Home | Aerei | Mezzi Militari | Automobili | Navi | Figurini | Fantasy | Storia | Photo Files | Forum-Mercatino-Annunci | Mostre

Tecnica | Links | Chi siamo | Contattaci | |Recensioni

Vuoi diventare Socio collaboratore Lillipuziano?

 

La Storia della Corazzata Bismarck

Di Gino Zaccari

 

La Bismarck nelle in nord Atlantico
:La bismarck nello stretto di Danimarca alla vigilia dello scontro con l’Hood e la Prince of Wales

La corazzata Bismarck entra in servizio il 24-08-1940 dunque a guerra già iniziata. Era un prodigio marinaro (e la Royal Navy lo sapeva). Giorgerini Giorgio uno dei nostri più illustri esperti della storia della guerra in mare in un suo testo dedicato alle corazzate la usa come termine di paragone della categoria sottolineando il valore di un vascello che possedeva ogni caratteristica sviluppata a quel massimo che consente la perfetta armonia di tutte le sue principali componenti. (velocità, autonomia, manovrabilità, corazzatura, armamento, sis. di puntamento, ecc.) inoltre aveva un sistema di paratie in grado (se anche fosse stata penetrata la cintura principale) di impedire al proiettile nemico di entrare nella parte viva della nave, inoltre era fatta di un nuovo tipo di acciaio, più flessibile e dunque meno incline a squarciarsi. La RAF tenne costantemente sotto controllo la grande nave tedesca precedentemente localizzata in Norvegia, ma il 23 maggio ’41 si accorge che non c’è più. L’obiettivo della Bismarck sono i traffici in Atlantico per raggiungere il quale occorre scavalcare l’Inghilterra passandole il più lontano possibile. Superata l’Islanda da ovest la Bismarck e il Prinz Eugen (un incrociatore di scorta) sono intercettati dall’Hood (ancora più grande della Bismarck conosciuto come il Golia dei 7 mari) e dalla Prince of Wales, le due formazioni alle 05,52 alla distanza di 22.700 metri aprono il fuoco e si centrano quasi contemporaneamete la Bismarck accusa lievi danni a prua ma l’Hood è penetrato all’altezza della Santa Barbara e a seguito di una esplosione spaventosa si spezza in due, dopo soli 6 minuti dall’inizio dello scontro del possente incrociatore restano solo una miriade di detriti galleggianti e tre marinai, la Prince of Wales colpita più volte accusa gravissimi danni quindi disimpegna.
Il momento è grave, La marina è il simbolo e l’orgoglio dell’Inghilterra e l’Hood era l’orgoglio della Marina, il suo affondamento diventa un caso nazionale, per racimolare navi da impiegare nella caccia vengono anche sguarniti numerosi convogli, churcill interviene personalmente nella vicenda, alla fine La Bismarck si ritrova predata da 50 aerei basati a terra, 2 portaerei, 5 corazzate, 14 incrociatori di vario tipo, 22 cacciatorpediniere più il naviglio minore. Nei convulsi giorni successivi la grande nave appare e scompare, i cacciatorpediniere riescono ad attaccarla senza però rallentarne l’avanzata, la Bismarck è sfuggente come la nebbia, e quando infine è avvistata si trova in rotta verso la Francia e nessuna nave è in grado di raggiungerla prima che questa si trovi sotto l’ombrello protettivo della luftvaffe, tutte tranne una, la potaerei Ark Royal i cui aereosiluranti attaccano e colpiscono il timone inchiodandolo mentre la Bismarck era in manovra di disimpegno, tutti i tentativi di sbloccarlo sono vani compreso quello farlo saltare, La grande nave ora può solo girare in tondo e attendere il suo fato.

La Bismarck apre il fuoco contro l’hood. (non bisogna farsi ingannare dall’apparenza buia della foto, non è notte, la foto è stata sottoesposta in fase di sviluppo data l’eccessiva luce provocata dalle artiglierie della Bismarck in fase di sparo).

