VASCA PER VERNICIARE - BOITE POUR VERNIR
DI PIERLUIGI BERZIERI
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La verniciatura dei modelli civili pone delle problematiche peculiari a livello operativo che non si riscontrano con la stessa rilevanza negli altri settori. L’utilizzo di vernici brillanti causa, da un lato, problemi di smaltimento dei fumi e, dall’altro, l’onnipresente rischio-pelucco, una spada di Damocle che incombe sulla perfetta riuscita di un modello e che si manifesta con maggiore pericolo proprio nelle fasi finali della verniciatura, specialmente quando si applicano gli strati di trasparente finali. Il pelucco costituisce di per sè un’entità quasi trascendente, spesso impercettibile, senz’altro inutile, imprevedibile e, pertanto, del tutto assimilabile al bruscolino, entità che assurge a livello di percettibilità da parte degli esseri viventi soltanto nel momento in cui si trova a localizzarsi all’interno di un loro occhio. Il paragone con il bruscolino non è affatto casuale: così come al bruscolino non viene attribuita rilevanza alcuna all’infuori del caso di cui si è detto, anche al pelucco si riservano attenzioni soltanto al verificarsi di un evento molto specifico quanto grave, e cioè nel momento in cui va a depositarsi sull’ultimo strato di vernice trasparente applicato sul modello ormai ultimato. Bisogna aggiungere una tragica peculiarità di questo organismo senz’altro pensante: esso si colloca deliberatamente e con millimetrica precisione sempre al centro dei cofani o dei tetti dei modelli, evitando accuratamente quelle parti più nascoste in cui causerebbero danni estremamente minori. Alcuni a questo punto obbietteranno che il bruscolino costituisce un pericolo altrettanto temuto per il modellista che affronta la fase di verniciatura del modello; ebbene no! Come un pelucco non provocherà mai conseguenze troppo fastidiose all’interno di un occhio, così il bruscolino non è assolutamente dotato di quella sagacia e tempestività che consentono invece al pelucco di portare a termine le imprese più efferate e crudeli. Il parallelo è senz’altro stimolante, ma i due concetti sono opposti, forse complementari, pertanto, ai fini della nostra analisi, è il pelucco che bisogna imparare ad interpretare affinché sia possibile neutralizzarlo efficacemente. La battaglia contro i pelucchi e contro i fumi della verniciatura può essere affrontata con l’utilizzo di una scatola all’interno della quale effettuare la verniciatura. L’archetipo della scatola che si va a descrivere è costituito dallo scatolone di cartone aperto da un lato ed inumidito all’interno con uno spruzzatore. La scatola che ho realizzato trae ispirazione da quelle utilizzate nei laboratori per la lavorazione e la verniciatura di oggetti in ceramica ed è costituita da una base e da tre pareti verticali che possono essere realizzate in metallo (in questo caso dovranno essere unite con saldatura) oppure, come nel mio caso, da un materiale plastico particolarmente resistente ai diluenti. Le pareti sono state unite tra loro con l’utilizzo di chiodi senza testa infilati in fori passanti e silicone con funzione di collante e sigillante. Tutti gli spigoli sono stati protetti con profilati in alluminio attaccati col silicone. Sulla base vengono realizzati due fori: il primo, più grande (5 cm. circa di diametro), è in grado di provvedere allo scarico della stessa quantità di acqua che viene immessa all’interno della scatola ed ha un pescaggio a circa 1 cm. dal fondo per consentire il formarsi di uno strato di acqua anche sul fondo stesso; il secondo, più piccolo (1 cm. circa di diametro), smaltisce una quantità di acqua minima ma garantisce la fuoriuscita totale dell’acqua in quanto pesca a filo del fondo. All’estremità delle tre pareti verticali, dalla parte interna, vengono posizionati dei tubi nei quali vengono praticati dei fori (alla distanza di 5 cm. circa uno dall’altro) per l’uscita dell’acqua. I tubi, del tipo usato per gli impianti idraulici domestici, sono fissati alle pareti con le staffe che si usano per i tubi degli impianti elettrici e sono uniti tra loro con gomiti e uno snodo centrale a “T” che viene utilizzato per collegare il tubo che proviene dall’esterno della scatola. Ai tubi vengono successivamente applicate delle paratie mobili (anch’esse possono essere realizzate in alluminio od in materiale plastico) per mezzo delle staffe già usate per il fissaggio dei tubi alle pareti con la funzione di “appiattire” il flusso d’acqua che esce dai fori e così permettere la formazione di un velo d’acqua regolare e costante. L’acqua viene fatta arrivare allo snodo a “T” per mezzo di una pompa ad immersione collocata all’interno di una vasca che contiene circa 30 litri d’acqua (portata della pompa circa 100 litri/minuto). Alternativamente si potrebbe collegare direttamente l’acqua proveniente dall’impianto di casa ma, difficilmente, si dispone di una pressione sufficiente ad introdurre la quantità d’acqua necessaria per formare un velo regolare su tutte le superfici interne. Nel caso in cui si disponesse di una pressione sufficiente sarebbe senz’altro preferibile adottare questa soluzione che evita il riutilizzo di acqua sporca con conseguente necessità di provvedere ad una periodica sostituzione dell’acqua all’interno della vasca ed al periodico lavaggio dei fori dei tubi che si possono ostruire con il passaggio di residui di verniciatura. Per quanto riguarda lo smaltimento dei fumi e polveri più leggere questo viene garantito da un aspiratore posto al di sopra della scatola che viene sostenuto da una struttura di metallo appoggiata alla scatola stessa. All’imbocco dell’aspiratore viene posto un filtro del tipo usato nelle cappe da cucina che va sostituito ad ogni verniciatura se si vuole mantenere una buona efficienza della ventola; all’uscita dell’aspiratore viene invece collegato un tubo che espelle le polveri all’esterno del locale. La parte superiore viene poi chiusa con telo di nylon trasparente che permette l’illuminazione e viene preferito ad altre soluzioni quali plastica trasparente o vetro (la prima non si può pulire con diluente e il secondo può causare problemi di fragilità nello smontaggio per la pulizia). L’impianto così realizzato presenta il grosso pregio di essere facilmente smontato per poter eseguire la pulizia necessaria a tenerlo in perfetta efficienza, soprattutto se viene utilizzata acqua di ricircolo e non fresca. Anche la pompa e, soprattutto, l’aspiratore devono essere smontati e puliti accuratamente per eliminare i residui che si attaccano sulle superfici delle loro parti interne. Tutte queste precauzioni possono ancora non essere sufficienti: alcuni riferiscono di aver sorpreso nottetempo dei pelucchi vestiti di nero che si introducevano all’interno dei barattoli di vernice per poter essere successivamente spruzzati sull’agognata superficie. Per questo problema risulta quanto mai indispensabile tenere ben chiusi i barattoli e controllare sempre la limpidezza della vernice prima di utilizzarla. Se a questo punto un pelucco riesce ancora a raggiungere la sua meta, ebbene, lo si lasci dov’è; gli sforzi sovrumani ed i pericoli che ha affrontato devono essere riconosciuti, si deve portare rispetto a chi si è immolato per perpetuare la propria immagine in modo spettacolare cogliendo quell’attimo fuggente che permette di trasformare un’esistenza altrimenti squallida in una posa forse immota ma sempiterna e grandiosa, là, al centro del cofano o del tetto di quel fantastico modello che tutti ammirano. |
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