare che, quando lo si toglie, non si porti via anche il colore di fondo dato che questa gamma di colori è molto delicata. Parlo per esperienza personale!
In questa fase sono state utilissime varie foto storiche presenti su libri e riviste specializzate del settore.
Una volta fatto queste operazioni ho dipinto le ali stendendo ad aerografo una mano di flat white acrilico.
Ultimata tutta la colorazione ho dato due mani ad aerografo di gloss clear acrilico della Model Master, la prima più marcata, la seconda da circa 10/15 cm dal modello per rendere il tutto più lucido e poter procedere al posizionamento delle decal.
Ho utilizzato le decal della Tauromodel, secondo me eccezionali, per le coccarde dell’Aeronautica Militare Italiana, mentre quelle generiche esempio “no step”, “rescue” e “danger”… sono quelle fornite dal kit, forse un po’ troppo spesse ma con la stesura finale di due strati generosi di semi gloss clear acrilico con l’aerografo non si notano più di tanto.
Infine sono passato all’invecchiamento, utilizzando i gessetti, i quali, grattati su carta seppia sino a ottenere una polvere finissima che raccolta con un pennellino e riportato su tutte le pannellature del modello, conferiscono un aspetto più vissuto.
Per ottenere un effetto velato e non troppo marcato ho mescolato tra loro i colori nero e grigio tenendo presente che questo tipo di mimetica è stata adottata per poco tempo, per poi passare al classico grigio/verde.

Conclusioni

Un velivolo storico per l’Italia,una caccia eccezionale ed innovativo per il mondo aeronautico del tempo. Lo “spillone” è stato un campione di record, dall’altezza alla velocità e nonostante il passare del tempo rimarrà per sempre un velivolo elegante che sicuramente non può mancare nella nostra collezione!


Maurizio Coenda

       

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