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Messerschmitt 110 nella Regia Aeronautica

di Riccardo Trotta (Gruppo Plastimodellismo Fiorentino - CMPR - IPMS)

 

La mia conoscenza dell’utilizzo di Me 110C nelle file della Regia Aeronautica risale alla pubblicazione del fascicolo n°3 della serie Dimensione Cielo – Caccia e Assalto, avvenuta nella primavera del 1972. Il modello in forza alla Regia è lì identificato come appartenente alla serie C e si dice che ne sono stati assegnati tre, i primi due portati al 1° N.A.I. di Treviso i giorni 11 e 15 luglio 1942, rispettivamente dai piloto cap. Giancarlo Ghedini e ten. Cesare Balli.
Per inciso il volumetto si presentò subito molto interessante per la disamina degli aerei da caccia stranieri con insegne italiane, in particolare erano le prime foto di 109 e D520 Regia che mi passavano sotto gli occhi.
Tornando al 110, interessanti le due foto (in b/n) scattate a Lonate Pozzolo (c’è scritto a mano sul fronte di una foto) all’inizio del 1943, che riprendono il ten. Vincenzo Terlizzi davanti all’aereo del ten. Balli. L’aereo appare mimetizzato completamente in nero, ha la banda bianca ed i codici 235 – 6. Il numero individuale non è molto evidente perché tutti i codici appaiono di colore chiaro ed il “6” è in parte sulla banda bianca e lo si poteva confondere con un “8”; il fatto è stato poi evidenziato da un articolo comparso su Aerofan numeri 56 e 58 del 1996, dove il codice 235 – 8 è assegnato ad un Dornier 217 J-1.
Il colore dei codici sarà chiarito soltanto più tardi e sarà identificato come azzurro.
La terza foto, sempre ripresa a Lonate Pozzolo, mostra un 110 di fronte, ma è molto scura e l’unica informazione che secondo me si può evincere è la colorazione in bianco di 1/3 delle ogive.
Su Aerei n°7-8/1975, nella rubrica della posta dei lettori, lo scrittore Nino Arena precisa che le matricole militari dei tre 110 sono 964 ( che secondo quanto scrive dovrebbe essere un velivolo dotato di radar Lichtestein e apparecchiature per il tiro notturno) e 1358 e1804, anche se i nomi dei piloti che li hanno portati in Italia non coincidono perfettamente con quanto riportato nell’articolo sopra citato.
Nel 1977, sempre sulla rivista Aerei, comparve una serie di articoli dedicati alla caccia notturna della Regia Aeronautica (1940 – 1943), a firma di Umberto Postiglioni e Riccardo Rovere. La parte III° di questa serie (novembre) è quella più interessante per i dettagli sul 110. Infatti compare la famosa immagine a colori con il 110 C3 della 235° Squadriglia in livrea mimetica 70 – 71 per le superfici superiori e nero 22 per quelle inferiori; tale mimetica è citata come standard per i caccia notturni all’inizio della guerra nel recente libro di Micheal Ullman “Luftwaffe colours 1935 – 1945, pag 113.
L’immagine è interessante perché mostra il numero di squadriglia appunto in azzurro ( si vedono le cifre 2 e 3) e si vede chiaramente la sovraspruzzatura che ha cancellato le insegne tedesche in fusoliera per fare posto ai codici italiani ( cancellatura in verde mimetico italiano o in RLM 02 ?); si nota inoltre la presenza della croce tedesca sulla superficie alare superiore sinistra; a parte poi lo spaccato, senz’altro molto interessante,compare sulla rivista un profilo a colori della suddetta immagine a colori, codificato 235 – 7; bisognerà aspettare la serie di foto a colori pubblicate da Storia Militare per vedere la stessa immagine più completa con i codici completamente leggibili 235 – 5.
Venendo a tempi più recenti, è da segnalare l’articolo di D’Amico e Valentini, intitolato “I cacciatori della notte” dedicato alla caccia notturna della Regia Aeronautica e comparso sulla rivista JP4/Gennaio 1995 e il sopra citato articolo pubblicato in due parti su Aerofan nel ’96, a firma rispettivamente di G. Garello e G. Grande .
Su JP4 c’è una interessante foto della MM 964, su cui ci sono da notare alcuni dettagli.
L’aereo appare verniciato completamente di colore scuro; ha le croci bianche in coda e la banda bianca in fusoliera, ma conserva le croci tedesche sulle superfici superiori delle ali; è visto di ¾ posteriore e questo permette di notare come le croci bianche siano solo sulle superfici esterne delle derive; non c’è presenza di apparati radar, dato che è visibile anche parte del muso.
Questo aereo compare in una vista laterale anche su Aerofan, vista che conferma quasi totalmente quanto notato sopra, a parte l’impossibilità di vedere le superfici superiori delle ali. Permette però di vedre la cancellazione in fusoliera dei codici tedeschi, le cui obliterazioni appaiono di colore leggermente più chiaro rispetto alla fusoliera ( grigio scuro? Verde oliva scuro?).
E’ interessante precisare da un punto di vista storico che i Tedeschi rifiutarono una ulteriore fornitura di 110 con la storia che questo tipo di aereo era fuori produzione e ci rifilarono i Dornier Do 217 J1 e J2. Comunque, stando allo storico D’Amico, i 110 ricevuti erano ormai abbastanza usurati e tutti concordano nel riportare che furono usati solo per voli di addestramento presso la 235° Squadriglia.
Vorrei chiudere con una piccola curiosità modellistica: i kit di questo aereo che avuto occasione di vedere presentano, per l’interno della cabina, un pavimento continuo sul quale sono posizionati il sedile del pilota e quello dell’ addetto all’arma di difesa posteriore. In realtà l’armiere gestiva anche le armi che sparavano in avanti dalla parte inferiore del muso e per fare questo, nel pavimento, dietro il quadro con le apparecchiature radio, sempre gestito dall’armiere, c’era un vano che permetteva l’accesso alla suddette armi sparanti in avanti.
Allego un disegno (un grazie a R. Vestuto, anche se la cosa risale a diversi anni fa) dove si possono vedere gli apparecchi radiofonici ed i tamburi per le munizioni delle armi da 20mm che sparano in avanti dalla parte inferiore del muso. Per inciso, questo particolare è presente nel kit di dettaglio della True Details TD48471 dedicato al modello di 110 C/D 1/48 della Fujimi





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