Non solo statico

by Pierluigi Berzieri

Una pista per le Mini-Z

 
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La convivenza tra modellismo statico e dinamico è spesso tormentata e le relazioni tra i modellisti delle due branche sono talvolta connotate da elementi di diffidenza e reciproca presunzione di superiorità. Il rapporto tra le due tipologie di modellismo può invece risultare molto costruttivo grazie all’interscambio di tecniche e conoscenze che possono essere applicate in modo vicendevole con indubbi vantaggi. Non bisogna neppure tralasciare l’aspetto ludico che permette di sdrammatizzare alcuni momenti di attività modellistica particolarmente impegnativa e di creare delle simpatiche occasioni per passare delle serate divertenti in compagnia di amici. E’ proprio in quest’ottica che da una costola della Lilliput ha preso vita una sezione che si dedica all’automodellismo dinamico. Si voleva però che non mancassero alcuni ingredienti indispensabili perché l’iniziativa potesse avere un certo seguito: impegno non eccessivo; possibilità di correre al coperto per tutto l’anno; costi contenuti; possibilità di fare delle gare; installazione e smontaggio della pista in tempi brevi. Ci siamo subito indirizzati verso le Mini-Z, auto radiocomandate elettriche in scala 1/28. Queste rispondevano egregiamente ai requisiti richiesti! Infatti hanno dei prezzi accessibili, danno la possibilità di eseguire vari interventi di regolazione dell’assetto pur mantenendo una manutenzione ed una messa a punto non troppo impegnative; funzionano con batterie ricaricabili che durano quasi un’ora permettendo di correre per tutta la sera con 3 o 4 pacchi batterie; la scala ridotta consente di realizzare un tracciato adeguato in uno spazio relativamente ridotto; sono molto robuste e consentono di gareggiare in una pista larga 60-70 cm. con parecchi modelli. Uno dei primi problemi da affrontare è stata la realizzazione della pista, un tracciato che potesse essere montato e smontato in breve tempo e che ben si adattasse alle caratteristiche dei modelli. La localizzazione scelta è stata la sede stessa della Lilliput al Dopolavoro Ferroviario di Aosta dove c’è a disposizione una stanza di circa 7 metri per 4. Un pezzo di moquette di 6 metri per 2 costituisce il fondo della pista e si è optato per tale materiale in modo da poter utilizzare il velcro per il fissaggio delle paratie che delimitano il tracciato. Le paratie sono state realizzate in modo che presentassero le seguenti caratteristiche: massima rapidità nella fase di installazione e di rimozione; buona capacità di contenimento dei modelli abbinata ad una certa elasticità nell’assorbimento degli urti; possibilità di variare il tracciato ogni volta; possibilità di realizzare tracciati con curve “realistiche”, arrotondate e non solo a 90°. Dopo un po’ di giri nei soliti magazzini di bricolage abbiamo individuato il materiale che faceva al caso nostro: paraspigoli e battiscopa in PVC. Sono stati costruiti due tipi di paratie, uno più alto che utilizza i battiscopa abbinati a piccoli pezzi di paraspigoli che fungono da sostegno ed uno più basso che impiega solo i paraspigoli.
1) Per il primo tipo si è proceduto nel seguente modo: il paraspigoli, che misura 3 cm. di lato, è stato tagliato in pezzi lunghi 5 cm. (foto 1 e 2). Dopo la rifinitura con carta vetrata (foto 3 e 4) si sono tagliati pezzi di velcro (maschio) della stessa lunghezza ed altezza (foto 5 e 6). Utilizzando colla specifica per PVC il velcro è stato applicato sui pezzi di paraspigoli (foto da 7 a 12). Per aumentare la tenuta del velcro sul PVC sono stati applicati dei punti con la pinzatrice (foto da 13 a 15). I battiscopa in PVC (foto 16) vengono tagliati in pezzi da due metri (foto 17) ed alcune altre misure inferiori per consentire la chiusura del circuito. A questo punto si incollano i sostegni ai battiscopa (foto da 18 a 24). Si tagliano ancora dei pezzi di velcro maschio da utilizzare eventualmente per irrobustire ulteriormente i punti di maggiore tensione (foto 25 e 26). Le nostre paratie sono così ultimate (foto da 27 a 29) e per finire tagliamo vari pezzi di dorso fascicolatore (foto 30 e 31) che serviranno da congiunzione tra un pezzo e l’altro. Il collaudo si impone e la prima prova viene effettuata in garage (foto da 50 a 53). Fantastico! Tutto funziona a dovere! L’abbiamo montata in due in un quarto d’ora, la moquette si autotende all’interno della pista, i modelli scivolano sui battiscopa negli impatti che vengono assorbiti egregiamente dalle paratie le quali peraltro rimangono ben salde nelle loro posizioni. Abbiamo inoltre potuto disegnare un tracciato con curve ben arrotondate ed abbiamo la possibilità di variarlo ogni volta! La pista è pronta per entrare in funzione presso la sede della Lilliput (foto da 54 a 59).
2) Il secondo tipo di paratia, che utilizza solo i paraspigoli (foto 101), è di costruzione ancora più rapida. Vengono praticati alcuni intagli in modo da lasciare un sostegno della stessa grandezza di quello del precedente tipo (foto 102 e 103). Il paraspigoli assume cosi una flessibilità ancora maggiore rispetto a quella dei battiscopa. Vengono quindi asportate le parti ai lati dei sostegni (foto 104 e 105) quindi si passa all’applicazione del velcro come visto per il tipo precedente (foto da 106 a 113). Anche gli elementi di congiunzione sono i medesimi di prima (foto 114 e 115). Il collaudo, effettuato in una mansarda in cui era già presente un rivestimento in moquette, ha ancora un esito favorevole. L’altezza è più che sufficiente a garantire un buon contenimento dei modelli e la visibilità è migliore in virtù dell’altezza ridotta (foto da 116 a 119).
In sintesi se non si vuole rinunciare alla massima capacità di contenimento si opterà per il primo tipo, altrimenti il secondo tipo assolve pienamente il suo compito e si realizza più velocemente ad un costo decisamente accessibile (circa 1,5 euro al metro compreso il velcro).


FRANCAIS

La cohabitation entre le maquettisme statique et le maquettisme dynamique souvent n'est pas facile. En effet le rapport entre les deux branches peut être très vantageux pour une échange de techniques et de connaissances qui puissent être appliquées dans les deux secteurs. Dans cette perspective est nées la section de Lilliput dédiée au maquettisme dynamique. Les ingrédients indispensables pour que l'initiative puisse avoir succes ont étés: engagement pas excessif; possibilité d'avoir un lieu au couvert toute l'année; des frais contenus; installation rapide de la piste. Nous nous sommes tout de suite adressés vers les M ini-Z, voitures r/c en 1/28ème.Les Mini-Z ne sont pas très chères, elles donnent la possibilité d'effectuer des interventions de règlage, et pour ce qui concerne la manutention elles ne sont pas trop difficiles. Elles fonctionnens avec des batteries rechargéables et enfin l'échelle petite donne la possibilité de s'affronter dans une piste de 60-70 cm de largeur. Le fond de la piste est réalisé avec un morceau de moquette de 7x4 mètres. Les parois sont réalisées avec des plinthes en PVC. Ces plinthes sont fixés à la moquette par des supports en velcro. L'avantage des plinthes est que ces derniers sont flexibles et permettent de modeler la piste dans différentes configurations et enfin ils sont très faciles à installer grace au velcro. Tous ces matériaux ont étés achetés dans un magasin de bricolage pour des prix persque nuls.




 
 

 




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