I primi studi italiani per “barche torpediniere
mosse da motori a scoppio” risalgono al 1906, e il primo
di questi progetti che venne approvato dalla Marina italiana,
fu opera dell’ingegner Attilio Bisio della ditta S.V.A.N.
(Società Veneziana Automobili Navali). Ne furono ordinate
due unità contrassegnate dai numeri 1 e 2. Ma la necessità
di possedere tali mezzi in con urgenza, costrinse la Marina
ad ordinare altri 50 mezzi prima che i prototipi fossero ultimati,
teli mezzi furono divisi in due serie, MAS 3-22 e MAS 23-52,
che pur essendo derivate dalla prima erano sostanzialmente
concepite per l’impiego anti-sommergibile armate con
un piccolo cannone a tiro rapido e alcune bombe di profondità.
(“Motobarche Anti Sommergibile” il termine motoscafo
si impose solo più tardi, sul finire degli anni ‘20).
Le prime prove dei 2 prototipi furono deludenti per la velocità
tanto da indurre ad escludere il loro impiego a carattere
offensivo, si decise dunque per la trasformazione in cannonieri
e quindi in posamine. L’adozione di tenaglie per il
lancio dei siluri, in luogo dei pesanti lanciasiluri impiegati
sui MAS 1 e 2 consentì invece alle unità della
serie “3-22” di impiegare con successo tale arma.
Nel 1916 seguirono altre tre serie (50 unità) due affidate
a ditte italiane (S.V.A.N. e Orlando) per unità da
12 tonnellate ad armamento intercambiabile e una alla ditta,
Elco, degli Stati Uniti per unità antisommergibili
da 40t, per operare anche in alto mare.
I 422 M.A.S. ordinati dalla Marina Italiana durante la prima
guerra mondiale possono suddividersi in 4 gruppi comprendenti
unità di tipo simile:
- Gruppo A: M.A.S. dei tipi “S.V.A.N. 12 t e derivati,
“Orlando” e “Baglietto 12t”. Tutti
ad armamento convertibile (cannone o siluri, con carena a
spigolo e motori ad elevato numero di giri.
- Gruppo B: M.A.S. da crociera del tipo “S.V.A.N. 19t”,
con armamento esclusivamente antisommergibili (cannone, mitragliere,
torpedini da rimorchio e b.t.g.), scafo a carena tonda di
tipo speciale e motore ad elevato numero di giri.
- Gruppo C: M.A.S. del tipo Elco (originale statunitense e
italiano), privi di siluri, dotati di numerose armi a.s.,
con scafo e carena e motori a lenta rotazione.
- Gruppo D: M.A.S. veloci e velocissimi dei tipi “Baglietto
30t “ e “S.V.A.N. 18 e 29t”, ad armamento
convertibile o esclusivamente silurante, con carena a spigolo
e complessi di motori a rapida rotazione.
La crescente attività dei sommergibili nemici in mediterraneo
costrinse la Marina italiana ad ordinare unità dei
gruppi C e B in numero sempre maggiore e nello stesso tempo
il problema dei M.A.S. siluranti (e poi velocissimi) non venne
trascurato specie dopo i brillanti risultati conseguiti. Le
unità dei gruppi B e C avrebbero dovuto essere sostituite
da un unico tipo di motoscafo da crociera, la cui costruzione
venne affidata all’Arsenale di Venezia e il cui progetto,
modificato, portò poi alla realizzazione dei M.A.S.
della serie “427-429” nel dopoguerra. Quella dei
gruppi A e D avrebbero dovuto essere integrate e sostituite
da un nuovo tipo di motoscafo offensivo con le seguenti principali
caratteristiche:
- scafo in legno con carena a spigolo;
- dislocamento di circa 32t;
- lunghezza 22 m;
- larghezza 4,45 m e forse maggiore;
- apparato motore: due coppie di sistemi propulsori Isotta
Fraschini su 4 assi per complessivi 2400 hp ;
- velocità presunta maggiore di 40 nodi.
Ma il prototipo ebbe risultati mediocri tanto che non venne
nemmeno iscritta nel ruolo di MAS.
Nonostante tutti i tentativi e tutti gli sforzi, nel 1918
il problema dell’alta velocità era ancore insoluto
e sarebbero occorsi ancora anni di studi e, soprattutto, notevoli
progressi tecnici nella realizzazione dei motori, per risolverlo.
DIDASCALIE:
1 -Mas 1 :
il primo MAS entrato in servizio dopo la trasformazione in
posamine, seguita all’insuccesso delle prove di un suo
utilizzo come silurante
2 -Apparecchiatura
a telaio: per il lancio di siluri a bordo di un MAS tipo “Orlando”
della 1° serie. L’impianto è nella posizione
di sgombero, che permetteva da mantenere la sagoma di ingombro
con i siluri imbarcati all’interno della larghezZa dello
scafo.
3 -MAS 21- del
tipo “S.V.A.N. 12t” la serie da cui derivarono
tutti i tipi ad armamento convertibile con carena a spigolo
e motori ad elevato numero di giri.
4 -MAS 116-
del tipo “S.V.A.N. da 19t” con armamento esclusivamente
antisommergibile, scafo e carena tonda e motori ad elevato
numero di giri.
5 -MAS 352-
del tipo “Elco – italiano” negli anni successivi
alla fine della prima guerra mondiale. Tale classe derivò
da una numerosa serie costruita per la Marina italiana dalla
statunitense Elco durante il conflitto; queste unità
erano caratterizzate dall’armamento esclusivamente antisommergibili,
le notevoli dimensioni dello scafo a carena tonda e dai motori
a lenta rotazione.
6 -MAS 401-
del tipo “S.V.A.N. veloce 1997” in navigazione.
I MAS di questa classe, così come gli altri “veloci”
e “velocissimi” del tipo “Baglietto30 t”
e “SVAN 18t” furono progettati ed impostati durante
il conflitto ed erano caratterizzati dalla carena a spigolo
e dall’essere mossi da complessi di motori a rapida
rotazione; nessuna di queste unità potè però
entrare in servizio prima dell’armistizio e il loro
completamento fu, quindi, notevolmente ritardato.
7 -Cannone da
76/40 A. 1997-.Questa arma era imbarcata su gran parte degli
“Elco originali”, sugli “S.V.A.N. 19 t”
della seconda serie e sugli “Elco italiani”. (scala
1/35 – da una pubblicazione ufficiale della regia marina
del 1927 )
8 -Cannone da
57/43 N.1887. – Quest’arma venne prescelta per
sostituire sui MAS delle serie più progredite, realizzate
durante la prima guerra mondiale, il cannone da 47mm, rispetto
al quale era più pesante. Tuttavia il 57 mm aveva efficacia
distruttiva e precisione non inferiore al cannone da 76 mm.
L’affusto illustrato non corrisponde esattamente a quello
normalmente utilizzato sui MAS ( scala 1/35 – da una
pubblicazione ufficiale della regia marina del 1927 )
9 - Mitragliera
Colt da 6.5 mm. Questa mitragliera costituì l’arma
leggera standard imbarcata sui MAS della marina Italiana durante
la prima guerra mondiale e rimase in dotazione alle unità
nel dopoguerra ancora per molti anni.
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