Gli Incarnati

di Riccardo Rosso e Mirco Caregaro

 

Durante la sera del 1 febbraio si è svolta la prima riunione tecnica dell'annata. Il primo articolo che troverete è stato preparato da Riccardo e rappresenta un riassunto della sua spiegazione. La seconda parte, invece è il risultato degli appunti (grazie Stefano...) presi durante le spiegazioni di Mirco e Riccardo durante la riunione. Vi auguriamo una buona lettura e se avete dubbi o volete mettere a disposizione le vostre personali esperienze rimaniamo a vostra disposizione (lilliputao@ciaoweb.it) . Nel frattempo "sfogatevi" nell'area di discussione tecnica.

 

AREA DI DISCUSSIONE TECNICA - ZONE DE DISCUSSION TECNIQUE

 

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L'antro dei modellisti

Riccardo sta per entrare in azione...

Il tavolo di lavoro

 

 

Preparazione del figurino. (di Riccardo Rosso)

Pulire dalle sbavature, lavare con acqua e sapone per i piatti tutti i pezzi e risciacquare, quindi fissare il soggetto su di una base e montare tutti i particolari possibili (pernandoli ove necessario), senza che creino impedimenti alla successiva pittura.

Stendere una mano di primer bianco o grigio chiaro. Il primer deve essere dato molto diluito, in modo che penetri in ogni interstizio del soggetto. Eventuali peli e grani di polvere possono essere rimossi utilizzando il pennello bagnato di diluente se la base è ancora umida, altrimenti utilizzando un cutter o carta abrasiva n° 1000 passati in maniera estremamente leggera.

Generalmente attendo 24 ore prima di iniziare la decorazione del pezzo e, salvo casi particolari, procedo come segue:

A.     INCARNATI

B.     SOTTOVESTI. Per sottovesti intendo tutti quei capi di abbigliamento che sono a contatto con la pelle e che generalmente sporgono da colletti e maniche.

C.     VESTI. Cioè il capo d’abbigliamento che veste il figurino, sono incluse le corazze complete.

D.     CORAZZE PETTORALI, GIACHI DI MAGLIA O SURCOTTI.

E.      COPRICAPI, BUFFETTERIE, CINGHIE, FOFEDERI, ARMI e SCARPE.

INCARNATI

Per prima cosa si deve immaginare il soggetto intento a compiere l’azione che lo ritrae. Ad esempio un soggetto napoleonico nella classica posa rilassata  con le braccia lungo i fianchi e una mano sull’elsa della spada, lo immagino con un colorito più roseo, rispetto allo stesso ritratto in una posizione dinamica, ove c’è da immaginare un’azione militare; quindi pelle a contatto degli elementi, arrossamento dall’impeto di una carica, sporcizia e via di seguito .Inoltre una certa indicazione dovrebbe fornircela la razza del soggetto in causa, ad esempio popolazioni nordiche rispetto a quelle dell’area mediterranea.

Non contemplo in questo paragrafo i soggetti femminili che, per scelta personale, tendo a mantenere su di un certo standard di colorazione.

La base di incarnato che adopero è generalmente una mescola di 3 o più colori, a seconda dell’effetto che desidero ottenere.

Generalmente utilizzo il rosso vermiglio, il terra, l’ocra dorata e il violetto ,eventualmente smorzo il tono del colore con il carnicino chiaro se troppo scuro.

La Base viene data anch’essa molto diluita ed in numerose mani, anche 10 se necessario, affinchè non siano visibili i segni delle pennellate. Inoltre ho notato che in questo modo il colore tende a rimanere traslucido, e nella realtà la pelle non ha certamente una finitura opaca:

La base viene fatta riposare per almeno 48 ore, a meno che non si proceda con una pittura totalmente acrilica, nel cui caso si può iniziare il lavoro praticamente da subito.

 

       

PITTURA ACRILICA.

Per procedere con gli acrilici è necessario avere una buona riserva di colore di base, dal quale trarre le tinte per ombreggiature e lumeggiature.

Per le ombreggiature si aggiunge del terra d’ombra bruciata alla base, ed eventualmente terra d’ombra bruciata+nero per le pieghe e le rughe più marcate. E’ sempre preferibile dare 2 o 3 mani di ombreggiatura, piuttosto che uno molto scuro e netto, infatti l’acrilico crea l’effetto sfumatura grazie alla sovrapposizione dei colori, quindi più mani delicate si danno migliore risulterà l’effetto ottico finale.

Dopo aver dato tutte le ombre, riprenderemo il colore base ritoccando tutte le parti in luce e andando a coprire leggermente il primo bordo di ombreggiatura, questo serve a conferire profondità e quindi tridimensionalità al modello.

A questo punto, si possono iniziare i passaggi delle luci.

La mescola base va schiarita gradualmente con carnicino chiaro, al quale vanno aggiunte delle piccole dosi di bianco sino ai colpi di luce finali in bianco puro. Ad essere interessate dalla lumeggiatura, sono logicamente tutte le parti in rilievo del modello.

Il colore va steso molto diluito ed in quantità minime, non pennelli grondanti ma quasi asciutti, su aree sempre più ridotte, sino ad arrivare al punto di luce massimo, fatto praticamente a pennello asciutto col bianco puro.

PITTURA AD OLIO

La base è uguale a quella precedente ed anche il modo di stenderla, la prima differenza consiste nel far asciugare il tutto per almeno 24 ore. Quando inizieremo la decorazione, prepareremo una mescola di terra di siena naturale, terra d’ombra e terra di siena bruciata, eventualmente si può smorzare il tono con una leggera aggiunta di giallo di napoli rosato.

La mescola deve essere diluito con white spirit o essenza di petrolio, bianco sino ad avere la consistenza dell’acqua.

A questo punto si lavano le parti interessate facendo scorrere il colore in ogni fessura o ruga che sia.

Dopo qualche minuto, quando il diluente è quasi totalmente evaporato, possiamo iniziare ad asportare il colore in eccesso utilizzando dei pennelli piatti a setola morbida. La spazzolatura va eseguita in maniera veloce e seguendo sempre lo stesso senso.

I pennelli vanno costantemente asciugati in uno straccio in modo che non siano troppo carichi.

Attenzione !!! i pennelli lavati nel diluente non vanno assolutamente più utilizzati, nemmeno dopo 2 ore.

Quando il pezzo ha raggiunto la pulizia desiderata, lo metteremo da parte ed almeno per 3 giorni ce lo dimenticheremo.

Successivamente potremo riprendere la mescola per delineare le ombre in maniera molto lieve, quindi inizieremo a dare le luci che possono essere create con terra di siena+giallo napoli e chiudere con il bianco titanio.

I colori ad olio vanno usati in minime quantità, e tirati molto. E’ buona cosa fare pause di almeno un paio di giorni fra le varie mani ed usare i pennelli sempre in maniera leggera.

Il lavoro è lungo ma i risultati sono notevoli.