
TRATTORI
PER IL FRONTE ORIENTALE
Radschlepper
Ost Skoda: un'idea di Hitler, un progetto Porsche

| I
vari veicoli tattici militari, ruotati e cingolati, che il governo
e l'industria tedeschi progettarono
e produssero durante gli Anni 30
furono la crema dell'ingegneria automobilistica contemporanea.
Per i metodi di rilevamento, le tattiche di guerra lampo ed una
veloce vittoria, gli elaborati e sofisticati veicoli a motore
utilizzati dalle "divisioni d'élite" della Wehrmacht
al momento dell'invasione dei Paesi confinanti nel 1938-40 erano
ideali. Inoltre, essi debuttarono estremamente bene nelle parate,
nei film di propaganda e così via, ma si dimostrarono molto meno
affidabili per la realtà del fronte orientale quando i combattimenti
si trascinavano e si impantanarono durante l'inverno 1941-42.
Il durissimo lavoro a rigidissime temperature sottozero, combinato
con problemi di manutenzione, pretese il suo pedaggio; ulteriori
difficoltà derivarono dalla cronica carenza di veicoli a motore,
sia sul fronte orientale che altrove. In particolare, i trattori
d'artiglieria divennero scarsi, in parte per la grande quantità
di materie prime richieste, per non menzionare le ore di manodopera
necessarie per la loro elaborata costruzione; i rifornimenti non
potevano stare al passo con la richiesta. C'era anche un'acuta
carenza di cavalli per gli equipaggiamenti ippotrainati nell'ambito
delle unità di fanteria.
|
| La
carenza nei trasporti fu risolta in una certa misura mettendo
in servizio equipaggiamenti catturati al nemico, benché ciò, d'altronde,
si andò a sommare ai problemi di manutenzione e riparazione esistenti.
Inoltre, pochi veicoli furono in grado di far fronte adeguatamente
alle atroci condizioni ed alle severe temperature incontrate in
Russia. Sia la durata del conflitto che le enormi distanze in
territorio nemico furono grossolanamente sottovalutati e questi
errori di calcolo furono pagati a caro prezzo. |
| Fu
il generale von Schell che tentò di riorganizzare la produzione
di veicoli non corazzati in Germania; il suo "Schell Programm"
ridusse l'ampia produzione totale di modelli per categoria - dalle
motociclette agli autocarri - ad un minimo accettabile, abbandonando
i tipi meno affidabili e concentrando la produzione di massa su
quelli migliori. Esempi tipici di questo schema semplificativo
furono la Volkswagen "Kübelwagen", la gamma Steyr
1500(A) da 1,5 ton e gli autocarri Opel Blitz da 3 ton. |
| Ma
fu Hitler in persona, nel novembre 1941, ad affermare che non
vi era motivo di tenere in produzione costosissimi trattori d'artiglieria
semicingolati che in teoria sarebbero durati 120 anni quando chiunque
sapeva che difficilmente potevano sopravvivere a più di due anni
di vita reale in combattimento. Egli decretò che si sarebbe dovuto
progettare e mettere in produzione una nuova generazione di trattori
molto semplificati; sofisticazioni e dettagli superflui si dovevano
abbandonare immediatamente, soltanto per preservare materiali
di prima qualità - davvero un punto molto valido! |
| In
modo particolare per il fronte orientale, lo Heereswaffenamt
Wa.Prüf 6 (l'appropriato Dipartimento del Ministero) prese
accordi
con la Steyr-Daimler-Puch AG nell'annessa Austria per la progettazione
e la costruzione di due nuovi tipi di trattore d'artiglieria:
il Radschlepper Ost (trattore ruotato, est) ed il Raupenschlepper
Ost (trattore cingolato, est). Per la prima richiesta, i produttori
se ne spuntarono, nel gennaio 1942, con una modifica piuttosto
sgraziata dell'autocarro standardizzato Steyr 1500(A) da 1,5 ton
4x4; esso era caratterizzato da assi rigidi con ruote a raggi,
interamente in acciaio, con un diametro di 1,5 m. Il trattore
cingolato da essi progettato era il famosissimo RSO/01 che, a
differenza di quello ruotato, presto entrò in produzione di serie
nei propri stabilimenti così come in quelli Auto Union/Wanderer,
Gräf & Stift e KHD/Magirus (RSO/03). In aggiunta al modello
standard, vi fu una moltitudine di derivati, molti dei quali rimasti
allo stadio sperimentale; del 4x4 a grandi ruote non si ebbero
più notizie.
|
| Per
il progetto di trattore ruotato, lo HWA (Heereswaffenamt)
iniziò trattative con la Dr.-Ing. h.c. F. Porsche KG di Stuttgart-Zuffenhausen,
la notissima società automobilistica, per una proposta alternativa.
