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VERNICI E SOLVENTI

di Stefano Pulga

 

4. VOLATILITÀ = VELOCITÀ DI EVAPORAZIONE


Ogni solvente ha le sue caratteristiche di evaporazione. Se riempiamo rispettivamente due bicchieri con dell'acqua e dell'acetone, verificheremo che l'acetone si vaporizza più velocemente: circa quindici volte più rapidamente dell'acqua. Questo fenomeno è dovuto ad una caratteristica che i chimici chiamano (una volta di più: non è colpa mia!): tensione di vapore, cioè la tendenza delle molecole del solvente a vaporizzarsi fino al momento dove tutte le molecole siano passate dello stato liquido allo stato gassoso (vapore). Più il valore della tensione di vapore è alzato più la trasformazione del solvente dello stato liquido allo stato gassoso avvererà velocemente. Questo comportamento è chiamato volatilità di un solvente e c'interessa molto, perché non influenza solamente la velocità di essicazione di una pittura, ma anche la sua distribuzione sulle superfici, l'applicabilità con differenti mezzi (pennello, aerografo ecc.) Per comprendere, in modo molto empirico, quanta volatilità ha un solvente, basterà immergere un dito:
- Se il dito, bagnato di solvente ci comunicherà una sensazione di freddo, la tensione di vapore (dunque la volatilità) è alta: l'evaporazione veloce sottrae calore. Il solvente si vaporizza molto velocemente (nell'ordine dei minuti).
- Se, invece, non sentiamo niente o quasi, la sua velocità di evaporazione è analoga a quella dell'acqua (che ogni essere umano emette sotto forma di sudore). Il solvente si vaporizza in tempi medi (nell'ordine delle decine di ore, e, in ogni modo, a temperatura ambiente).
- Se il nostro dito comunica un senso di tepore, la volatilità del solvente è bassa, i tempi di evaporazione saranno dunque molto lunghi (sempre a temperatura ambiente, e, in ogni modo, nell'ordine di decine di giorni).
Ogni categoria di solvente possiede dei vantaggi e degli svantaggi, che bisogna conoscere.
Solventi Molto Volatili (acetone, trielina cloruro di metilene): VANTAGGI: evaporazione veloce; possibilità di passare altre mani dopo qualche decina di minuti. SVANTAGGI: l'evaporazione quasi istantanea non permette la diffusione del colore sulle superfici: le tracce del pennello resteranno evidenti. Se si adopera l'aerografo, una grande parte del solvente si vaporizza nel tragitto tra lo spruzzatore e le superfici a dipingere: il risultato è una superficie granulosa, poco resistente, e, si può verificare nel peggiore dei casi, “l’effetto brina” sulla superficie del modello.
Solventi Volatili in media (nitro, trementina White Spirit): VANTAGGI: evaporazione dopo qualche decina di minuti (20-30). Buona diffusione del colore. SVANTAGGI: Questa categoria di solventi ha delle fasi di evaporazione differenziata: la frazione più alata si vaporizza velocemente (circa una mezz'ora), ed il film di pittura appare solido. In realtà, le frazioni meno alate del solvente restano nel film per altre 70-100 ore. In questo periodo il film è in realtà uno strato semifluido sulla quale è facile lasciare delle impronte digitali solamente sfiorandola. Soprattutto, non siate affrettati! Solventi Poco Volatili (Petrolio bianco, Benzina di trementina): VANTAGGI: diluizione eccellente e buona diffusione. Sono utilizzati spesso per il trattamento delle pannellature per capillarità, grazie alla loro tendenza a spargersi. Nel caso delle pannellature o dei lavaggi, la loro lenta evaporazione permette di togliere l'eccesso di parti in superficie con l'aiuto di un piccolo tampone (Cotton Fioc) senza togliere il pigmento depositato sulle zone in cavo (negativi) 36-48 ore dopo l'applicazione. SVANTAGGI: L'evaporazione estremamente lenta (nell'ordine di una decina di giorni) impedisce la manipolazione a breve termine. Alcuni smalti composti di parecchi pigmenti (esempio: Humbrol Interior green) tendono ad asciugare dividendo i differenti pigmenti. In questo caso, si può trovarsi di fronte a delle macchie concentriche iridescenti dovute al deposito dei differenti pigmenti, secondo il loro peso specifico. Per concludere: - I solventi molto volatili possono essere utilizzati per mani di fondo (a pennello o aerografo) ed essi possono essere lavorati dopo poco tempo. I solventi discretamente volatili sono eccellenti per l'uso all'aerografo, anche se bisognerà sfidare dell'apparenza secca durante almeno tre giorni. - I solventi poco volatili sono ad evitare per l'uso a pennello o aerografo, ma è la sola soluzione per i lavaggi ed il trattamento delle pannellature in negativo. Non asciugheranno completamente prima di 2 o 3 settimane.