All’alba del 27 maggio 1941 due corazzate e due incrociatori raggiungono la Bismarck (che ormai era sola per il disimpegno della sua scorta) e la attaccano alternandosi da varie posizioni per evitarne i colpi, per ore la Bismarck è centrata da diverse centinaia di colpi con calibri che arrivano fino a 406mm e che la devastano in ogni sua parte, diversi siluri la centrano - alla fine dello scontro saranno un numero compreso tra 9 e 12 - ma lo scafo resiste e l’equipaggio lotta finché ogni cannone non è ridotto al silenzio, a questo punto la nave è un groviglio di lamiere e fuoco ma ostinata e caparbia quasi avesse acquisito volontà propria si ostina a non voler affondare, il Dorsetshire si avvicina per constatare la situazione e lancia altri due siluri, ma ancora niente. Quasi contemporaneamente i superstiti dell’equipaggio si rendono conto che non c’è più nulla da fare e azionano le cariche di auto affondamento. Così racconta il capitano di corvetta junack: “a poco a poco lo strepitio della battaglia divenne più irregolare finché si smorzò, tanto che rimase solo qualche intermittente schianto; anche le suonerie della plancia cessarono di squillare. Tutti e tre i locali macchine erano invasi dal fumo proveniente dai locali caldaie; per fortuna nessun proiettile aveva ancora raggiunto i locali dell’apparato motore o dei generatori elettrici attraverso la cintura corazzata.. All’incirca alle 10.15 ricevetti per telefono un ordine dal direttore di macchina: “preparatevi ad affondare la nave”. Fu quello l’ultimo ordine che ricevetti sulla Bismarck. Dopo di ciò, tutte le comunicazioni interne di ordini si interruppero.” A questo punto la nave sembra, in un ultimo sussulto di orgoglio, voler resistere ancora, poi, lentamente e con la bandiera ancora al vento scompare tra i flutti con duemila dei suoi uomini.


Il Modello della Corazzata Bismarck

CARATTERISTICHE TECNICHE

CANTIERI: BLOHM & VOSS – Amburgo
Impostazione: 1-7-1936; varo: 14-2-1939; servizio: 24-8-1940; perdita: 27-5-1941

DISLOCAMENTO
carico normale: 45.170 tonn
pieno carico: 50.900 tonn

DIMENSIONI
lunghezza fuori tutto 251 metri
larghezza 36 metri
immersione 10,2 metri

APPARATO MOTORE
caldaie: 12 Wagner
motrici: 3 gruppi turboriduttori blohm & Voss
potenza: 150.200 HP
velocità: 30.01 nodi
combustibile:
in carico normale 3.300 tonn di nafta
in carico massimo 7.900 tonn di nafta
autonomia:
9.300 miglia a 16 nodi

ARMAMENTO
9-380/47; 12-150/55; 16-105/65; 16-37; 12-20;
aerei:
6; 1 catapulta

PROTEZIONE
Verticale:
mm.320 al galleggiamento
mm. 145 alla batteria
mm. 45 alle paratie interne
orizzontale:
mm. 50 e mm. 80 ai ponti corazzati
mm. 100 al ponte inclinato
artiglierie:
torri grossi calibri mm. 360 al frontale
mm. 220 ai lati
mm.130 al cielo
mm. 340 alle barbette
torri medi calibri mm. 100 al frontale
mm. 40 ai lati
mm. 35 al cielo
mm. 100 alle barbette
torrione:
mm.350 verticale; mm. 200 orizzontale
paratie trasversali :
mm.220
subacquea
compartimentazione esterna

EQUIPAGGIO
2.400 uomini circa.

© 2000 2004 AMV-Lilliput
All material is Copyright and may only be reproduced for personal use.
Please contact the Editor for permission to use any material on this site for any purpose other than private use.

WEB Style by Associazione Modellistica Valdostana Lilliput