Ferdinand Porsche (1875 - 1951) era un genio e artefice di un'ampia
gamma di progetti automobilistici che andavano dalla piccola KdF
"vettura del popolo" (Volkswagen, comprese "Kübel"
e l'anfibia "Schwimmer") ai carri armati. Nell'aprile
del 1942, Hitler aveva reso noto che come requisito per il nuovo
trattore egli voleva un veicolo alto a quattro ruote, a bassa
velocità ma al tempo stesso potente e semplice, non diverso dalla
Zugmaschinen austriaca della I Guerra Mondiale e Porsche
fu la scelta ovvia, poiché egli era stato ampiamente artefice
di macchine del tipo Austro-Daimler M12 e M16 di quel periodo.
|
| Negli
uffici Porsche l'ordine dell'HWA fu eseguito sotto il contratto
n° 175 (diventando Typ 175) e gli stabilimenti Skoda di Plzen
(Pilsen), Cecoslovacchia, furono incaricati della realizzazione
dei prototipi. Anche in questo caso, c'è un altro parallelo con
i trattori della I Guerra Mondiale: benché portassero il nome
Austro-Daimler, questi in effetti erano stati costruiti da Skoda
che, all'epoca, era associata alla ditta austriaca; anche molti
dei pezzi d'artiglieria da essi trainati erano di fabbricazione
Skoda. |
| Nel
frattempo, poiché il tempo stringeva (Hitler voleva la fornitura
dei trattori alle truppe per l'imminente inverno 1942-43), fu
studiata un'ulteriore soluzione alternativa. La Latil di Suresnes,
Seine, nella Francia occupata ed ora operante per la Wehrmacht
sotto il controllo e la supervisione della Daimler-Benz AG, per
molti anni aveva fornito alle truppe francesi trattori pesanti
d'artiglieria a 4 ruote motrici; noti come tipo TAR, essi furono
utilizzati in gran numero durante la Grande Guerra ed in seguito
sviluppati negli Anni 20 e 30 (TAR3, 4, 5, TARH1, 2). Molti trattori
TAR furono catturati dalla Wehrmacht nel 1939-40 e furono
giudicati di qualità eccellente; furno anche impiegati dai tedeschi,
come Latil Schw. Radschlepper (f). Lo HWA, nel 1942,
ordinò alla Latil di modificare il loro progetto TARH per venire
incontro alle richieste di Hitler, facendo uso di grandi ruote
metalliche, non impiegando gomma e approntandolo per la produzione
di massa, richiedendone 1000 prima della fine dell'anno ed in
seguito una cadenza mensile di 1000 unità prodotte.
|
| Le
ruote grandi erano una caratteristica in cui Hitler credeva molto;
egli probabilmente ricordava le prestazioni degli Austro-Daimler
durante il conflitto 1915-18 quando gli austriaci - suoi compatrioti
- ne utilizzarono una quantità relativamente grande ed anche il
Kaiser ne prese in prestito alcuni, completi di mortaio Skoda
da 30,5 cm, durante l'assedio dei forti belgi. A differenza di
Porsche, Hitler li riteneva adatti per le disgraziate "strade"
della Russia, che erano poco più di larghe piste di fango denso,
nel quale le sue ipotetiche armate mobili affondavano. Ma quanto
si sbagliava! I prototipi dell'Ostradschlepper furono testati
e mentre si comportarono ragionevolmente bene su certi tipi di
terreno, si dimostrarono pressoché inutili nella neve, particolarmente
su superfici ghiacciate e neve dura su strade inghiaiate. Porsche,
che era stato in Russia e ne conosceva le condizioni, si era formato
la propria opinione ma, abbastanza stranamente, Hitler e compagni
non gliela chiesero mai; a Porsche fu chiesto di progettare l'RSO,
usando la minor quantità possibile delle scarse materie prime
disponibili (niente rame, niente gomma per gli pneumatici) e lo
