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La convivenza tra modellismo statico e dinamico è
spesso tormentata e le relazioni tra i modellisti delle due
branche sono talvolta connotate da elementi di diffidenza
e reciproca presunzione di superiorità. Il rapporto
tra le due tipologie di modellismo può invece risultare
molto costruttivo grazie all’interscambio di tecniche
e conoscenze che possono essere applicate in modo vicendevole
con indubbi vantaggi. Non bisogna neppure tralasciare l’aspetto
ludico che permette di sdrammatizzare alcuni momenti di attività
modellistica particolarmente impegnativa e di creare delle
simpatiche occasioni per passare delle serate divertenti in
compagnia di amici. E’ proprio in quest’ottica
che da una costola della Lilliput ha preso vita una sezione
che si dedica all’automodellismo dinamico. Si voleva
però che non mancassero alcuni ingredienti indispensabili
perché l’iniziativa potesse avere un certo seguito:
impegno non eccessivo; possibilità di correre al coperto
per tutto l’anno; costi contenuti; possibilità
di fare delle gare; installazione e smontaggio della pista
in tempi brevi. Ci siamo subito indirizzati verso le Mini-Z,
auto radiocomandate elettriche in scala 1/28. Queste rispondevano
egregiamente ai requisiti richiesti! Infatti hanno dei prezzi
accessibili, danno la possibilità di eseguire vari
interventi di regolazione dell’assetto pur mantenendo
una manutenzione ed una messa a punto non troppo impegnative;
funzionano con batterie ricaricabili che durano quasi un’ora
permettendo di correre per tutta la sera con 3 o 4 pacchi
batterie; la scala ridotta consente di realizzare un tracciato
adeguato in uno spazio relativamente ridotto; sono molto robuste
e consentono di gareggiare in una pista larga 60-70 cm. con
parecchi modelli. Uno dei primi problemi da affrontare è
stata la realizzazione della pista, un tracciato che potesse
essere montato e smontato in breve tempo e che ben si adattasse
alle caratteristiche dei modelli. La localizzazione scelta
è stata la sede stessa della Lilliput al Dopolavoro
Ferroviario di Aosta dove c’è a disposizione
una stanza di circa 7 metri per 4. Un pezzo di moquette di
6 metri per 2 costituisce il fondo della pista e si è
optato per tale materiale in modo da poter utilizzare il velcro
per il fissaggio delle paratie che delimitano il tracciato.
Le paratie sono state realizzate in modo che presentassero
le seguenti caratteristiche: massima rapidità nella
fase di installazione e di rimozione; buona capacità
di contenimento dei modelli abbinata ad una certa elasticità
nell’assorbimento degli urti; possibilità di
variare il tracciato ogni volta; possibilità di realizzare
tracciati con curve “realistiche”, arrotondate
e non solo a 90°. Dopo un po’ di giri nei soliti
magazzini di bricolage abbiamo individuato il materiale che
faceva al caso nostro: paraspigoli e battiscopa in PVC. Sono
stati costruiti due tipi di paratie, uno più alto che
utilizza i battiscopa abbinati a piccoli pezzi di paraspigoli
che fungono da sostegno ed uno più basso che impiega
solo i paraspigoli.
1) Per il primo tipo si è proceduto nel seguente modo:
il paraspigoli, che misura 3 cm. di lato, è stato tagliato
in pezzi lunghi 5 cm. (foto 1 e 2). Dopo la rifinitura con
carta vetrata (foto 3 e 4) si sono tagliati pezzi di velcro
(maschio) della stessa lunghezza ed altezza (foto 5 e 6).
Utilizzando colla specifica per PVC il velcro è stato
applicato sui pezzi di paraspigoli (foto da 7 a 12). Per aumentare
la tenuta del velcro sul PVC sono stati applicati dei punti
con la pinzatrice (foto da 13 a 15). I battiscopa in PVC (foto
16) vengono tagliati in pezzi da due metri (foto 17) ed alcune
altre misure inferiori per consentire la chiusura del circuito.
A questo punto si incollano i sostegni ai battiscopa (foto
da 18 a 24). Si tagliano ancora dei pezzi di velcro maschio
da utilizzare eventualmente per irrobustire ulteriormente
i punti di maggiore tensione (foto 25 e 26). Le nostre paratie
sono così ultimate (foto da 27 a 29) e per finire tagliamo
vari pezzi di dorso fascicolatore (foto 30 e 31) che serviranno
da congiunzione tra un pezzo e l’altro. Il collaudo
si impone e la prima prova viene effettuata in garage (foto
da 50 a 53). Fantastico! Tutto funziona a dovere! L’abbiamo
montata in due in un quarto d’ora, la moquette si autotende
all’interno della pista, i modelli scivolano sui battiscopa
negli impatti che vengono assorbiti egregiamente dalle paratie
le quali peraltro rimangono ben salde nelle loro posizioni.
Abbiamo inoltre potuto disegnare un tracciato con curve ben
arrotondate ed abbiamo la possibilità di variarlo ogni
volta! La pista è pronta per entrare in funzione presso
la sede della Lilliput (foto da 54 a 59).
2) Il secondo tipo di paratia, che utilizza solo i paraspigoli
(foto 101), è di costruzione ancora più rapida.
Vengono praticati alcuni intagli in modo da lasciare un sostegno
della stessa grandezza di quello del precedente tipo (foto
102 e 103). Il paraspigoli assume cosi una flessibilità
ancora maggiore rispetto a quella dei battiscopa. Vengono
quindi asportate le parti ai lati dei sostegni (foto 104 e
105) quindi si passa all’applicazione del velcro come
visto per il tipo precedente (foto da 106 a 113). Anche gli
elementi di congiunzione sono i medesimi di prima (foto 114
e 115). Il collaudo, effettuato in una mansarda in cui era
già presente un rivestimento in moquette, ha ancora
un esito favorevole. L’altezza è più che
sufficiente a garantire un buon contenimento dei modelli e
la visibilità è migliore in virtù dell’altezza
ridotta (foto da 116 a 119).
In sintesi se non si vuole rinunciare alla massima capacità
di contenimento si opterà per il primo tipo, altrimenti
il secondo tipo assolve pienamente il suo compito e si realizza
più velocemente ad un costo decisamente accessibile
(circa 1,5 euro al metro compreso il velcro).
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