Autocostruire un compressore di Gino Zaccari
Lo scopo di questo progetto è quello di avere un compressore di buone prestazioni con un costo ridotto ed una configurazione flessibile sia dal punto di vista delle esigenze funzionali che delle disponibilità economiche. I due componenti fondamentali sono costituiti da un motore di frigorifero e un estintore. Il motore può essere reperito da un qualsiasi riparatore di frigoriferi (che nel migliore dei casi ve lo regala altrimenti ve lo fa pagare molto poco) o meglio ancora in una discarica per elettrodomestici dove potrete smontarvelo da soli ed evitare che dell’olio esca dal motore a vostra insaputa facendo bruciare lo stesso dopo i primi utilizzi. Questo tipo di motore è molto buono perché molto silenzioso, resistente, e con ottime capacità di compressione.
Il secondo componente fondamentale è l’estintore, anche questo facilmente reperibile, visto che ve ne sono ovunque, che per legge vanno ricaricati periodicamente anche se non utilizzati e che dopo un certo numero di ricariche, quindi di anni, anche se non utilizzato solitamente si sostituisce, io vi consiglio di cercare in tutti quei posti che lavorano con camion o pullman, questi sono solitamente muniti di estintori delle dimensioni giuste (per questo progetto), e per i motivi di manutenzione sopra detti non dovrebbe essere difficile procurarsene uno vecchio. Una volta reperito l’estintore, questo deve essere svuotato (attenti che la polvere interna è tossica), dopo di che deve essere smontato svitando la testa e lavato scrupolosamente da tutti i residui di polvere, dopo di che si sostituisce la guarnizione (della parte che avete svitato per smontarlo) e si richiude. L’estintore è ottimo come serbatoio poiché costruito per sopportare pressioni molto più elevate di quelle per cui noi lo utilizzeremo (infatti lavora oltre le 20 atmosfere) e inoltre ha molte parti utilizzabili come ingressi o uscite di aria che noi potremo scegliere indistintamente a seconda delle esigenze. Utilizzare un serbatoio e non mettere l’aeropenna direttamente di seguito al compressore ci permetterà di evitare che residui di olio del motore o condensa arrivino all’aeropenna stessa rovinandola o nel migliore dei casi alterando la miscela di colore, inoltre con questo accorgimento avremo una pressione sull’aeropenna più stabile e precisa. Infine se noi non mettessimo il serbatoio il regolatore di pressione a monte del motore dovrebbe avere una valvola per espellere l’aria quando l’aeropenna è chiusa altrimenti il motore si potrebbe bruciare in brevissimo tempo.(io vi consiglio il serbatoio).E per quanto riguarda le dimensioni, sicuramente sopra i 4-5 litri; come quello illustrato va già bene ma più grande sarebbe meglio. Come è possibile notare dalle figure, ho utilizzato come ingresso sul serbatoio la valvola posta sotto l’uscita vera e propria dell’estintore, questa in realtà ospitava una valvola di sicurezza, fatta però per pressioni così alte che il motore si brucia prima di arrivarci, dunque l’ho usata diversamente (visto che poi di valvola di sicurezza ne ha un’altra azionabile manualmente).
Passiamo ora al resto della componentistica che ho usato. Innanzitutto devo dire che per gli altri componenti da acquistare è preferibile rivolgersi a produttori all’ingrasso di pezzi per compressori dato che questi negli altri esercizi commerciali in cui sono trattati, in particolar modo le grandi catene del fai da te, hanno prezzi molto maggiorati. Per prima cosa abbiamo il pressostato che va collegato come primo componente in uscita del serbatoio, è collegato all’alimentazione del motore e la stacca nel momento in cui il serbatoio raggiunge una data pressione (in genere 8 bar ma può essere tarato diversamente) e riattacca l’alimentazione al motore quando questo ritorna ad una pressione che in genere è di 2 bar inferiore a quella a cui ha staccato, quindi nel nostro caso 6 bar. Ora, diciamo una cosa, questo è il pezzo più costoso ( intorno ai 30 euro) ma è molto comodo, però se qualcuno volesse evitare di usarlo gli basterà mettere un interruttore all’alimentazione del motore e azionarlo al variare della pressione controllata con un manometro collegato al serbatoio (io però non ve lo consiglio). Di seguito al pressostato abbiamo un riduttore di pressione, questo indispensabile, che ci permetterà di regolare la pressione da inviare all’aeropenna di volta in volta a seconda delle necessità del lavoro da eseguire, un manometro collegato al rubinetto ci permetterà di essere precisi sulla pressione usata. E’ utile collegare in uscita al riduttore oltre all’attacco per l’aeropenna anche un piccolo rubinetto che ci sarà utile per svuotare rapidamente il serbatoio senza dover staccare l’aeropenna. Facciamo ora un piccolo passo indietro: immediatamente
dopo l’uscita del motore ho posizionato un filtro di recupero condensa
il quale evita che l’umidità presente nell’aria penetri
nel serbatoio e lo faccia arrugginire, inoltre il filtro fermerà
quelle piccole goccioline di olio che escono dal motore. In realtà
però una parte di umidità passa sempre quindi periodicamente
converrà svuotare il serbatoio in una posizione verticale per far
uscire la condensa (se mettete il filtro tale operazione sarà comunque
un evento raro). Come potete notare il tubo usato per questo primo raccordo
è più robusto degli altri, e io vi aggiungo che è
telato internamente, questo perché l’attacco del motore è
più largo di quelli degli altri componenti, dunque il tubo trasparente
va deformato a tal punto che si indebolisce e non regge alle pressioni
cui è sottoposto. Se volete essere sicuri potete fare tutti i collegamenti
con un tubo telato ma non è indispensabile. Come ultima cosa bisogna
sapere che è necessario mettere dei filtri all’entrata o
alle entrate del motore, per evitare che del pulviscolo entri nel corpo
del motore stesso e lo faccia grippare. E’ inoltre importante che
il motore non perda troppo olio quindi periodicamente (a seconda di quanto
lo usate) aggiungete un po’ di olio di vasellina per evitare che
grippi.
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