realizzò compiacentemente, senza domande. I massimi impiegati
civili del Reich avevano un proprio modo di lavorare, coinvolti
in contese ed interessi finanziari, e Porsche sapeva che era più
saggio non interferire con essi e le loro politiche. Una conseguenza
di questo sistema fu che progetti come quelli dell'RSO tendevano
a trascinarsi, senza un'adatta supervisione,, prendendo troppo
tempo, per finire in un fallimento. |
| Porsche
aveva lavorato duramente ed il primo prototipo di RSO fu pronto
per le prove il 1° ottobre 1942, appena sette mesi dopo che l'ordine
iniziale era stato dato. A fine ottobre, i veicoli furono messi
alla prova presso le installazioni dell'esercito a Berka, presso
Eisenach, ed il 20 novembre il Ministro per la Produzione Bellica
Albert Speer presenziò ad una dimostrazione. Hitler stesso fu
il primo spettatore delle prestazioni dello Skoda e del Latil
il 4 gennaio 1943, nelle vicinanze del suo quartier generale nella
Prussia orientale. Egli non rimase impressionato e, come risultato,
decretò che l'ordinativo di produzione di 200 unità della cosiddetta
Serie O già assegnato alla Skoda (cioè AG Vorm. Skodawerke, così
era chiamata durante la guerra), fosse dimezzato. |
| Durante
questi mesi di prove furono apportate numerose migliorie. Il consumo
era di 2 litri di benzina per chilometro, forse non eccessivo
per questo tipo di macchina (e del 10% minore di quello del Latil),
ma la benzina era estremamente scarsa e, quando Porsche chiese
all'HWA altri 4000 litri di carburante per il proseguimento
delle prove, gli fu risposto per iscritto che la richiesta sarebbe
stata presa in considerazione. L'HWA era chiaramente scontenta
dell'RSO e nell'agosto del 1943 dichiarò che non sarebbe stato
fornito altro carburante e che l'RSO era storia morta; Porsche
non ne fu contento. A differenza di Hitler, egli non aveva mai
creduto che un veicolo come il Radschlepper Ost fosse la
soluzione del problema originale, ma l'aveva progettato perché
lui era un progettista, non un politico, e gli era stato chiesto
di progettarlo. Egli calcolò che vi fossero abbastanza impiegati
civili ed ufficiali di alto rango per decidere se una richiesta
era valida o no e sino a che limite. Sebbene non si fosse interamente
abbandonato alle discussioni, Porsche capì che era stato silurato
da Hitler il quale, in qualità di Führer, aveva l'autorità di
dominare sia l'HWA che il ministero di Speer; ciò era sovente
necessario allo scopo di ottenere dei risultati, ma solitamente
portava a conflitti interdipartimentali.
|
| Così,
agli inizi del 1943, l'ordine iniziale per gli RSO fu ridotto
e alla fine di quello stesso anno il progetto fu terminato definitivamente.
Il tempo era trascorso e la richiesta di un trattore speciale
per il fronte russo non era andata avanti... |
| L'Autore
dell'articolo originale ricorda vivamente che nell'inverno del
1944-45 una colonna di almeno una dozzina di Skoda RSO arrivò
nella sua città natale nell'Olanda occupata; essi erano dipinti
con la tonalità standard Einheits di giallo sabbia ed avevano
un aspetto abbastanza impressionante. Dodici anni e tutto occhi
ed orecchi, gli fu detto da uno degli autisti che i veicoli dovevano
essere usati (come un'arma nuova e segreta) unitamente a grossi
aratri, per distruggere i binari spezzando le traversine come
fiammiferi: ciò suonava barbaro e fantastico allo stesso tempo.