 

5. PRINCIPALI TIPI DI POLIMERI


Anche se è molto difficile entrare nei meandri del chimico industriale, possiamo fornire una classifica grossolana dei principali tipi di polimeri (filmogeni) utilizzati dalle industrie delle pitture: - Scrilici–Alchidici–Aramidici - naturali Organici (olio di lino, di garofano resine naturali come il copal ecc.)
5.1. I polimeri acrilici sono utilizzati sempre più dall'industria moderna. Sono prodotti dalla modifica dell'acrilico al quale si aggiunge degli alcol. Avremo dunque: - méthyl-acrylates (coi gruppi metilici) - éthyl-acrylates (coi gruppi etilici) - propyl-acrylates (coi gruppi propyliques) - butyl-acrylates (coi gruppi butyliques) di cui l'agilità è crescente (il méthyl-acrylate è il meno flessibile, il butyl-acrylate più flessibile). La loro resistenza all'abrasione è, invece, decrescente (il méthyll-acrylate è il più resistente, il butyl-acrylate meno resistente). Ciò è che la solubilità di questi polimeri è legata agli alcol che li hanno causati evidentemente? (ricordate? I simili si distruggono): - i méthyl-acrylates sono comodamente solubili in alcol metilico - i éthyl-acrylates sono comodamente solubili in alcol etilico - i propyl-acrylates sono comodamente solubili in alcol propylique - i butyl-acrylates sono comodamente solubili in alcol butylique. Senza avere le prove analitiche di esperienze fatte, ne risulta che: - Gli acrilici Lifecolor contengono propyl-acrylates - Gli acrilici Gunze contengono butyl-acrylates - Gli acrilici Liquitex (Lefranc & Borghesi) contengono méthyl-acrylates - L'acrilico Cril Colore (Ferrario) contengono éthyl-acrylates.
5.2. I polimeri alkyds hanno delle caratteristiche di resistenza meccanica considerevole, ed essi sono utilizzati dall'industria automobile per il trattamento dei sotto-gusci, dei bendaggio sono ecc. solubili in una vasta gamma di solventi [dei cétones (acetone, méthyl/éthyl/cétone ecc.) agli aliphatiques solvibili (White spirit, Diluendo ecc. Nitro)]. Hanno normalmente un aspetto satinato o brillante, sono solidi e resistenti. Con ogni probabilità, sono alla base dei Model Master e dei Pactra (per quello che li trova).
5.3. I polimeri aramidiques [derivati dei gruppi aromatici (benzene, toluène e xylène) e dei gruppi amminici (butilammina, trietanolammina ecc.)] sono estremamente resistenti e di aspetto vivo. Sono solubili in solventi aromatici (molto tossici = cancerogeni) o aliphatiques (White spirit, Diluendo ecc. Nitro). Il loro dessiccation è estremamente lungo (nel ciclo industriale, cotti al forno a circa 60°C; cosa impossibile evidentemente coi modelli in plastica), ma non presenta di righe ed il loro aspetto visuale è di estremo consenso. Sono utilizzati negli smalti brillanti di qualità? (Humbrol, forse XtraColor?).
5.4. I polimeri personali naturali sono derivati degli olii vegetali che hanno la proprietà di indurire al contatto con l'ossigeno atmosferico, e per questa caratteristica sono chiamati olii essiccativi. L'olio di lino (sbornia o cruda) è uno dei legati più vecchi utilizzato nella pittura artistica. La leggenda vuole che il primo ad utilizzare lo sia stato la grande artista italiano Antonello da Messina che, in realtà, modificò già una tecnica pittorica in uso nelle Fiandre. Oggi le sue caratteristiche sono ancora considerevoli: - costituiscono dei film magri anche se grandemente diluiti - sono estremamente trasparenti. –non si screpolano e non si ritirano durante l'indurimento. Questa tecnica può presentare anche degli incovénients seri,: - hanno un dessiccation estremamente lendine (un strato di due millimetri, frequenta nella pittura artistica moderna, può adoperare anche quindici anni per indurire completamente!). - Sotto l'azione dell'ossigeno e dei reparti ultravioletti (U.V.) tendono ad ingiallire. Questi polimeri naturali che sono diluiti evidentemente nei solventi di origine naturale (Trementina, tirata delle resine di abeti, pini e larici petrolio bianco ecc.), sono alla base dei colori artistici all'olio di qualità (Windsor & Newton, Lefranc & Borghesi, Bodson & Nelis, Ferrario Rembrandt ecc.) e della pittura brilli Model Master (che difatti, se è vecchia o lei è stata esposta molto tempo alla luce tende al giallo. In questo caso non acquistarlo né utilizzarlo!).