PREMESSA.

Prima di iniziare la programmazione della colorazione degli incarnati, sarà opportuno pensare al contesto in cui il figurino si troverà. E’ ovvio che un busto presuppone una certa tranquillità, come se il soggetto fosse in posa davanti ad un fotografo, i suoi abiti saranno impeccabili, e l’aspetto fisico del soggetto curato (pettinatura, barba, ecc.). Per contro, un figurino ambientato su di un campo di battaglia comporterà una serie di dettagli che devono suggerire la situazione: urgenza, tensione, colorito più acceso, e via così. Stessa cosa per il contesto climatico in cui il figurino andrà collocato. Un figurino ambientato su di un fronte desertico avrà un colorito ben diverso da quello ambientato nella steppa russa. Queste considerazioni, per banali che possano sembrare, sono invece importanti per partire col piede giusto fin dalla colorazione di fondo che, come vedremo, influenzerà il risultato finale.

           

 

PREPARAZIONE E MONTAGGIO.

Per prima cosa si procederà ad una accurata sbavatura del figurino. Bisogna fare attenzione a quelle che possono sembrare imperfezioni o sbavature del metallo (o della plastica), che dopo le prime mani si rivelano essere (stati) dettagli dellì’uniforme o dell’anatomia. La pulitura delle sbavature si fa generalmente con carta abrasiva 800- 1000, facendo ricorso alla limetta per le sbavature più accentuate. Dopo le indispensabili prove a secco per determinare la postura del figurino, si procederà al montaggio, procedendo alla imperniatura di braccia, mani e quant’altro non solidale col busto, per evitare che, a dieci minuti dall’inaugurazione di una mostra, questi particolari ci rimangano in mano. Per l’imperniatura si fa ricorso a spilli o tondini, fissati con la cianoacrilica o la bicomponente. Le eventuali stuccature vanno colmate con il vostro stucco preferito. Terminati assemblaggio, stuccatura e carteggiature varie, si laverà il tutto in acqua tiepida con detersivo per i piatti (sconsigliato mettere in lavatrice, a causa della centrifuga, mica per altro). Sciacquare bene e lasciare asciugare a temperatura ambiente. Si tenga presente che il phön può rammollire temporaneamente la plastica o le colle usate, col risultato che gli elementi incollati possono spostarsi prima che la colla si indurisca di nuovo, col risultato di causare un intenso sforzo mentale per elaborare inediti improperi.

 

MANO DI FONDO.

Per prima cosa si passerà uniformemente su tutto il modello una mano di fondo di bianco coprente diluito. I relatori preferiscono lo Skull White della Citadel, in quanto molto coprente e con un eccellente aggrappaggio. Se la prima mano lascia trasparire ancora il fondo metallico, si possono applicare senza esitazione altre mani, sempre diluite. Il bianco va bene per incarnati ed uniformi, in alternativa si potrà usare anche un grigio chiaro o il sabbia chiaro, tenendo presente che la tonalità del primo tende al freddo (cioè al blu) e la seconda al caldo (cioè al rosso), e che il fondo influenzerà tutti i colori che vi vengono sovrapposti. Vale la pena a questo punto fare una piccola precisazione sulle tecniche pittoriche. Nei figurini si procederà, il più delle volte, con velature che, per definizione, non sono coprenti. Come dice la parola, la velatura costituirà un filtro di un dato colore che attenuerà la luminosità del colore di fondo, senza per questo coprirlo totalmente. Si può facilmente dedurre come in questo modo il colore di fondo influenzerà sempre il risultato finale, conferendogli la “temperatura di colore” che gli è propria. Questa tecnica pittorica a velature è definita sottrattiva, nel senso che sottrae luminosità al fondo, che però rimane sempre visibile in trasparenza. Per fare un esempio, se usiamo la stessa velatura rossa su di un fondo grigio o un fondo sabbia, nel primo caso il rosso avrà una tonalità “fredda”, cioè verso il violetto, nel secondo “calda”, cioè verso l¹arancio. Una volta compreso il principio della pittura sottrattiva, si potranno evitare mani spesse e procedere gradualmente con velature molto tenui, ottenendo gradazioni di luminosità praticamente infinite, a tutto vantaggio della profondità del figurino. Il discorso è invece diverso per tutti gli elementi metallici: corazze, bottoni, lame, armi ecc. In questo caso la mano di fondo sarà rigorosamente in nero, per potere poi ottenere i volumi con pennelli asciutti di colori metallici di diverse gradazioni. Dopo la mano di fondo lasciare asciugare almeno dodici ore.

 

                     

VOLTO, MANI.

Per ottenere il tono di fondo della pelle umana, si partirà con una prima mano di tinta carne (esempio il Bronzed flesh della Citadel) diluita, tirando accuratamente la vernice con un pennello morbido, ed agendo sempre nella stessa direzione. Si può arrivare a sovrapporre anche 7-8 mani, ovviamente molto diluite, per ottenere già una certa profondità dei volumi. Lasciare asciugare 24 ore, dopodiché si cominceranno i primi lavaggi, effettuati con colori ad olio (Rosso inglese, Terra di Siena bruciata, Terra d’ombra) diluiti in White Spirit. Posata una piccola quantità di colore diluito, si “tira” la pittura con un pennello asciutto piatto. Non usate mai pennelli umidi o appena lavati: anche se a voi sembrano asciutti contengono ancora fra le setole quantità di solvente sufficienti ad impastare tutto. Man mano che usate il pennello, questo diventerà sempre meno asciutto, in quanto si caricherà progressivamente del solvente e del colore che state spazzolando. Quindi è bene prevedere più di un pennello se dovete fare lavaggi su un plotone intero o un figurino in scala 1:2!

 

LUCI.

Se fino a questo momento abbiamo agito col metodo della pittura sottrattiva, la luminosità generale del figurino si sarà abbassata, potendo risultare insufficiente ad assicurare quei contrasti che in natura invece esistono. Dovremo quindi aggiungere luci, aggiungendo pittura chiara laddove lo riteniamo necessario. Utilizzando colori chiari e coprenti, realizzeremo quindi una pittura additiva, aggiungeremo cioè quella luce che gli svariati passaggi a velatura hanno sottratto. Si procederà con pigmenti giallo chiaro (es. Giallo di Napoli), progressivamente schiariti col bianco. Tonalità chiare rosate o leggermente brune si possono ottenere schiarendo il Vermiglione, la Terra d¹ombra o il Marrone.

 

BOCCA.

Il colore delle labbra può essere ottenuto partendo da una base di Rosso inglese e Terra di Siena. La linea fra le labbra con Terra d’ombra. Se lo si desidera, un puntino bianco sul labbro inferiore può accrescere il realismo della bocca.

                 

OCCHI.

Sono ovviamente la parte più difficile di un figurino, perché da questo particolare deriverà la credibilità dell’espressione. Il bianco dell’occhio va dipinto con un grigio bluastro chiarissimo. L¹iride del colore desiderato, con un sottilissimo bordino nero o blu scuro. La pupilla in nero ed un punto di luce col bianco. La palpebra superiore sarà dipinta con velature di terra d¹ombra e Terra di Siena, quella inferiore con Rosso inglese o Terra di Siena bruciata.

 

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