Dopo un attimo, questi Skoda, estremamente rari soltanto perché
erano nuovi di zecca, furono condotti in una carrozzeria appena
fuori città per essere mimetizzati, due alla volta. Lungo la strada
verso l'officina (dove l'Autore ebbe l'opportunità di salire a
bordo di uno di essi e studiarlo in dettaglio) c'era un passaggio
a livello il cui approccio era leggermente in pendenza. Era dicembre
o gennaio, le strade erano ghiacciate e stava nevicando; ora,
a causa della cronica carenza di carburante della Wehrmacht,
era una regola, se non un ordine, per un veicolo a benzina (scarico)
prenderne a rimorchio un altro (talvolta più di uno) e lo Skoda
RSO non fece eccezioni. In quel caso due di essi stavano lottando
per attraversare il passaggio a livello; le ruote d'acciaio dell'unità
trainante iniziarono a perdere aderenza, quando le barriere furono
abbassate per il passaggio di un treno e perciò i veicoli
si arrestarono. Passato il treno, il primo Skoda tentò di muoversi
nuovamente ma le gigantesche ruote slittavano, anche se a velocità
piuttosto bassa; fu avviato il secondo veicolo - cosa che richiese
una discreta dose di sforzo e di tempo - allo scopo di muoversi
autonomamente, ma senza successo; entrambe le macchine avevano
le ruote in movimento, ma non si muovevano di un millimetro. Alla
fine si decise di fare marcia indietro individualmente ed affrontare
la salita in "velocità"; il colmo fu che, arrivati nei
pressi delle barriere, queste si abbassarono nuovamente e l'intera
operazione dovette essere ripetuta. Difficilmente potrebbe essere
d'aiuto sentirsi dispiaciuto per i non più giovani soldati che
dovevano lottare così duramente per percorrere appena pochi metri,
specialmente perché ciò era niente al confronto del fronte orientale,
per il quale quei trattori erano stati progettati! Tuttavia, i
poveri personaggi erano probabilmente felici che quella fosse
l'Olanda e non Smolensk! |
| Quello
che all'Autore capitò di vedere quel giorno dovette diventare
chiaro durante le prove ufficiali del veicolo due anni prima,
quando furono provate ruote con diversi tipi di battistrada e
ramponi, nessuna delle quali si dimostrò soddisfacente. Infatti,
dal terreno di prova dell'esercito a Kummersdorf giunse un rapporto
estremamente negativo sull'RSO; la debolezza principale, dichiararono,
stava nelle ruote che non fornivano sufficiente trazione e davano
origine ad eccessive vibrazioni, oltre a fare a pezzi malamente
le strade. |
| Sebbene
si presumesse che la macchina non dovesse essere condotta a più
di 16 km/h, anche se possibile, era tuttavia più scomoda su strade
inghiaiate, a causa delle vibrazioni e del rumore del motore raffreddato
ad aria e malamente insonorizzato. |
| Nel
frattempo, qualcos'altro era successo; alcuni membri della divisione
SS Reich, in uno sforzo per mantenersi mobili in Russia
durante l'inverno 1941-42, avevano sperimentato una conversione
di un camion in un semicingolato. Usando i carrelli ed i cingoli
di una carretta cingolata inglese in sostituzione delle ruote
posteriori di un camion convenzionale, essi avevano inventato
un veicolo fuori-strada dal costo relativamente basso e con prestazioni
accettabili. Questo progetto ebbe così tanto successo che le autorità
ordinarono a parecchi costruttori di camion di produrre un certo
quantitativo dei loro autocarri 4x2 con questi carrelli cingolati
come equipaggiamento installato di serie in fabbrica. Questo tipo
di semicingolato divenne noto come "Maultier"
(Mulo) e, alle seguenti prove comparative, nell'aprile del 1943,
Hitler decise di tagliare l'intero programma Ostradschlepper
in favore del Maultier, deviando le scarse materie prime
da un progetto all'altro. Furono anche prodotti altri semicingolati
semplificati, il leichte e lo schwere Wehrmachtschlepper
(trattore militare leggero e pesante) ma fu abbastanza chiaro
che la marea aveva girato contro la Germania e questi veicoli
ersatz non sarebbero stati di aiuto per rovesciare la situazione. |
| Quanti
trattori Latil FTARH siano stati completati nel frattempo ad occidente
nel periodo in cui l'intero progetto RSO fu abbandonato è ora
materia di speculazioni, ma è improbabile che ne siano stati costruiti
molti. Di sicuro, si può asserire che la forza lavoro francese
non era esattamente desiderosa di mettere questo veicolo al primo
posto nella produzione, per cui probabilmente inventarono abbastanza
scuse per ritardare considerevolmente l'azione. |
| Non
è nemmeno sicura la quantità di RSO costruiti e consegnati
dalla Skoda; basandosi su prove esistenti si può solo presumere
e stimare una quantità oscillante tra i 100 ed i 200 esemplari. |
| Comunque,
Hitler non si era scordato del "suo" trattore; secondo
Walter J. Spielberger nel suo libro sui trattori dell'esercito
tedesco 1871-1945 (vol. 10 della serie Militärfahrzeuge,
Motorbuch Verlag, Stuttgart, 1978) Hitler, nel dicembre del 1944,
chiese di sapere cosa era successo agli RSO Serie O che erano
stati ordinati circa due anni prima, poiché - nonostante i loro
noti difetti - almeno 50 di essi furono richiesti come trattori
alternativi per "scopi speciali" (questo può avere a
che fare con ciò che fu detto all'Autore, allora ragazzo curioso?). |
| Lo
Skoda progettato da Porsche ed il Latil
Radschlepper Ost erano dimensionalmente simili ma si potevano
riconoscere da lontano: il Latil aveva un frontale molto squadrato
e la sua cabina dall'aspetto primitivo era come quella di legno
di tipo universale della Wehrmacht, la Einheitsfahrerhaus.
Lo Skoda aveva contorni più arrotondati e sotto pelle era notevolmente
simile ai trattori austriaci della I Guerra Mondiale già menzionati.
Le ruote erano azionate da 4 alberi di trasmissione paralleli,
che partivano a coppie "da prua a poppa" da un grosso
gruppo di trasferimento, che conteneva anche i differenziali,
montato a metà del telaio. Un dispositivo di blocco meccanico
connetteva i due alberi di trasmissione di destra con quelli di
sinistra e, di conseguenza, le relative ruote; la trasmissione
incorporava un accoppiamento a fluido, che non era affatto il
massimo, con tendenza al surriscaldamento durante il traino in
marcia troppo alta e se sottoposto a prolungato sovraccarico;
per questa ragione, fu dotato anche di una frizione monodisco
a secco. |
| L'unità
motrice principale era un motore a 4 cilindri in linea raffreddato
ad aria, i cui cilindri derivavano da quelli per il motore del
Tigre progettato da Porsche; furono pianificate entrambe le versioni,
sia con motore Otto (a benzina) che Diesel (a gasolio). I 4 grossi
cilindri avevano un volume di poco superiore a 1500 cm3
ciascuno, in totale 6024 cm3,
con valvole in testa; ogni testata era ampiamente alettata. Con
un rapporto di compressione solamente di 5,45:1, si otteneva una
potenza di 90 HP a 2100 giri/min; la versione Diesel fu progettata
con un rapporto di compressione di 18:1 ed una potenza di 80 HP
a 2000 giri/min, ma non raggiunse lo stadio di produzione. |
| Per
garantire un avviamento accurato, anche con temperature ambiente
estremamente basse, era dotato di un motore ausiliario. Questa
unità, fondamentalmente un mezzo motore Volkswagen, era flangiato
all'estremità anteriore del motore principale; le sue funzioni
principali erano: (a) preriscaldare il condotto di aspirazione,
i cilindri e l'olio lubrificante del motore principale; (b)
agire come manovella; (c) fornire riscaldamento alla cabina
di guida. La cabina aveva tre posti e c'era una cuccetta posta
di traverso sul retro; nel cassone posteriore di legno c'era posto
per altri 8 lettini, 4 dei quali sospesi.
|
| L'aspetto
piacevole del veicolo era rovinato solo dalle grandi e brutte
ruote senza pneumatici; una versione con ruote gommate, forse
con velocità più elevata, avrebbe potuto essere un pezzo d'equipaggiamento
un po' più utile. |
| Le
informazioni sul Typ 175 fornite da Porsche nel 1982 variano in
alcuni punti rispetto a quelle del 1942; pesi, altezza dal suolo
e raggio di sterzata differiscono leggermente, ma ciò può essere
dovuto al fatto che furono sperimentati almeno tre diversi tipi
di ruote: a raggi, traforate e piene, con vari tipi di ramponi. |
Il
Radschlepper Ost,
o Porsche 175, non prestò mai servizio attivo in Russia ma
è chiaro che alcuni presero la strada del fronte occidentale, nel
1944. Dopo la guerra, una decina di RSO fu scoperta nella Germania
Est dove, si racconta, rimasero per parecchi anni parcheggiati in
un angolo del cortile di una fattoria; essi furono alla fine demoliti,
non essendo di uso pratico per nessuno. |
| È
estremamente improbabile che qualcuno di essi sia sopravvissuto
fino ad oggi; un esemplare, probabilmente l'ultimo, fu dissotterrato
- letteralmente - negli stabilimenti Porsche di Stoccarda. Esso
fu sepolto laggiù in un fosso poco prima dell'arrivo delle truppe
Alleate nel 1945; quando fu riscoperto e portato alla luce nel
1960, risultò enormemente deteriorato ed evidentemente non fu
considerato degno di restauro e conservazione nel Museo Porsche.
Forse nessuno ne era sufficientemente orgoglioso! Ahimé, sembra
che sia andata così a molti veicoli militari di particolare interesse.
|
| CARATTERISTICHE
TECNICHE |
| Tipo:
trattore pesante, 4 x 4 (Radschlepper Ost) |
|
TELAIO |
| Marca
e Modello: Skoda RSO (Porsche typ 175) |
|
Tipo:
a scala |
| Costruttore:
Skoda-Werke, Pilsen, Cecoslovacchia |
|
|
| Progetto:
Dr.-Ing. h.c. F. Porsche KG, Stoccarda, Germania |
|
STERZO |
|
|
Tipo:
vite senza fine e settore dentato |
| MOTORE |
|
|
| Tipo:
4 cilindri, in linea, benzina, albero a camme in testa, raffreddato
ad aria |
|
FRENI |
| Cilindrata:
6024 cm3
(115 x 145 mm) |
|
Tipo,principale
e di stazionamento: meccanico, con nastri a contrazione, su tutte
le ruote |
| Potenza:
90 HP @ 2000 giri/min |
|
|
| Coppia:
39 mkg @ 1100 giri/min |
|
RUOTE |
| Rapporto
di compressione: 5.45:1 |
|
Tipo:
disco d'acciaio, diametro 1500 mm; larghezza, davanti 300 mm, dietro
400 mm, con ramponi o arpioni rimovibili |
| Carburatore:
Solex 48FNVP |
|
|
|
|
IMPIANTO
ELETTRICO |
| MOTORE
AUSILIARIO |
|
Marca:
Bosch |
| Tipo:
2 cilindri, in linea, benzina, albero a camme in testa, raffreddato
ad aria |
|
Tensione:
12 (1 batteria, 105 Ah) |
| Cilindrata:
565 cm3
(75 x 64 mm) |
|
|
| Potenza:
12 HP @ 3500 giri/min |
|
CARROZZERIA |
| Coppia:
3.7 mkg @ 2000 giri/min |
|
Tipo:
chiusa 3 sedili cabina con cuccetta; cassone con sponde ribaltabili,
di legno, con centine e telone |
| Rapporto
di compressione: 5.8:1 |
|
|
| Carburatore:
Solex |
|
VERRICELLO |
|
|
Tipo:
ad asse orizzontale |
| FRIZIONE |
|
Capacità:
5000 kg |
| Tipo:
monodisco a secco più accoppiamento idraulico |
|
|
| Marca,
modello: (idraulica) Voith 384T |
|
DIMENSIONI |
|
|
Passo:
3000 mm |
| CAMBIO
PRINCIPALE |
|
Carreggiata,
anteriore/posteriore: 1820/1720 mm |
| Tipo:
5 marce + RM, manuale, innesti scorrevoli |
|
Lunghezza
totale: 6220 mm, larghezza: 2300 mm, altezza: 3065 mm |
|
|
Altezza
dal suolo: 490 mm (sotto gli assi) |
| GRUPPO
DI TRASFERIMENTO |
|
|
| Tipo:
singola velocità, con 4 alberi di trasmissione, differenziale centrale
e dispositivo di blocco |
|
CAPACITÀ |
|
|
Serbatoio
carburante: 250 litri |
| ASSE
ANTERIORE |
|
|
| Tipo:
rigido, con 2 pignoni e corone; giunti sterzanti incorporati |
|
PESI |
| Rapporto:
4.00:1 |
|
A
secco: 7000 kg (davanti 4000 kg, dietro 3000 kg) |
|
|
A
pieno carico: 12000 kg |
| ASSE
POSTERIORE |
|
Sforzo
di traino: 5000 kg |
| Tipo:
rigido, con 2 pignoni e corone |
|
|
| Rapporto:
4.00:1 |
|
PRESTAZIONI |
|
|
Vel.
max (teorica) in 1a
2.44 km/h; 2a
3.62 km/h; 3a
5.73 km/h; 4a
9.16 km/h; 5a
15.00 km/h, RM 2.92 km/h |
| SOSPENSIONI |
|
Autonomia:
125 km |
| Anteriore
e posteriore: balestre semi-ellittiche |
|
Pendenza
superabile: 33° |
|
|
Guado
max: 1180 mm |
|
|
Raggio
di sterzata: 14 m |
BIBLIOGRAFIA: articolo tratto da "Wheels &
Tracks" n. 3, © ed. Battle of Britain Prints International Ltd.,
London, England

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